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Cosa sono le figure retoriche di posizione (con esempi)

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Cosa sono le figure retoriche di posizione (con esempi)
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Che cosa sono le figure retoriche di posizione, dette anche d'ordine o sintattiche? Scoprile con noi, con esempi nelle poesie più famose

Imparare bene le figure retoriche è importante perché permette non soltanto di analizzare correttamente i testi a scuola (e prendere bei voti!) ma anche di arricchire il proprio linguaggio, avendo consapevolezza di quello che si sta scrivendo. Magari non diventerai un poeta o una scrittrice, ma le figure retoriche possono aiutarti in molti contesti!

Oggi affrontiamo le figure retoriche di posizione, dette anche sintattiche.

Breve ripasso: che cos’è la sintassi?

Partiamo col definire la parola “sintattiche”, o meglio, la sua radice, sintassi. La sintassi altro non è che la struttura della frase. Si chiama sintassi quella branca della grammatica (e della linguistica) che studia la struttura delle proposizioni. Esistono sintassi semplici e complesse, e probabilmente avrai già sentito parlare di:

Passiamo ora alle figure retoriche, che possono trovarsi in qualsiasi tipo di frase o verso!

I diversi tipi di figure retoriche

L’elenco delle figure retoriche è lungo ed è difficile ricordarsele tutte. Può aiutarti però tenere a mente che esistono tre tipi di figure retoriche, cioè tre grandi gruppi in cui sono suddivise:

Le figure retoriche di significato - come per esempio l'ossimoro - hanno a che fare, come dice l’espressione stessa, col significato delle parole. Quelle di suono sono le figure retoriche che danno ritmo e musicalità alle frasi. Infine ci sono le figure retoriche di ordine, che approfondiremo qui.

Cosa sono le figure retoriche di ordine

Come abbiamo detto e visto col breve ripasso, le figure retoriche di posizione sono dette anche figure retoriche sintattiche perché riguardano proprio la struttura della frase. Sono chiamate anche figure retoriche d’ordine proprio perché intervengono sull’ordine dei termini, creando frasi più elaborate e accattivanti. Se ti sembra che la sintassi abbia qualcosa di particolare, o che un verso sia troncato, o ancora che la frase sia un po’ strana… Fermati un attimo a riflettere, probabilmente sei di fronte a una figura retorica d’ordine!

Figure retoriche di posizione: elenco

Adesso vediamo insieme quali sono le figure retoriche d’ordine più diffuse, con alcuni esempi di figure retoriche poesia per imparare a riconoscerle:

  • Anacoluto: si chiama anche figura retorica del soggetto sospeso, cioè quando il primo elemento (una frase) viene lasciato in sospeso rispetto ai successivi, per esempio ne I promessi sposi di Manzoni

Quelli che muoiono, bisogna pregare Iddio per loro

  • Anafora: si ha quando si ripetono una o più parole all’inizio delle frasi, per esempio nella poesia di Cecco Angiolieri

S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo;

s’i’ fosse vento, lo tempesterei;

s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;

s’i’ fosse Dio, mandereil’en profondo;

  • Anastrofe (detta anche inversione): è una figura retorica che deriva dalla struttura delle frasi in latino e in greco, e prevede che la classica sintassi soggetto-verbo-complemento venga organizzata diversamente. Un esempio in A Silvia di Leopardi

Allor che all’opre femminili intenta
Sedevi, assai contenta

  • Chiasmo: è una figura retorica di posizione in cui viene fatto un incrocio tra coppie di parole con un preciso schema sintattica AB BA, come in questi versi de Il passero solitario di Leopardi

Odi greggi belar

muggire armenti

  • Ellissi: è l’omissione di una o più parole che vengono lasciate intendere a chi leggere, per esempio viene utilizzata tantissimo nei titoli di giornale in cui per mancanza di spazio è necessario essere stringati, e quindi si omettono per esempio i verbi
  • Enjambement: è una figura retorica che unisce l’ultima parola di un verso alla prima del verso successivo, come nell’Infinito di Leopardi:

interminati

spazi di là da quella, e sovrumani

silenzi, e profondissima quiete

io nel pensier mi fingo

Le figure retoriche di posizione, o figure retoriche d’ordine, sono – insieme ad altre come la metafora e la similitudine – tra le più semplici da individuare ma anche da utilizzare. Divertiti a scrivere delle frasi in cui giochi con l’ordine delle parole, ti stupirai di quanto possa cambiare un testo!

Scopri anche le figure retoriche contenute in La pioggia nel pineto!

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