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Da dove vengono le parole che usiamo a scuola?

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Da dove vengono le parole che usiamo a scuola?
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Da dove provengono termini come "cattedra", "lavagna" o "aula" che usiamo tutti i giorno quando siamo a scuola? Alcuni hanno una storia proprio interessante...

Siamo davvero sicuri di conoscere bene le parole che usiamo a scuola tutti i giorni? L'italiano infatti è piena di termini derivanti dalle lingue classiche (latino o antico greco) o prese in prestito da altri idiomi che nel tempo hanno finito per identificare oggetti o concetti talvolta molto lontani rispetto al loro significato originario.

In questo modo, attraverso piccoli passaggi logici, il nome di un paesino ligure come Lavagna è finito per indicare la grande tavola nera su cui i nostri insegnanti scrivono con il gesso. Ma gli esempi mica finiscono qui: vediamone un po'....

DA DOVE VENGONO LE PAROLE CHE USIAMO A SCUOLA?

Aula
Cominciamo con il luogo per eccellenza dove si svolgono le lezioni. La sua origine è da cercare nel termine latino àula, che però a sua volta deriva dal greco aulé, una parola che indicava la corte, uno spazio aperto e arioso della casa o di un tempio. La parola infatti condivide la radice con un altro termine greco, aulòs, che significa "flauto", ossia una canna in cui soffiare. Proprio perché aperta dunque, l'aula "originaria" era un luogo dove soffiava l'aria. Ora sarebbe comodo per le norme anti-coronavirus...

Astuccio
Questa parola invece proviene dal provenzale, una lingua neolatina, che usava il termine estug. Il significato era proprio quello di "fodera", "guaina", e probabilmente condivideva l'antica radice del latino custodis, appunto colui che custodisce qualcosa (in questo caso, le nostre matite e pennarelli!)

Cattedra
Viene dal greco kathédra composto da katá (sopra) ed édra (sedia), in epoca tardo-romana era la sedia propria delle scuole. In seguito divenne la scrivania rialzata su pedana dove prendeva posto chi insegnava. Per estensione questo termine passò a designare anche il posto in cui si sedeva il vescovo per officiare le funzioni, così le grandi chiese che potevano vantare la presenza di un vescovo divennero le cattedrali.

Maestro
Viene dal latino magister, derivato di magis "il più grande". Infatti il maestro non solo è il più grande della classe per età anagrafica, ma è più grande per competenze e sapere, tanto da poter insegnare ciò che conosce ad altre persone.

Matita
Secoli e secoli fa artisti e letterati utilizzavano per scrivere o disegnare dei piccoli pezzi di ematite, un particolare minerale del ferro che lasciava sulle superfici dei tratti neri. Così, da ematite a matita, il salto è stato breve...

Lavagna
Tempo fa i maestri scrivevano su lisce tavole di una pietra chiamata ardesia. Uno dei giacimenti più famosi dove tale pietra veniva estratta era vicino al paese ligure di Lavagna, vicino a Genova. Da qui il nome che tutti conosciamo.

Preside
Anche il nome che identifica l'autoritaria figura che "comanda" un istituto scolastico viene dal latino. Praesidere infatti significava "sedersi davanti" e nell'antichità, chi si sedeva davanti in una riunione o durante un incontro aveva maggior potere decisionale.

Scuola
Il termine stesso di "scuola" ha un'origine curiosa. Nell'antichità infatti, tale parola indicava un luogo di  riposo! Il termine greco scholé ,infatti, significava "ozio", "tempo libero". Nel corso dei secoli però il significato si è esteso a indicare il luogo in cui trascorrere questo tempo libero, e le classi più colte spesso impiegavano tale momento per tenere discussioni filosofiche o scientifiche. Da lì la scuola poi divenne il luogo in cui ci si poteva istruire.

Zaino
La parola "zaino" non deriva dalle lingue classiche ma da una lingua germanica, il gotico täinjo (poi zäinjo), che originariamente indicava un cesto di vimini.

FONTE: Treccani