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Come fare bene un tema | Cinque consigli del prof!

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Come fare bene un tema | Cinque consigli del prof!
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Cinque consigli infallibili di Nicola Gardini, professore a Oxford, per superare brillantemente la verifica di italiano! Dopo che avrete letto questo articolo non potrete più sbagliare!

Se il vostro incubo più grande è la verifica di italiano, questo è l'articolo giusto per voi. Per alcuni, infatti, scrivere i propri pensieri su un foglio è semplicissimo, quasi naturale. Altri invece lo trovano molto faticoso e proprio a loro sono destinati i consigli del professore a Oxford e autore di “Viva il latino. Storie e bellezza di una lingua inutile” (Garzanti, 2016), Nicola Gardini.

1 – Esercizio, esercizio, esercizio

Per scrivere un buon tema è necessario leggere tanto. Sembra un'assurdità, ma invece è proprio leggendo che si imparano a padroneggiare le parole. Il consiglio è quello di «Leggere ogni giorno qualche pagina. E riassumere quello che si è letto, anche solo a voce. Cogliere le cose importanti, le parole chiave, il senso di un discorso: solo così sapremo fare anche noi discorsi sensati, interessanti e magari piacevoli per gli altri» dice il professore.

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2 – Come scegliere il tema

Andare a istinto, scegliendo il tema che più piace, ma senza mai rifiutarne qualcuno in partenza: «Uno sa sempre di più di quello che crede di sapere. Un tema è anche un’occasione per mettersi alla prova, per esprimere idee che si avevano dentro ma che non si era trovata ancora l’occasione di far uscire».

 

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3 – Organizzare bene il tempo

Tema dato e due ore per svolgerlo. Ma come fare a sfruttare al meglio questo tempo ed evitare di perdersi e dover poi correre alla fine? «È utile dedicare qualche minuto alla progettazione del discorso: che cosa dico? Come inizio? Come concludo? Quali sono le cose più importanti da dire? In che ordine esporle? Però, mentre si scrive, si può anche dare al discorso direzioni impreviste. Benissimo. Basta non smarrirsi. È bello anche scoprire idee cammin facendo».

 

4 – Foglio di brutta, sì o no?

 

«Io da studente non ho mai usato fogli di brutta, nemmeno al liceo – racconta lo scrittore –. Dunque, non mi sento di sostenere che la brutta sia una necessità. Però può essere un buon appoggio. Magari basta solo un foglio, su cui fare uno schemino per cominciare: un elenco di punti; o anche su cui formulare un pensiero non chiaro. Così si evitano pasticci sulla bella».

5 – La struttura

Un buon tema risponde alla domanda della traccia. «Magari parte proprio cercando di definire la traccia in modo ancora più chiaro. Può anche contestarla. Lo studente o la studentessa non è detto che sia d’accordo. Poi ci vogliono esempi. Molto efficaci anche i confronti tra cose, situazioni, persone. Il confronto crea varietà e aiuta a specificare l’argomento, senza che si prenda un punto di vista assoluto. E poi ci vuole una bella conclusione. Questa può essere un riassunto di quanto si è affermato nel corso del tema; può essere una considerazione generale; può indicare un ulteriore modo di affrontare la questione».