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Beppe Fenoglio, lo scrittore gentiluomo

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Beppe Fenoglio, lo scrittore gentiluomo
Mondadori

Cento anni fa nasceva Beppe Fenoglio, traduttore e scrittore partigiano che ha raccontato in pagine memorabili i difficili anni della Resistenza

Il sogno di Beppe Fenoglio era quello di diventare scrittore, e ci è riuscito. Il suo animo si basava su rispetto e solidarietà, e per questo ha combattuto. In una vita aspra, di “malora”, come uno dei suoi romanzi, Beppe affronta con passione il periodo storico, le sconfitte, le delusioni, per dipingere la natura umana con semplicità e sferzante precisione.

LA VITA E GLI STUDI

Beppe Fenoglio nasce ad Alba il 1° marzo 1922 e l’ambiente piemontese lo accoglie con le sue Langhe, sia nello studio che durante le vacanze estive trascorse dai parenti sulle colline di San Benedetto Belbo e Murazzano.

Al Liceo-ginnasio Beppe incontra due grandi insegnanti di riferimento: il professore di storia e filosofia Pietro Chiodi e il docente di italiano Leonardo Cocito, di spirito antifascista. Una volta terminate le scuole superiori Fenoglio si iscrive alla facoltà di Lettere di Torino ma, nel 1943, l’abbandona per frequentare il corso militare da ufficiali. Conosciamo bene il periodo storico buio e pericoloso di quegli anni sotto il regime dittatoriale fascista, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale. Beppe Fenoglio sceglie la guerriglia partigiana della Resistenza, rincontrando anche i suoi mentori, i suoi professori del Liceo.

Dopo un lungo periodo di sconfitte, fughe e isolamento, l’azione partigiana aiuta nella Liberazione del territorio e della città natale, di cui Fenoglio racconterà storie ed emozioni ne I ventitre giorni della città di Alba. Una volta tornato alla vita civile, l’esperienza partigiana accompagnerà Beppe Fenoglio nei suoi racconti e nei suoi romanzi, primo fra tutti Il partigiano Johnny, dal quale è stato tratto l’omonimo film diretto da Guido Chiesa.

L’INGLESE E IL FENGLISH

Fin da giovane, Beppe Fenoglio scopre una particolare predisposizione per le lingue, in particolar modo quella inglese. Oltre ad amare la letteratura d’oltremanica, si immerge anche nello stile inglese, si rivede in Cromwell e nel rigore calvinista.

Già prima dell’inizio della guerra inizia alcune traduzioni, mentre durante il conflitto riesce a dare comunicazioni dalla Resistenza partigiana verso l’esercito inglese. Nel 1947, finita la guerra, la conoscenza della lingua gli procura un lavoro in un’azienda vinicola come corrispondente estero; in questo modo riesce a coniugare i due mondi che ama: lo spirito inglese e la passione radicata delle sue terre. Una curiosità linguistica è che non solo Beppe padroneggia l’inglese, ma crea con esso una lingua tutta sua. Riunendo l’italiano, il dialetto piemontese e la grammatica inglese, inventa un idioma col quale scrive le sue prime stesure di testi e racconti. Gli studiosi hanno chiamato questa lingua Fenglish, o Fenglese. E non poche sono state le diatribe per le pubblicazioni, dato che la maggior parte sono avvenute dopo la sua prematura morte, all’età di 41 anni per un brutto male.

“LONTANO DIETRO LE NUVOLE”

La grande passione per l’inglese è presente per ogni forma d’arte, dalla letteratura al cinema. In particolare Fenoglio ha una fissazione per una canzone di successo ai suoi tempi, contenuta nel famosissimo film Il mago di Oz del 1939. La canzone in oggetto è Somewhere over the rainbow, tema centrale del romanzo nonché ispirazione originale del libro che Fenoglio avrebbe voluto intitolare Lontano dietro le nuvole. La scelta del titolo diviene poi Una questione privata, eppure la canzone è sempre presente nei pensieri del protagonista, il partigiano Milton, soprattutto tra le pagine d’amore tra lui e Fulvia.

AUTORITRATTO

Nel romanzo Una questione privata, Fenoglio si descrive caratterialmente e fisicamente tramite il protagonista.

«Milton era brutto: alto, scarno, curvo di spalle. Aveva la pelle spessa e pallidissima, ma capace di infoscarsi al minimo cambiamento di luce o di umore. A ventidue anni, già aveva ai lati della bocca due forti pieghe amare, e la fronte profondamente incisa per l’abitudine di stare quasi di continuo aggrottato. I capelli erano castani… All’attivo aveva solamente gli occhi, tristi e ironici, duri e ansiosi, che la ragazza meno favorevole avrebbe giudicato più che notevoli. Aveva gambe lunghe e magre, cavalline, che gli consentivano un passo esteso, rapido e composto».

Effettivamente Beppe Fenoglio, uomo taciturno e pensieroso, tuttavia non si limita al momento giusto ad esprimersi nonostante una lieve balbuzie. Gioca a calcio con gli amici, ama la musica e sa cantare bene. Il suo stile di vita, così come quello di scrittore, è semplice ed oggettivo nel raccontare: «limpidità nel dire, esattezza di termini».

LE AMICIZIE IMPORTANTI

Oltre ai due professori del Ginnasio, Pietro Chiodi e Leonardo Cocito, che indirizzano Beppe Fenoglio alla cultura, al pensiero e all’azione, instaura un’amicizia duratura con il teologo e filosofo don Natale Bussi, nonostante Beppe sia assolutamente laico. Quando i testi di Fenoglio cominciano a circolare nell’ambiente letterario, molte sono le critiche; ma il grande Italo Calvino se ne innamora e lo prende sotto la sua ala. Lo stima e lo propone a editori come Einaudi, per il quale è anche traduttore. Tra alti e bassi, le pubblicazioni in vita sono poche. Le più escono postume per Garzanti. Oltre a Calvino ci sono altri scrittori a sostenere Fenoglio: Moravia, Vittorini, Gian Battista Vicari e Anna Banti.

AMORI E MATRIMONIO

Non sono solo di amicizia i sentimenti che Beppe prova nei confronti di Benedetta Ferrero, da tutti detta Mimma, della quale è innamorato. Tanto da ispirarsi a lei per il personaggio di Fulvia nel libro Una questione privata. In un’intervista a Repubblica, “Mimma” Ferrero racconta la loro conoscenza fin da adolescenti, durante la guerra, quando Beppe la corteggiava, le scriveva lettere e le regalò il disco di Over the Rainbow, che ascoltarono insieme col grammofono. Nonostante questo, per lei rimane sempre e solo un’amicizia che ricorda col sorriso.

Nel marzo del 1960, Beppe sposa Luciana Bombardi e dopo un anno nasce la figlia Margherita per la quale Fenoglio si scopre un padre amorevole e premuroso. Purtroppo la malattia ha già colpito i polmoni di Fenoglio, accanito fumatore, e peggiora in poco tempo. Ricoverato in ospedale, nel 1963, alla figlia Margherita lascia le sue ultime parole scritte:

«Ciao per sempre, Ita mia cara. Ogni mattina della tua vita io ti saluterò, figlia mia adorata. Cresci buona e bella, vivi con la mamma e per la mamma, e talvolta rileggi le righe del tuo papà, che ti ama tanto e sa di continuare a essere in te e per te. Io ti seguirò, ti proteggerò sempre, bambina mia adorata, e non devi mai pensare che ti abbia lasciato. Tuo papà».

Fonti:

  • Beppe Fenoglio: La vita - Centro Studi 'Beppe Fenoglio'
  • Storia di Fenoglio: ecco chi era il partigiano Beppe - la Repubblica
  • Io, la Fulvia amata da Beppe vi racconto la mia Questione Privata - la Repubblica