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Dieci luoghi studiati a scuola da visitare

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Dieci luoghi studiati a scuola da visitare
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Volete vedere con i vostri occhi i luoghi di cui tanto avete letto nei libri di scuola? Volete sapere com'era davvero la casa di Leonardo o come sia un ghiacciaio dal vivo? Ecco allora i nostri consigli su 10 luoghi da visitare assolutamente!

Chissà quante volte avete letto la poesia “A Silvia” di Giacomo Leopardi ma chi era questa ragazza e dove abitava? E dov’è il Vinci che dà il nome a Leonardo?

Ogni volta che studiamo italiano, arte, scienze o geografia vien voglia di sapere qualcosa in più di quella poesia, di quel fiume o di quel libro. Anzi per capire meglio bisognerebbe “vedere”, “toccare” con mano quello che leggiamo sui testi. La primavera e l’estate grazie alle vacanze e alle gite ci permettono di farlo.

Ecco dieci consigli per andare a visitare quello che avete studiato!

A casa di Giacomo Leopardi

“…Io gli studi leggiadri?

Talor lasciando e le sudate carte,?

Ove il tempo mio primo?

E di me si spendea la miglior parte,?

D'in su i veroni del paterno ostello

?Porgea gli orecchi al suon della tua voce,?

Ed alla man veloce?

Che percorrea la faticosa tela….”

 

Bisogna proprio andare a Recanati, in provincia di Macerata, per capire quanto aveva studiato il piccolo Giacomo.

Basta entrare nella sua biblioteca per comprendere quel “sudate carte” della poesia dedicata a Teresa Fattorini (“Silvia” nella poesia), figlia di un dipendente della famiglia Leopardi.

Dallo studio del giovane Giacomo c’è la finestra che affaccia sulla casa di Silvia. Durante le ore di studio, attratto dal canto della giovinetta occupata al telaio nella casupola di fronte alla biblioteca, di tanto in tanto si affacciava alle finestre per ascoltarla e guardarla.

Oggi potete fare lo stesso gesto immaginando gli occhi del poeta.

A casa di Giovanni Verga

Sicuramente se siete già alle “medie” vi sarà capitato di prendere in mano “Rosso malpelo”.

A scrivere questo libro è stato un uomo con dei curiosi baffi che ha vissuto a Catania. Oggi dopo quasi un secolo dalla sua morte la sua casa è ancora visitabile.

Per trovarla bisogna lasciare alle spalle la piazza del Duomo della città siciliana e trovare via San’Anna. Al civico otto, in un portoncino anonimo, una volta entrati si salgono delle scale e al primo piano si entra nella casa della famiglia Verga: un vero e proprio museo letterario.

In quelle stanze oltre ai suoi libri c’è ancora il suo letto e gli oggetti che usava lo scrittore. Un salto nel tempo che vale la pena di fare.

A casa di Leonardo

Conoscete “L’ultima cena” dipinta a Milano e la “Gioconda” che si trova al museo Louvre a Parigi ma da dove viene il genio di Leonardo?

Per saperlo bisogna andare in Toscana e sulla strada che collega Firenze e Pisa fare una breve deviazione verso Vinci dove nel castello dei Conti Guidi potete vedere le macchine che l’ingegnere e lo scienziato italiano aveva inventato. Non molto lontano da Vinci vale la pena fare una tappa ad Anchiano dove ancora si può metter piede nella casa natale del celebre pittore.

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A casa degli ebrei

Degli ebrei a scuola si parla in storia ma anche il 27 gennaio di ogni anno in occasione della celebrazione della Giornata della memoria. Ogni volta resta un dubbio: ma dov’erano in Italia questi ebrei? Resta ancora traccia di loro?

Se volete scoprire un luogo magico che vi porta a casa di una famiglia ebraica dovete andare a Soncino, in un borgo medioevale in provincia di Cremona. Lì nel 1488 fu stampata nella tipografia dei “Soncino”, unici stampatori ebrei in attività in Italia dall’ultimo decennio del Quattrocento al primo quarto del Cinquecento, la prima Bibbia completa di segni vocalici in ebraico.

Gershom Soncino, cugino di Giosuè, fu inoltre l’unico tipografo ebreo di quell’epoca a stampare con mezzi propri. Oggi in questa casa a torre di via Lanfranco, un simpatico vecchietto vi spiegherà i segreti della stampa facendovi provare di persona a fare i tipografi proprio come all’epoca.

Alla scoperta della montagna

Un conto è studiarla sul libro, un altro è vederla. Se poi a spiegarcela è un alpinista come Reinhold Messner, il primo uomo a scalare l'Everest  senza l'ausilio di ossigeno supplementare, è tutto più facile. Messner in sei località straordinarie del Sudtirolo e del Bellunese ha realizzato dei musei in cui incontrare la montagna, la gente di montagna e anche noi stessi.

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Uno di questi è un viaggio nell’avventura: dedicato al tema del ghiaccio e allestito in una moderna struttura sotterranea, il museo è situato a Solda, a 1900 metri di quota, ai piedi dalla vedretta dell'Ortles, che la famosa carta del Tirolo disegnata nel 1774 da Peter Anich indicava come la “Fine del mondo”. Qui incontriamo il terrore del ghiaccio e dell'oscurità, i miti dell'uomo delle nevi e del leone delle nevi, il white out e il terzo polo, in un viaggio attraverso due secoli di storia degli attrezzi da ghiaccio, dello sci, dell'arrampicata su ghiaccio e delle spedizioni ai poli.

In cima al vulcano

Il libro di geografia di quarta ci spiega com’è fatto il cratere, il camino, la colata lavica ma vederlo di persona, osservare i colori di quelle pietre brune, verdastre, marroni e il cambiamento del paesaggio pian piano che si sale è tutta un’altra cosa.

Uno dei vulcani più interessanti da visitare è il Vesuvio. Affacciarsi sull’orlo è un’esperienza da brividi. Le sue altissime pareti interne sono impressionanti. Minerali e licheni donano alla roccia mille forme e colori. In qualche punto si alzano le fumarole, ovvero flebili respiri del magma terrestre.

A tratti sembra di attraversare un paesaggio lunare o di un pianeta ai primordi della vita. Per i più curiosi, con le guide vulcanologiche presenti sul posto è possibile scoprire la storia e i segni delle eruzioni, l’evoluzione degli studi sull’attività del vulcano e le sue peculiarità rispetto ad altri.

Nell’acquario del fiume più lungo d’Italia

Chissà quante volte avete disegnato sul quaderno anguille e pesce gatti studiando il Po. Ora è arrivata l’ora di andare a conoscere la fauna di questo fiume.

A Motta Baluffi (Cremona), a soli 300 metri dalle sponde del Grande Fiume, ci sono una settantina di vasche espositive con tutte le specie del Po (sia autoctone che alloctone), alcune delle quali ormai rare. All'interno del percorso è presente anche una vasca tattile con alcune specie che sono per loro indole adatte ad essere toccate. Danno quindi la possibilità di essere accarezzate poiché si avvicineranno senza timore per essere nutrite.

Corbis

Volare….

Se volete entrare in un grande foresta tropicale, per vedere finalmente come sono fatte le farfalle provenienti da diverse parti del mondo, conoscendo da vicino il ciclo di vita di un insetto, le caratteristiche e le peculiarità potete fare una tappa alla “Casa delle farfalle” a Milano Marittima.

E’ un ambiente unico, dove le farfalle nascono, vivono e volano liberamente, posandosi sui fiori, attirate soprattutto dagli aromi e dai colori dei visitatori. Si riesce a osservarle da vicino, sui fiori o sulle grandi foglie di ficus, banani e altri arbusti. L’ecosistema è completato da chiocciole giganti, piante carnivore e fiori esotici. Accanto alla serra si trova la Casa degli Insetti, un padiglione dedicato al mondo degli invertebrati creato per offrire ai visitatori un contatto ravvicinato con questi misteriosi animali. Al suo interno si possono ammirare dal vivo grilli, mantidi, insetti stecco, api, coleotteri e altri stravaganti insetti.

Dove si studiava il corpo umano

Questa è una tappa per i più coraggiosi!

Nessuna paura ma serve un po’ d’immaginazione per andare nel più antico teatro anatomico al mondo a Padova.

Cos’è questo luogo?

Qui veniva studiato il corpo dei cadaveri. Per arrivare in questo posto misterioso bisogna andare al Palazzo del Bo dell'Università degli Studi di Padova.

Si entra in pochissimi e la sua struttura è già molto interessante: a forma di cono rovesciato è di pianta ellittica e disposto in sei scaglioni paralleli. Più facile da vedere che da spiegare.

Prima dell'inizio della lezione il cadavere era coperto da un panno funebre e aveva il capo avvolto da un velo nero. Entrato il professore, un servente scopriva il cadavere e poneva alle due estremità del tavolo due candelabri con tre candele, mentre tutto il resto rimaneva al buio.

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Per rendere l’atmosfera meno cupa, per quanto possibile, era frequente accompagnare la lezione con l’esecuzione di musiche dal vivo. Oggi potete vedere ancora il tavolo dove venivano studiati i corpi.

Nel mondo magico dei pupi

Forse li avrete costruiti anche voi nelle ore di educazione artistica o magari qualche volta avete assistito ad uno spettacolo a scuola.

In Sicilia, a Siracusa, c’è un luogo magico dove potete capire il mestiere del burattinaio e entrare in un universo che vi farà sognare.

Sull’isola di Ortiggia, in via della Giudecca, al civico 22, c’è questo luogo dove potete incontrare le marionette ma non solo: potrete vedere anche come vengono realizzate, toccare con mano i pezzi di legno, osservare il lavoro del burattinaio e partecipare a una rappresentazione teatrale.