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Come si diventa magistrato?

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Ti piacerebbe decidere colpevoli e innocenti, avere l'ultima parola su chi ha commesso un reato o una truffa ai danni dello Stato? Allora potresti fare il magistrato. Attenzione però: non è un gioco, è un lavoro molto delicato e per farlo è necessario un faticoso percorso di studi. Vediamo qual è.

Il magistrato è un funzionario pubblico che amministra la giustizia in nome dello Stato e secondo le prescrizioni della legge. È responsabile dell’applicazione del diritto nel rispetto dei principi di equità e giustizia. Se ad esempio qualcuno dopo aver fatto un lavoro non viene pagato, o se davanti a un omicidio bisogna scoprire chi è l’assassino, è il magistrato - dopo le indagini e il processo - quello che decide chi è il colpevole e qual è la sanzione o la pena da attribuirgli.    

Come puoi capire, è un mestiere che comporta grandi responsabilità e che quindi prevede un corso di studi, una pratica e un concorso da superare.

Contrasto

Innanzitutto bisogna distinguere due categorie di magistrati: gli onorari e i togati. Dei primi fanno parte il GUP (Giudice per le udienze preliminari), che davanti a una notizia di reato decide per il rinvio a giudizio (se iniziare o no un processo); e il Giudice di Pace, che si occupa dei reati meno gravi, quelli per cui la sanzione è solo una multa. 

Dei togati fanno parte invece il Pubblico Ministero (PM), che è il responsabile dell’esercizio dell’azione penale e in caso di notizia di reato rappresenta l’accusa, e il GIP (Giudice per le indagini preliminari).

 

I requisiti fondamentali 

Ogni anno il Ministero della Giustizia indice un concorso pubblico in magistratura, man per accedervi sono necessari alcuni requisiti: 

 

  • laurea specialistica in giurisprudenza;
  • dottorato di ricerca in materie giuridiche o stage presso gli uffici giudiziari o tirocinio professionale di 18 mesi presso l’Avvocatura dello Stato;
  • essere cittadino italiano;
  • godere dei diritti civili;
  • essere di condotta incensurabile (non avere avuto comportamenti indecorosi o commesso reati gravi); 
  • non essere già stati dichiarati non idonei nel concorso per tre volte; 

L’esame 

L’esame del concorso è diviso in una prova scritta e una orale. Lo scritto consiste nello svolgimento di tre temi, con argomenti sul diritto civile, sul diritto penale e sul diritto amministrativo.

 

Gli argomenti della prova orale sono i seguenti:

 

  •     diritto civile ed elementi fondamentali di diritto romano
  •     procedura civile
  •     diritto penale
  •     procedura penale
  •     diritto amministrativo, costituzionale e tributario
  •     diritto commerciale e fallimentare
  •     diritto del lavoro e della previdenza sociale
  •     diritto comunitario
  •     diritto internazionale pubblico e privato
  •     elementi di informatica giuridica e di ordinamento giudiziario
  •     colloquio su una lingua straniera a scelta fra inglese, spagnolo, francese e tedesco.

I vincitori del concorso vengono nominati magistrato ordinario e devono svolgere un tirocinio di 18 mesi che prevede la frequenza di corsi di
approfondimento teorico-pratico presso la Scuola superiore della magistratura e sessioni di pratica in uffici giudiziari. 
Al termine del tirocinio, per i primi quattro anni i novelli magistrati non possono svolgere le funzioni di GIP e GUP

 

Non c’è dubbio che quello di magistrato sia un mestiere affascinante e anche molto ben retribuito. Però occorre maturare fin da giovani un senso di responsabilità e di giustizia e soprattutto studiare moltissimo!

 

Ti piacerebbe indossare la toga? 

 

Fonte: Ministero della Giustizia e Consiglio superiore dalla Magistratura

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