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Storia della musica: la fortuna del Pop

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Storia della musica: la fortuna del Pop
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Semplice, orecchiabile e facile da capire, è la musica che ci fa cantare e ballare

Popular music: è così che fino al 1950 si definiva ogni genere musicale diverso dalla musica classica. il pop si staccò dalla più ampia categoria della musica popolare, a cui apparteneva anche il Rock e, tra gli anni cinquanta e sessanta, si affermò come genere a sé.

MUSICA LEGGERA, MUSICA PER TUTTI

Elementi caratteristici del Pop sono l’abbondanza di melodie e ritornelli orecchiabili, facili da ricordare, e di testi semplici e disimpegnati. lo scopo di questo genere musicale è intrattenere e divertire, invogliando a canticchiare e a ballare con leggerezza. così, a differenza di quanto avviene con i cantautori impegnati o nei brani Rock, si evitano tematiche sociali e politiche e abbondano invece le storie d’amore. altra caratteristica della musica Pop è la sua capacità di spaziare tra i generi, dallo stesso Rock alla Discomusic.

A rivoluzionare il panorama della musica popolare fu negli anni cinquanta lo statunitense Elvis Presley, il “re del Rock and Roll” (genere che sta alla base sia del rock sia del pop). Fu lui il primo artista “popular” a diventare un idolo mondiale, come succederà nel decennio seguente ai Beatles, la band inglese che fece innamorare folle di ragazzine e che alimentò la moda dei concerti nei grandi stadi. sulla scia del boom delle prime grandi star, la musica pop, ormai distinta dal Rock, inizierà a diffondersi fuori dagli usa e dall’Inghilterra, contagiando anche l’Italia, dove prenderà il nome di musica leggera.

UN SUCCESSO GLOBALE

La semplicità e l’immediatezza della Pop music ne fecero un fenomeno sia sociale sia commerciale, spesso condizionato dalle strategie di marketing delle grandi case discografiche. dagli anni sessanta le canzoni pop invasero radio e televisioni, strizzando l’occhio ai più giovani e assecondando le mode del momento. Il desiderio di aumentare le vendite degli album spinse i produttori discografici a promuovere cantanti particolarmente avvenenti o fascinosi, spesso capaci di ballare. inoltre ne aumentavano la visibilità vendendo vestiti, poster e gadget pensati apposta per i fan.

Ormai divenuta fenomeno globale, negli anni Settanta la pop music fu magnificamente rappresentata dagli ABBa e dai Bee Gees (celebri per la colonna sonora de la febbre del sabato sera). le due band, provenienti rispettivamente dalla Svezia e dall’Australia, hanno imposto la propria personalità senza sottomettersi alle regole del mercato e dettando anzi le mode. Molti loro colleghi, invece, verranno costruiti a tavolino imitando i cantanti più talentuosi. E a proposito di talento, è negli anni ottanta che emersero le due popstar più grandi di sempre, entrambe capaci di aggiornare costantemente la propria immagine: Michael Jackson, il re del pop e Madonna, la regina del pop.

Negli anni novanta, la diffusione della Pop Music fu amplificata dal boom dei videoclip trasmessi su MtV, canale televisivo intera- mente dedicato alla musica. in quel periodo si affermò una nuova generazione di artisti per tutti i gusti: boy band come i New Kids on the Block, i Backstreet Boys e i Take That (da cui emergerà robbie Williams), gruppi femminili come le Spice Girls, grandi interpreti come Mariah Carey, Céline Dion e Whitney Houston, scatenati animali da palcoscenico come Shakira, Justin Timberlake, principe del Pop, e Britney spears, ma anche artisti italiani di fama internazionale come Eros Ramazzotti, Laura Pausini e Tiziano Ferro.

Nel nuovo millennio, la musica Pop ha quindi visto l’ascesa di nuove dive dai look assai audaci, come Kate Perry, Miley Cyrus, Rihanna e Lady Gaga.

E oggi? molti artisti pop, come Ed Sheeran, forti della visibilità offerta dal web (a cui deve la propria fama anche Justin Bieber) e quindi meno manovrati dai discografici, stanno contribuendo a rendere questo genere più ricercato, aperto a nuovi mondi. La Pop music, insomma, continua a stare al passo coi tempi, ed è forse proprio questo il segreto del suo successo.