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Michelangelo Buonarroti, l’artista che segnò un’epoca

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Il 6 marzo 1975 nasceva uno dei protagonisti più celebri del Rinascimento italiano. Scopri la storia di Michelangelo Buonarroti!

Fu scultore, pittore e architetto  e marchiò con un segno indelebile la cultura e le arti del suo tempo.

Stiamo parlando ovviamente di Michelangelo Buonarroti, il genio del Rinascimento che con il proprio talento rappresentò il culmine del periodo più fiorente della storia italiana.

Conosciamolo meglio!

Michelangelo nacque il 6 marzo 1475 a Caprese, vicino ad Arezzo, in una famiglia del patriziato fiorentino ma che si trovava in gravi difficoltà economiche. Il padre di Michelangelo, Ludovico Buonarroti, era il podestà di Chiusi e Caprese, ma le scarse rendite non permettevano alla famiglia di vivere con spensieratezza il loro status sociale.

Il giovane Michelangelo comunque riceve una buona educazione umanistica e fin dai primi anni mostra una straordinaria inclinazione per le arti e per il disegno in particolare.

I primi passi

Nel 1488, forse ostacolato dal padre o forse no (gli storici non concordano su questo punto), Michelangelo entra nella bottega del celebre maestro fiorentino Ghirlandaio come apprendista.

Dotato di talento naturale, impara presto i rudimenti del mestiere, ispirandosi in particolare alle opere di istituzione come Masaccio e Giotto, tanto che dopo un solo anno rompe l'accordo che lo vedeva legato alla bottega per un triennio e lascia il suo maestro per entrare nella cerchia del giardino di San Marco.

Questo era una libera accademia di artisti sovvenzionata da Lorenzo de' Medici, il signore di Firenze, e qui il giovane Michelangelo si avvicina alla scultura, di cui si innamora immediatamente.

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Entrato nelle grazie della famiglia più potente della città, Michelangelo inizia a ricevere le prime commissioni di una certa importanza. Tra il 1490 ed il 1492 vedono la luce infatti la Madonna della scala e la Battaglia dei Centauri, sculture di pregio che subito fanno conoscere il ragazzo negli ambienti che contano.

Dopo la morte di Lorenzo il Magnifico e le tribolate vicende della politica fiorentina, Michelangelo sceglie di lasciare la città per affinare la sua tecnica, studiare l'anatomia umana e, soprattutto, non venire immischiato in situazioni rischiose.

Il successo e le grandi opere

Dopo essersi recato a Venezia, a Bologna ed essere tornato per un breve periodo a Firenze, Michelangelo giunge a Roma con in tasca l'appoggio di amici molto potenti e infatti riceve commissioni sempre più importanti, accrescendo la sua fama di eccellente scultore.

È di questo periodo ad esempio la Pietà, la meravigliosa scultura raffigurante la Madonna mentre sorregge il corpo senza vita di suo figlio Gesù. Tale opera è uno dei capolavori più conosciuti di Michelangelo e rappresenta alla perfezione il suo stile naturalistico e attentissimo al dettaglio.

Uno dei segreti di Michelangelo parte infatti dalla stessa materia delle sue statue, il marmo, che l'artista sceglie personalmente nelle cave di Carrara.

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Le sue statue sembrano vive!

Agli inizi del 1500 Michelangelo rientra a Firenze come artista affermato e tutte le personalità di spicco della città (e della Toscana tutta) si contendono i suoi servigi.

Sono ani di grande fermento che vedno la realizzazione di lavori immortali come il Tondo Doni, il Tondo Pitti e l'abbozzo (andato perduto) per l'affresco de la Battaglia di Cascina, che però non fu mai realizzato.

L'opera più significativa di questo periodo però rimane il David, scolpito tra il 1501 ed il 1504 e ritenuto così bello da essere posto in Piazza della Signoria, il cuore della Firenze dell'epoca.

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Nel 1505 però l'artista viene richiamato a Roma da papa Giulio II, il quale vuole commissionargli il proprio monumento funebre che però verrà realizzato solo molti anni dopo e con risultati molto inferiori rispetto ai progetti originali.

Il rapporto tra Michelangelo ed il Papa non sarà mai tutto rose e fiori, ma ciò non impedisce al Pontefice di affidare all'artista il monumentale compito di affrescare la Cappella Sistina in Vaticano.

La proposta, presentata nel 1508, è l'occasione per Michelangelo di cimentarsi in una disciplina, la pittura, che ha sempre messo in secondo piano e quindi accetta benché con qualche remora iniziale.

Il lavoro richiede quasi cinque anni, ma consacra Michelangelo come uno dei geni più fulgidi dell'intera Storia dell'Arte mondiale!

La carriera prosegue con importanti opere tra Roma e Firenze, ma nel 1534 ritorna nella Cappella Sistina su mandato del nuovo Papa Paolo III per affrescare anche la parete dietro l'altare: nasce il famosissimo Giudizio Universale, che però verrà completato solo nel 1541.

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Il Giudizio Universale, per l'innovativo stile ed il modo in cui vengono raffigurati i personaggi appartenenti alla tradizione religiosa segnano una svolta nel mondo dell'arte e varranno a Michelangelo sperticate lodi e ferocissime critiche.

La vita di Michelangelo prosegue poi tra successi e tante altre opere indimenticabili (si tuffa anche in progetti architettonici e poetici) che lo innalzano al rango di artista senza tempo.

Muore nel 1564, ormai quasi novantenne, tra commozione e grandi onori pubblici.

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