Focus.it

FocusJunior.it

FocusJunior.itScuolaArteMaurits Cornelis Escher, l’artista delle geometrie impossibili raccontato ai ragazzi

Maurits Cornelis Escher, l’artista delle geometrie impossibili raccontato ai ragazzi

Stampa
Maurits Cornelis Escher, l’artista delle geometrie impossibili raccontato ai ragazzi
Getty Images

Escher è noto per aver creato opere insolite con oggetti e ambienti di uso quotidiano. Approfondisci l’arte dell’artista olandese, con i nostri laboratori esclusivi

Se cercate un quaderno di matematica di mamma o papà può essere che scopriate un famoso artista: Maurits Cornelis Escher. Anzi, chiariamoci subito: lui non è stato un pittore ma un incisore e un grafico. I suoi paesaggi paradossali e illusori dove i concetti di sopra, sotto, destra, sinistra, davanti e dietro sono interscambiabili, a seconda della finestra da cui si vuole osservare, sono stati per molti anni illustrati in fondo ai fogli a quadretti che si usavano alla scuola elementare. Tutto questo ci ha fatto pensare che Escher, fosse un matematico ma in realtà è stato ben altro. Il grafico olandese è stato un uomo che ha viaggiato, sperimentato, giocato con l’arte. Proviamo a conoscerlo.

Chi era Escher?

È nato da una ricca famiglia, il 17 giugno 1898 a Leeuwarden, in Frisia, Paesi Bassi, ultimogenito dell’ingegnere idraulico George Arnold Escher e di Sara Gleichman. Nel 1903 si è trasferito a Arnhem, dove ha frequentato le scuole elementari. “Mauk”, come lo chiamavano gli amici e i genitori, non ha mai amato studiare, tanto che è stato bocciato due volte. Gli piaceva solo disegnare e fin da piccolo sapeva praticare l'incisione su linoleum. Tuttavia, a scuola non è stato compreso il suo talento, visto che in arte ha avuto sempre brutti voti. A vent’anni si è iscritto all’università, ma presto l’ha abbandonata. Solo grazie al papà ha potuto perseguire la sua passione iscrivendosi a dei corsi di disegno dove ha imparato la xilografia, ovvero il procedimento di incisione su matrici lignee.

L’amore per l’Italia

A 24 anni, “Mauk” è venuto per la prima volta in Italia ed è rimasto letteralmente stregato dai paesaggi del nostro Paese. A Ravello ha incontrato la donna della sua vita, Jetta, che ha sposato a Viareggio. Tantissime delle sue opere “parlano” di Genova, Ferrara, Siena, Genazzano, Amalfi, Ravello, Atrani, Scilla, Tropea, Rossano. A San Gimignano disse: «Mentre le 17 torri si avvicinavano sempre più ero incredulo. Era come un sogno che non poteva essere vero». Nel Palazzo dei Diamanti, a Ferrara, potrebbe aver trovato l’ispirazione delle sue geometrie, delle sue metamorfosi, delle sue strutture paradossali. E percorrendo la città emiliana anche le prospettive di strade che finiscono nel nulla. Le città italiane sono state importanti perché sono state per lui un campionario di immaginazioni, di invenzioni e di incastri.

Disegni che giocano con la mente

Scopriamo la caratteristica delle sue opere. I suoi disegni spesso ci confondono, sono immagini che sembrano impossibili nella vita reale. Ha disegnato scale che sembrano salire all’infinito, oppure animali che si trasformano in altri soggetti o le figure che sembrano ripetersi all’infinito come il suo famoso disegno di lucertole. L’artista olandese era amato dai matematici per i suoi lavori ispirati alla geometria e alla matematica. Escher propone immagini come rebus. Quando vediamo una sua opera ci ricorda subito i cruciverba, i prestigiatori, i labirinti, le clessidre, il gioco degli scacchi. Escher gioca con noi, ha bisogno di noi.

Vediamo qualche sua opera

Castello in aria - 1928, xilografia - Collezione Erhm, USA
Questa xilografia illustra una delle favole preferite da Escher durante la sua infanzia; vi si racconta di un principe che deve salvare la sorella da un mago malvagio, il quale abita in un castello galleggiante. La struttura del castello è stata probabilmente ispirata dal Mont Saint-Michel, la celebre abbazia costruita su un’altura rocciosa in Normandia, che l’artista visitò da adolescente.

Atrani, Costiera amalfitana - 1931, litografia Collezione Escher Foundation, Paesi Bassi
Dedicata al duomo della città, con la sua cupola in maiolica, il campanile di tufo e, soprattutto, la straordinaria posizione sul mare, resterà un ricordo indelebile per l’artista. Qui nel 1923 ha incontrato Jetta Umiker, che è diventata sua moglie.

Giorno e notte, 1938, xilografia Collezione M.C. Escher Foundation, Paesi Bassi
Appassionato di volo, qui egli rappresenta la campagna olandese vista da un aereo e si diverte a ricavare dalla successione delle coltivazioni quei moduli geometrici che poi gli consentiranno di trasformare i campi coltivati nell’immaginifico volo di anatre bianche e nere.

Convesso e concavo - 1955, litografia Collezione M.C. Escher Foundation, Paesi Bassi
A prima vista si osserva un edificio simmetrico. Il lato sinistro è l’immagine speculare del lato destro, il passaggio al centro non è brusco ma graduale e del tutto naturale. Tuttavia, quando il centro viene attraversato tutto si capovolge, letteralmente, dall’interno verso l’esterno. Le persone, le lucertole e i vasi di fiori resistono a questa inversione, perché sono facilmente identificabili, ma se osano attraversare la frontiera finiscono in un rapporto così strano con l’ambiente circostante che la sola vista è sufficiente a far venire le vertigini.

Escher e Dio

Il grafico olandese all’inizio della sua carriera ha realizzato alcune opere che possiamo definire d’ispirazione biblica. Una di queste è Il sesto giorno della Creazione. La particolarità è che Escher pone l’attenzione sui risultati (nell’opera si vedono Adamo ed Eva, la flora, la fauna) piuttosto che sul Creatore, di conseguenza, il settimo giorno, in cui Dio si è riposato, non è incluso.

Curiosità

Escher è stato anche un’icona della cultura hippie, un movimento nato negli Stati Uniti negli anni Sessanta del Novecento e poi diffusosi in tutto il mondo e associato alla cultura rock e al desiderio di usare droghe per "sballare". Spesso, gli hippie pubblicavano senza permesso le opere di Escher sulle magliette. I "figli dei fiori", come erano soprannominati, associavano le peculiari rappresentazioni dei mondi escheriani alle esperienze psichedeliche, ipotizzando erroneamente che le sue opere fossero ispirate dall'uso di stupefacenti. Tuttavia, è importante sottolineare che Escher non ha mai fatto uso di droghe.

Quella volta che…

Arrivato in Abruzzo con alcuni amici anziché partecipare alla processione del Corpus Domini in un piccolo paese, se ne andò a dormire a casa del maestro del paese. Una donna notando quel tipo un po’ strano chiamò i carabinieri che si presentarono l’indomani a casa sua accusandolo di aver preso parte al fallito attentato a Vittorio Emanuele III.

Cosa imparare da Escher

La sua lezione è sicuramente questa: la nostra immaginazione può portarci in posti fantastici! Possiamo vedere il mondo in modi differenti e creare cose incredibili usando la nostra mente.

Laboratorio 1. Giochiamo con le forme e le illusioni ottiche.

Materiali necessari:

  • Carta bianca o da disegno
  • Matite colorate o pennarelli
  • Righello
  • Gomma

Provate a disegnare forme che si ripetono, scale che non finiscono mai o linee con forme complesse.

Laboratorio 2. Creiamo le tessellazioni

Materiali necessari:

  • Cubi di carta o plastica
  • Quadrati, triangoli, esagoni ritagliati
  • Tessuti

Usate i quadrati, i triangoli e i rettangoli per riempire l’intero foglio; oppure, con i cubi costruite modelli che sembrano torcere o cambiare forma.

Per vederlo dal vivo

Se volete conoscere “da vicino” Escher non vi resta che cogliere la straordinaria opportunità di visitare la mostra a lui dedicata aperta a Palazzo dei Diamanti a Ferrara, dal 23 marzo al 21 luglio.

CATEGORY: 1