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Lezione laboratoriale su Vermeer

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Lezione laboratoriale su Vermeer
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Vermeer era un artista preciso ma anche molto indaffarato! Per questo ha dipinto poco, ma quello che ci ha lasciato ha un valore inestimabile. Prova a riprodurlo!

Chissà quante volte l’avrete vista magari anche stampata su qualche t-shirt: dopo la “Gioconda” di Leonardo da Vinci, è forse tra le opere più conosciute al mondo: è la “Ragazza col turbante” (questo è il vero titolo dell’opera) nota a tutti come “La ragazza con l’orecchino di perla” per quel ciondolo all’orecchio della donna che cattura quasi da solo la centralità della luce di cui è pervaso il dipinto.

Ma chi è l’autore di questo splendido quadro che si trova nel museo Mauritshiuis nella città dell’Aia nei Paesi Bassi? Prima di cominciare il nostro laboratorio su Vermeer, scopriamo chi era.

Un pittore locandiere

Il suo autore è l’olandese Jan Vermeer nato a Delft, in Olanda, nel 1632 e morto nella stessa città a soli 43 anni. Jan era figlio di un commerciante di stoffe e da bambino si divertiva un sacco a giocare tra quei tessuti colorati che un giorno sarebbero diventati protagonisti delle sue opere. Fin da giovane era diventato un bravissimo pittore ma dipingere non era la sua sola attività: doveva gestire anche la locanda che il papà gli aveva lasciato in eredità. Non solo. Jan si era sposato e aveva fatto ben undici figli che doveva mantenere. Jan, tuttavia, non hai mai dipinto molti quadri perché era un perfezionista e amava dedicarsi a ciascuno per molto tempo. Si pensa che in tutta la sua vita abbia realizzato non più di 45 tele, al massimo due quadri l’anno. A un certo punto della sua esistenza, il povero Vermeer aveva cominciato persino ad avere problemi economici: l’attività ereditata dal padre non fruttava abbastanza e lui non riusciva più a vendere i suoi quadri. È morto senza nemmeno conoscere il successo perché il suo talento è stato scoperto solo dopo tanti anni dalla sua morte.

Cosa dipingeva Vermeer?

Amava ambientare i suoi dipinti all’interno della sua casa, proprio come i pittori “di genere” cioè quegli artisti che dipingevano le scene di vita quotidiana. Per questo grazie alle sue opere abbiamo capito com’erano arredate le case di un tempo. I suoi soggetti preferiti, però, erano le donne immerse nella loro vita quotidiana, fatta di faccende domestiche, di esercizi musicali e di conversazioni.

Osserviamo

Passiamo ad osservare le opere di Jan.

Partiamo dalla più famosa, “La ragazza col turbante”. Se guardate con attenzione la luce è la protagonista di quest’opera. Siamo di fronte ad una giovane donna con una carnagione pallida e vellutata, resa lucentissima; è girata di tre quarti per guardarci negli occhi, A mettere ancora più in risalto la sua pelle è il contrasto con il turbante blu e la bocca carnosa. E poi c’è la magia di quell’orecchino, di quella perla che, sempre grazie alla luce, attrae il nostro sguardo. Un’ultima cosa: se la guardiamo bene sembra di percepire il suo respiro con quelle labbra mezze aperte… forse si sarà girata perché l’ha chiamata qualcuno?

Un’altra sua opera interessante è “La lattaia” che si trova al Rijksmuseum di Amsterdam, in Olanda. Qui sono gli oggetti a prendere vita grazie alla luce. L’ambiente in cui si svolge la scena è spoglio, i muri disadorni e vecchi ma il blu e il giallo dei vestiti (ricordate le stoffe che Jan usava da bambino nel negozio di papà?) rendono tutto più caloroso, più famigliare. La brocca, il pane, il cesto di vimini attirano la nostra attenzione e anche stavolta se ci concentriamo un attimo sembra di sentire il latte che cade nella ciotola.

Un laboratorio su Vermeer

Ecco il primo laboratorio su Vermeer che ti propongo. Per questo piccolo capolavoro artistico con i giochi di luce, ti servirà:

  • una stoffa blu e gialla
  • un orecchino di perla
  • una sciarpetta bianca
  • uno sfondo nero
  • una cornice

Prova a travestirti come la “Ragazza con l’orecchino di perla” e a farti fotografare da qualche tuo compagno/a dentro la cornice, mettendo dietro lo sfondo nero: trova la posizione giusta e soprattutto cerca di imitare le movenze della protagonista di Vermeer.

Secondo laboratorio su Vermeer: Vermeer in 3D

L’obiettivo è quello di ricreare il quadro “Allegoria della pittura” in versione tridimensionale.

Ecco cosa ti serve:

  • Stampa un’immagine dell’opera cercandola in rete
  • Una scatola di scarpe
  • Colla
  • Forbici

Apri la scatola di scarpe, ritaglia il pavimento del quadro e incollalo nella scatola completandolo con i pennarelli dove manca. Fai la stessa cosa con le pareti e il soffitto. Una volta terminate le pareti e il pavimento, ritaglia le sagome dei personaggi e degli oggetti. Per rendere più verosimile l’ambientazione puoi usare un pezzetto di stoffa per ricostruire la tenda. Posiziona i personaggi e gli oggetti per ricreare la scena: ecco il tu quadro in 3D

Se vuoi conoscere ancor più Jan Vermeer puoi guardare su Rai Play “Matì e Dadà”.

Fonti:

  • “Officina d’arte” di Antonella Mazzara – “La spiga edizioni”
  • “Il grande libro dell’arte” di Gloria Fossi – Giunti
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