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Arte micenea: ripasso veloce in 4 domande e risposte

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Arte micenea: ripasso veloce in 4 domande e risposte
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Perché Micene fu così importante per il fiorire della civiltà greca? Quali testimonianze del passato sono giunte fino a noi? Ecco le informazioni più importanti sull'arte e la cultura micenea.

Dove nasce e come si sviluppa l'arte micenea? Chi erano i micenei?

La civiltà micenea fu l'erede di quella cretese. L'aggettivo miceneo deriva dalla città di Micene, che si trovava a Nordest del Peloponneso. «Micene ricca d'oro» la chiamò Omero. Il Peloponneso era una regione della Grecia al centro delle vie dei mercanti tra il Nord Europa e Creta.

Quali sono i periodi della civiltà micenea?

La civiltà micenea viene studiata suddividendola in tre periodi.

MICENEO ANTICO (1600-1500 a.C.): in questo periodo gli influssi cretesi appaiono ancora molto evidenti e la produzione minoica si sovrappone a quella micenea.
Si conosce poco dei palazzi e delle abitazioni di questo periodo, mentre sono numerose le tombe scoperte nelle quali sono stati ritrovati ricchi corredi funerari. È recente la scoperta della tomba di un guerriero risalente al 1500, rinvenuta sotto i resti del palazzo di Nestore a Pilo. Al suo interno sono stati ritrovati oggetti fatti di metalli preziosi e pietre dure realizzate a Creta.

Un reperto molto importante di questo periodo sono le tazze da Vafiò: due tazze d'oro provenienti dalla tomba di Vafiò in Laconia - la regione dove sorgerà Sparta - che testimoniano la più antica produzione artistica micenea e quella coeva minoica.

Tazze di Vafiò
Le tazze da Vaphio (italianizzato in Vafiò"), conservate nel Museo Archeologico di Atene
Credits: Shutterstock

Molto importanti sono anche le maschere funebri delle tombe reali di Micene. Furono rinvenute dall'archeologo tedesco Heinrich Schliemann e comprendono cinque maschere funebri di lamina d'oro, due delle quali sono state considerate particolarmente significative. Nella prima le folte sopracciglia raggiate unite alla radice del naso e le ciglia sono sulle palpebre chiuse. Sono gli elementi che da soli riescono a definire il volto e a caratterizzarlo. La seconda (la cosiddetta maschera di Agamennone, nella foto di copertina) è molto più curata, barba e baffi ondulati nobilitano il personaggio raffigurato.

MICENEO MEDIO (1500-1400 a. C.): il carattere distintivo di questo periodo è la realizzazione di tombe a thòlos (vedi domanda sotto) di grandi dimensioni.

MICENEO TARDO (1400-1100): la caratteristica di questo periodo è la costruzione delle mura ciclopiche che circondavano il palazzo del re e il resto dell'acropoli, ovvero quella parte della città posta in alto. Più queste mura erano alte, spesse e poderose, più la città-fortezza era considerata potente (vedi domanda sotto).

Questo periodo si conclude con la distruzione degli edifici da parte dei Dori, un popolo ellenico che invase il Peloponneso.

Che cos'è la thòlos?

È una tomba di grandi dimensioni, caratteristica del periodo miceneo medio.

Si tratta di una sala circolare costituita da una pseudocupola ogivale (aggettivo che deriva da "ogiva" e indicava originariamente le nervature diagonali delle volte a crociera romaniche e gotiche. Ora viene comunemente usato per indicare la forma acuta o affusolata di una vòlta, anche senza le nervature) e formata da anelli di pietra, disposti l'uno sull'altro che si restringono sempre di più man mano che si alza.

La forma circolare di ogni anello impedisce alla struttura di precipitare durante la costruzione. Gli elementi squadrati vengono eliminati e resta una superficie perfettamente liscia.

Si parla di pseudocupola (cioè falsa cupola) quando la struttura si regge, come in questo caso, con la gravità. Nella cupola invece la struttura si regge per il reciproco contrasto dei vari elementi di pietra (conci).

La più celebre di queste architetture funerarie è il tesoro di Atreo, chiamato così da Heinrich Schliemann, lo scopritore della cosiddetta "tomba di Agamennone" vicino a Micene.

Arte micenea: il Tesoro di Tareo
La thòlos del Tesoro di Atreo
Credits: Shutterstock

L'edificio si compone di un corridoio, lungo 36 metri e largo 6 metri, le cui pareti di contenimento sono formate da blocchi di pietra e crescono man mano che ci si avvicina alla thòlos. L'accesso avviene tramite una porta a forma di trapezio alta 5,40 metri e larga 2,70 metri, sormontata da un architrave monolitico che pesa diverse tonnellate. L'architrave è sormontata dal triangolo di scarico, un accorgimento che porta il peso sugli stipiti della porta.

La thòlos è una sala circolare di diametro 14,50 m e alta 13,20 metri, inizialmente decorata con rosette di bronzo come se fosse un cielo stellato. La camera sepolcrale è l'ambiente di forma quadrata, destinato a contenere il ricco corredo funebre (armi, scudi, carri e altri strumenti da guerra).

Quali erano le caratteristiche delle città fortezze?

Le città fortezza erano caratterizzate dalle mura ciclopiche, dette così perché erano alte e possenti come i ciclopi, i mitologici giganti con un occhio solo. Queste mura circondavano l'acropoli, cioè la parte più alta della città. Più le mura erano spesse, più la città era considerata potente.

Un esempio importante sono le mura che circondano completamente l'acropoli di Tirinto. Esse sono dotate di pochi accessi e di un camminamento coperto da lastroni di pietra inclinati. Inoltre vi è un grande pròpylon - cioè un ingresso monumentale - che immette in un vasto cortile esterno, da cui si accede a un altro cortile porticato.

Nella città fortezza di Micene si trova una porta monumentale, detta Porta dei Leoni, che immette nell'acropoli ed è posta nelle immediate vicinanze del recinto delle tombe reali.

La Porta dei Leoni a Micene
La Porta dei Leoni a Micene
Credits: Shutterstock

A destra della porta si trova un baluardo dove gli arcieri potevano colpire il fianco scoperto degli attaccanti. La porta è formata da una soglia, due stipiti e da un architrave sovrastava dal triangolo di scarico. Il triangolo di scarico è decorato con due leonesse rampanti (ora sono prive di testa) che poggiano le loro zampe anteriori sulla base di una colonna minoica.

I feroci felini rappresentavano sia la potenza delle mura, sia la protezione che loro stesse offrivano alla città..

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