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Onde Gravitazionali | Perché sono una scoperta epocale?

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Cosa sono le misteriose "onde gravitazionali"? Cosa possono raccontarci dell'universo? È vero che ci permetteranno di viaggiare nel tempo? Le risposte agli interrogativi posti dalla notizia scientifica del momento.

È la notizia principe di questi giorni: gli scienziati hanno rilevato le onde gravitazionali teorizzate da Albert Einstein all'inizio del secolo scorso, la cui esistenza è ora stata finalmente dimostrata in maniera sperimentale.
Per capire meglio di cosa si sta parlando, occorre premettere che alla base di queste considerazioni che stanno rivoluzionando la concezione stessa della Fisica , c'è una valutazione un po' particolare dell'Universo che ci circonda.
Noi, infatti, siamo abituati a pensare alla realtà come a qualcosa in tre dimensioni: lunghezza, larghezza e profondità
Einstein, invece, nella sua Teoria della Relatività  ipotizzava una quarta dimensione , non percepita dai sensi umani, ossia  il Tempo . Secondo questa visione, le cose che accadono nell'Universo, non solo possono essere osservate in base alla loro posizione e composizione nello spazio, ma anche a seconda del momento in cui esse avvengono:  spazio e tempo si influenzano in modo diretto l'uno con l'altro .  

 

Nella dimensione detta Spaziotempo, il tempo non è astratto ma si può rallentare, accelerare, accorciare o allungare...

La recente scoperta avvalora questa teoria perché le onde gravitazionali rilevate hanno viaggiato proprio nello Spazio e nel Tempo . Ma cosa sono queste onde gravitazionali? 
Le Onde Gravitazionali, sono increspature, vibrazioni nel "tessuto" spazio-temporale generate da uno spaventoso cataclisma e propagatesi nell'Universo. Semplificando moltissimo potremmo dire che sarebbe come gettare una pietra nell'acqua e osservare le onde che si allargano dal punto d'impatto verso l'esterno .
Le onde gravitazionali appena misurate sono state causate dallo scontro tra due giganteschi Buchi Neri , regioni spaziali la cui gravità è così forte da ingoiare ogni cosa, persino la luce (infatti i buchi neri non sono visibili, ma identificabili dalla devastazione che li circonda). 
Questi due enormi ammassi di materia si sono fusi l'uno nell'altro un miliardo e mezzo di anni fa e l'impatto, provocato dall'accelerazione della rotazione dei corpi, ha generato un'immensa quantità di energia sotto forma di onde le quali, vista la grande massa dei due corpi, hanno deformato il piano dello Spaziotempo e, dunque, lasciato una traccia che gli scienziati hanno rilevato.

 

L'energia dell'impatto è stata emessa sotto forma di onde gravitazionali

Le Onde hanno viaggiato per anni-luce nello Spaziotempo e sono state percepite da sensibilissimi interferometri laser , sofisticati  strumenti  che hanno "ascoltato" le debolissime frequenze delle onde che hanno distorto impercettibilmente lo Spaziotempo e rallentato, per frazioni di millesimi di secondo, la luce .
La fantastica ricerca è stata condotta dagli scienziati del LIGO (Laser Interferometer Gravitational-wave Observatory), una rete internazionale di osservazione di onde gravitazionali, in cui gioca un ruolo importante anche l'Italia con le installazioni dell'esperimento VIRGO in Toscana ( foto sopra ), con l'istituto INFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) e con l'apporto di fisici come Fulvio Ricci e Marco Drago .
Il rilevamento decisivo è avvenuto il 14 settembre 2015 , ma le numerose verifiche che si sono rese necessarie per confermare la scoperta hanno permesso la pubblicazione dei risultati solo qualche giorno fa.

 

Perché la scoperta è così importante?

I dati riportati dagli interferometri dimostrano così l'esistenza dei Buchi Neri , fino ad oggi solo teorizzati, e hanno dato ancora una volta ragione ai calcoli di Albert Einstein . In secondo luogo, il fatto che per la prima volta nella storia dell'umanità siano state rilevate sperimentalmente le Onde Gravitazionali, apre nuove frontiere della fisica .
Gli studiosi, infatti, sperano di potenziare i propri strumenti e focalizzare al meglio le indagini, in modo da poter sfruttare queste infinitesimali variazioni nello Spaziotempo come portatrici di informazioni provenienti da Ere passate , le quali, magari, ci diranno di più sul Big Bang e la formazione dell'Universo. E, come se non bastasse, un giorno potrebbero anche permetterci di viaggiare nel tempo. Davvero!
di Niccolò De Rosa