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Grazie alle onde gravitazionali gli scienziati hanno “visto” per la prima volta i buchi neri

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Sfruttando le proprietà delle onde gravitazionali un nuovissimo studio ha, per la prima volta, osservato in modo diretto il segnale emesso da un misterioso, invisibile e temutissimo buco nero. Leggi la storia!

La dimostrazione dell'esistenza delle onde gravitazionali, avvenuta alla fine del 2015, è una delle più entusiasmanti (e complicate) scoperte scientifiche degli ultimi decenni. Ora, uno studio le ha sfruttate per ricavare alcuni dati diretti (e non indiretti, come accaduto finora), sui temibili buchi neri, pazzeschi ammassi di materia dell'Universo che tutto inghiottono, perfino la luce. E che per questa ragione sono “neri”, ossia invisibili.



 



Fino a pochi anni or sono i buchi neri sembravano essere solo un'affascinante teoria scientifica senza fondamento con la realtà dell'Universo. Ora, invece, sappiamo che esistono e, grazie alle onde gravitazionali, gli scienziati hanno cominciato a studiarli.



 



I video di Focus Junior - Scopri che cos'è un buco nero





La notizia di oggi ci dice i buchi neri possono esistere e vivere in coppia. O perché sono nati assieme o, come pare più probabile al momento, perché nel tempo si sono avvicinati e hanno cominciato a ruotare l'uno attorno all'altro. Tanto che, a volte, possono pure finire con lo scontrarsi, creando in tal mondo un disastro di proporzioni cosmiche.



 



Per fortuna, cari focusini, i buchi neri sono talmente lontani da noi, milioni di anni luce, che gli effetti non ci toccano. Se non per quanto riguarda le onde gravitazionali che creano e che ci permettono di capirne un po' di più su questi stranissimi oggetti celesti.



 



L'ipotesi degli scienziati è che una coppia di buchi neri, a un certo punto potrebbe finire assieme la propria vita e dissolversi. Infatti un buco nero è, a volte, l'ultima fase della vita di una stella.



wikimedia


Lo studio sui buchi neri annunciato oggi è stato compiuto da un gruppo di fisici dell'università di Birmingham che hanno osservato quattro segnali di onde gravitazionali tra il settembre 2015 e il gennaio di quest'anno. È uno studio preliminare, poiché per avere risposte più certe si devono analizzare almeno altri sei segnali, oltre ai quattro già studiati.



 



Si tratta comunque di un progresso gigante, dicono gli scienziati, perché le osservazioni con le onde gravitazionali hanno dato loro elementi di diretta provenienza dai buchi neri e non più, come è accaduto finora, solo dei dati indiretti, da interpretare.



 



Una cosa sconvolgente è che le osservazioni fatte ci dicono che, nell'Universo, le collisioni tra buchi neri come quelli oggetto dello studio capitano ogni 15 minuti!