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Captato dallo spazio un potentissimo segnale radio: è un messaggio alieno?

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La comunità scientifica è in subbuglio: da una stella lontana quasi 100 anni luce è stato trasmesso un segnale che potrebbe non essere di origina naturale: un messaggio degli alieni verso noi terrestri?

Da anni i radiotelescopi scrutano il cielo alla ricerca di segnali radio “artificiali”, ossia segnali che non sono generati in modo naturale dalle stelle. È uno dei modi che l'uomo ha escogitato per cercare la vita nel cosmo. L'idea alla sua base è che se esistono civiltà aliene, probabilmente usano mezzi di comunicazione a onde radio, come facciamo noi con la tv, la radio e i telefonini. E i radiotelescopi sono in grado di rilevare quei segnali.

Telefono casa

Da ieri la comunità scientifica internazionale è in subbuglio. Così come gli appassionati di Ufo e dischi volanti. Infatti, da una stella lontana da noi quasi 100 anni luce (si chiama HD164595) che si trova nella costellazione di Ercole, sembra provenire un segnale che, dicono gli scienziati russi che per primi lo hanno rilevato, potrebbe non essere naturale.

 

Il radiotelescopio che ha captato il segnale si chiama Ratan-600 (lo vedi anche nella foto all'inizio dell'articolo e anche qui sotto), si trova nella Repubblica di Karachai-Circassia e partecipa al famoso programma Seti (Search for extra-terrestrial intelligence, ricerche sull'intelligenza extra terrestre).

Un segnale davvero anomalo

Lo scorso anno quel radiotelescopio ha ricevuto un potentissimo segnale anomalo, ossia un segnale apparentemente non compatibile con l'attività naturale delle stelle e ne ha dato notizia solo adesso.
 

Nonostante l'entusiasmo degli appassionati, però, gli scienziati sono molto prudenti riguardo di questo evento. Infatti il segnale anomalo è stato captato una sola volta e poi più, nonostante altri 38 tentativi di riceverlo. Inoltre, le sue caratteristiche sono diverse da altri segnali ritenuti, più o meno, di possibile origine aliena.

In più, il pianeta che si pensa orbiti attorno alla stella (è grande come Nettuno) ha un'orbita molto ellittica, che passa cioè molto vicino e molto lontano dal Sole, alternativamente. Inoltre corre così veloce che un anno, lì, dura appena 40 giorni terrestri. Due condizioni davvero poco favorevoli alla vita intelligente così come la conosciamo noi esseri umani.

 

Gli scienziati russi discuteranno la loro scoperta con la comunità internazionale degli scienziati a fine settembre, in Messico. E lì si capirà, forse, se possiamo rallegrarci perché potremmo non essere solo nell'Universo o se si è trattato dell'ennesimo e deludente falso allarme.

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