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Alma, il nuovo telescopio che cerca l’origine dell’Universo

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Come si è generato il Cosmo? Quali sono le origini di stelle e pianeti? Queste alcune delle domande cui dovrà rispondere Alma, il telescopio ottico più potente della Terra

Il nome completo sarebbe Atacama Large Millimeter Array, ma l'acronimo Alma, "anima" in spagnolo, rende perfettamente l'idea del compito designato a questo prodigio della scienza, che infatti dovrà indagare sull'anima dell'Universo.

Un telescopio "multiplo"

Alma è in sostanza un interferometro, cioè un radiotelescopio composto da telescopi più piccini, che misura la composizione delle onde elettromagnetiche provenienti dallo Spazio più profondo.

66 antenne mobili con diametro di 12 o 7 metri, dislocabili fino a 14 km di distanza, coordinano quindi  le singole informazioni osservate e le fanno arrivare tutte  all'interferometro generale, una sorta di "cervellone" che elabora i segnali luminosi captati dai suoi numerosi occhi.

Avere tante antenne al posto di un singolo, seppur potente, telescopio, consente una maggiore accuratezza nella misurazione delle onde e una risoluzione pressoché perfetta delle immagini rilevate.

Questo tipo di osservazione serve per studiare le tracce di luce invisibili all'occhio umano che arrivano dall'Universo freddo, come i barlumi di una stella distante migliaia di anni luce, in modo da cercare elementi per ricostruire le tappe della creazione dell'Universo.

Un occhio sull'altipiano

Il formidabile telescopio, attivo dal 2013, si trova sull'altopiano di Chajnantor, tra la catena montuosa delle Ande e il deserto (freddo) di Atacama, nel nord del Cile, a 5mila metri di altitudine. Qui infatti le condizioni poco ospitali sono compensate  dalle caratteristiche migliori del pianeta l'osservazione della volta celeste: il clima particolarmente secco permette alle radiazioni millimetriche (oggetti di "disturbo" per il rilevamento delle lontanissima fonti di luce cosmica) di essere assorbite dal vapore acqueo dell'atmosfera terrestre. Inoltre la scarsità di centri abitati e  la vicinanza all'equatore consentono di avere l'87% di visione del cielo.

 

 

Tante menti per un obiettivo comune!

 

Il progetto ha visto per la prima volta quattro continenti, Europa (con l'European Southern Observatory, Eso), Nordamerica, Asia e Sudamerica, unire le forze e i loro singoli progetti per realizzare una struttura a beneficio di tutta l'umanità.

L'Italia, tra l'altro ne ha fatto parte in maniera decisiva, impegnandosi per la costruzione della struttura portante e investendovi parecchie risorse (sia finanziarie che di personale scientifico).

I risultati stanno già arrivando: due settimane fa è stato misurato con esattezza un buco nero supermassiccio e l'anno scorso il super telescopio ha rilevato la possibile formazione di un pianeta intorno alla stella HL Tau!

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