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Stelle cadenti, dove (e come) guardare nel cielo

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Stelle cadenti, dove (e come) guardare nel cielo
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Durante la notte di San Lorenzo (e nei giorni successivi) possiamo ammirare tutta la bellezza dello di sciame di stelle cadenti, magari esprimendo un desiderio. Ecco qualche consiglio per non perdersene nemmeno una

Il 10 agosto  - anche se la notte migliore per l'osservazione sarà tra il 12 e il 13 - l'orbita della Terra entrerà in una posizione tale da permettere la visione dello sciame meteorico delle Perseidi (chiamate così perché sembrano provenire dalla costellazione di Perseo), i cui numerosi corpi celesti bruciano a contatto con l'atmosfera e rilasciano un scia luminosa che dà vita alle cosiddette "stelle cadenti" (che però sono detriti di ghiaccio e polveri lasciati dalla Cometa Swift-Tuttle).

TRA SCIENZA E TRADIZIONE

Tutto questo però gli antichi non lo sapevano, e quindi attribuivano la "caduta" di questi astri alle lacrime del cielo per il martirio di San Lorenzo occorso proprio il 10 agosto del 258 d.C. Da qui la credenza che l'avvistamento di una di queste "lacrime" porti a realizzare un desiderio.

Che si voglia esprimere un desiderio o che ci si muova solo per curiosità scientifica, le notti tra il 10 e il 17 agosto sono sempre uno spettacolo naturale mozzafiato. Per goderselo appieno però, servono piccoli accorgimenti:

1 - RICERCATE IL BUIO
Può sembrare banale ma, soprattutto nelle città, è complicato trovare spazi privi di interferenze luminose (case, lampioni ecc...) e che consentano un'ampia visione del cielo.

2- SERVE PAZIENZA
Le meteore non si manifestano a comando e in più l'occhio umano necessita di circa mezz'ora per adattarsi al buio e mettere bene a fuoco il cielo stellato.

3 - APERE DOVE GUARDARE
Le stelle cadenti possono arrivare da ogni direzione, ma è meglio orientarsi verso Nord-Est, verso la costellazione di Perseo, subito dopo la costellazione a "W" di Cassiopea: da lì giungono gran parte delle meteore.

4 - OCCHI AL CIELO
Non usate binocoli, inutili, né guardate gli smartphone, poiché la loro illuminazione obbligherà i vostri occhi ad abituarsi nuovamente al buio, con il rischio di farvi perdere qualche stella cadente.

 

 

FONTE: Focus.it, Corriere.it