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Piani stellari: l’America stabilisce le tappe della prossima conquista dello spazio

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Piani stellari: l’America stabilisce le tappe della prossima conquista dello spazio

Il parlamento americano ha dato il via libera, con il Transition Authorization Act, ai piani della Nasa che stabiliscono le tempistiche dei nuovi obiettivi spaziali: si comincia con il ritorno sulla Luna, poi toccherà a Marte, a Giove e allo studio dei pianeti extrasolari.

Per la prima volta dal 2010 la Nasa mette nero su bianco gli obiettivi del prossimo futuro riguardanti studi e missioni nello spazio.

 

Il 7 mazo 2017 il Congresso americano ha infatti approvato all'unanimità il Transition Authorized Act, stanziando per le prossime ricerche la mostruosa cifra di 19,5 miliardi di dollari. Il documento ora attende solo la firma del neopresidente Donald Trump.

Nuove sfide

Il primo grande evento previsto sarà l'invio di vettori spaziali verso Marte, anche se non è escluso che qualche milioncino di dollari possa essere investito per riportare l'uomo sulla Luna.

 

Nel 2033 è poi stato stabilito il lancio della navetta Orion che potrebbe invece portare per la prima volta degli astronauti in prossimità (o addirittura sulla superficie) di Marte.

 

La metà dei fondi stanziati infine servirà allo studio dei satelliti di Giove e degli esopianeti (pianeti fuori dal nostro Sistema Solare, come quelli di Trappist-1), alle ricerche del nuovo super-telescopio James Webb e agli esperimenti in assenza di gravità della Stazione Spaziale Internazionale (che si protrarranno almeno fino al 2024).

 

Unica brutta notizia: nel testo approvato dal Congresso manca la voce Earth Science (letteralmente "Scienza della Terra") che comprende gli studi riguardo i cambiamenti climatici e le condizioni dell'atmosfera terrestre. Non si sa ancora bene se tale settore verrà definitivamente tagliato, ma il fatto che il presidente Trump non creda nella teoria del riscaldamento globale, non fa pensare che ci sarà molto spazio per certe ricerche.