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Alla ricerca del pianeta perduto

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Calcolata la presenza di un nuovo lontano pianeta nel Sistema Solare, che però non è visibile agli strumenti degli astronomi. Un mistero stellare sta per essere rivelato?

Scoperto un nuovo pianeta “smarrito”? Forse no, ma  le premesse ci sono tutte .  Già, perché, come Obi Wan Kenobi nel secondo episodio di Star Wars era alle prese con una mappa stellare incompleta per trovare il remoto pianeta Kamino, così gli scienziati della Caltech hanno riscontrato un'anomalia nel movimento dei corpi celesti e indagato di conseguenza. Lo studio pubblicato sull' Astronomical Journal da Konstantin Batigyn e Micheal E. Brown ha infatti avanzato un'interessante teoria che vorrebbe la presenza di un altro corpo celeste classificabile come “pianeta” sull'orlo esterno del Sistema Solare .

 

Il Pianeta Nove è forse realtà

Il “ Pianeta Nove ”, come è stato provvisoriamente nominato, non è stato ancora avvistato, ma solo calcolato : osservando la Fascia di Kuiper, una estesa regione di corpi minori che cinge i pianeti della nostra galassia, gli astronomi hanno notato uno strano allineamento di sei orbite di piccoli corpi celesti “vicino” a Nettuno; questo raggruppamento non può essere casuale, ma deve avere un centro attorno al quale orbitare così saldamente.
L'oggetto di attrazione non è stato ben identificato a causa della troppa lontananza dalla Terra e dell'impossibilità di riflettere la luce solare, pertanto ci si è affidati ad accurate simulazioni , le quali hanno teorizzato l'esistenza di un pianeta vero e proprio, 10 volte più grande della Terra, 20 volte più distante da noi di Nettuno, e la cui orbita impiegherebbe 10-20 mila anni per essere completata.
« Per la prima volta in 150 anni -ha detto Batigyn- abbiamo delle prove fondate che la valutazione che avevamo finora del Sistema Solare è incompleta ».
A differenza del Jedi Obi-Wan noi non possiamo volare nello spazio per verificare di persona la validità di queste ipotesi, ma gli studi stanno procedendo e presto sapremo se si dovrà aggiungere un nuovo corpo sulle mappe stellari terrestri.

 

Testo di Niccolò De Rosa

 

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