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Artemis: scopriamo tutto sulla missione che riporterà l’uomo sulla Luna

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Artemis: scopriamo tutto sulla missione che riporterà l’uomo sulla Luna
Getty Images

Suddivisa in tre diverse fasi, Artemis progetta di riportare l'uomo a camminare sulla Luna entro il 2025. Il primo lancio (senza equipaggio) avverrà già il prossimo 29 agosto

Nel giro di pochi anni l'uomo tornerà a passeggiare sul suolo lunare. È questo infatti l'obiettivo di Artemis, il nuovo programma spaziale della NASA che punta a riportare l'uomo sulla luna entro il 2025. Al momento il programma è stato pianificato su tre fasi e la prima - Artemis I - è già pronta a cominciare, con il lancio "prova" della sonda Orion pianificato per il 29 agosto 2022 dal celebre Kennedy Space Center di Cape Canaveral. Pronti a scoprire tutto su questo nuovo capitolo nella storia dell'esplorazione spaziale?

Perché il programma si chiama Artemis?

Il nome rappresenta una scelta decisamente evocativa. Nella mitologia greca infatti, Artemide (Artemis in inglese) era la dea della caccia e della Luna, nonché sorella del dio Apollo. Già proprio quell'Apollo che diede il nome al mitico programma spaziale che nel 1969 portò l'uomo sul nostro satellite per la prima volta!

Le tre fasi di Artemis

Come già accennato, il programma prevede una progettazione sul lungo periodo, con tre fasi iniziali già programmate e altre che verrano strutturate in base ai risultati ottenuti.

  • Prima fase: prenderà il via già il prossimo 29 agosto, con il lancio della prima sonda Orion. In questa fase però, verranno testate solo le capacità della capsula (resistenza alle temperatura, affidabilità delle traiettorie ecc...), dunque non ci sarà alcun equipaggio a bordo del razzo che decollerà da Cape Canaveral.
  • Seconda fase: prevista per il maggio 2024, porterà l'equipaggio scelto ad orbitare attorno alla Luna a bordo della capsula.
  • Terza fase: programmata per il 2025, porterà finalmente il team di astronauti ad atterrare - anzi, allunare - sul nostro satellite.

Come arriveremo sulla Luna?

Protagonista assoluta del programma Artemis sarà la già citata capsula Orion, che ospiterà (e proteggerà) l'equipaggio durante la discesa verso la superficie lunare. A portare la capsula in prossimità del satellite sarà però il nuovo sistema di propulsione Space Launch System, composto da due razzi a combustibile solido e l'innovativa componente, il cosiddetto core stage, attrezzata con quattro propulsori Rs-25 che faranno schizzare il velivolo ad una velocità di circa 28mila km/h.

Quando questi potenti propulsori avranno "spinto" Orion fino ad un'altezza di circa 160 km dalla Terra, la capsula si staccherà dal razzo e proseguirà con il proprio sistema di propulsione (Interim Cryogenic Propulsion Stage) fino a uscire dall'orbita terrestre. In prossimità della luna infine, Orion comincerà la sua discesa compiendo una serie di voli intorno al satellite.

Dove camminerà l'uomo una volta arrivati sulla luna?

In una conferenza del 19 agosto 2022, la NASA ha mostrato le 13 regioni in cui l'uomo potrebbe tornare a camminare di nuovo sulla Luna. Le 13 possibili aree sono:

  • Faustini Rim A
  • Peak Near Shackleton
  • Connecting Ridge
  • Connecting Ridge Extension
  • de Gerlache Rim 1
  • de Gerlache Rim 2
  • de Gerlache-Kocher Massif
  • Haworth
  • Malapert Massif
  • Leibnitz Beta Plateau
  • Nobile Rim 1
  • Nobile Rim 2
  • Amundsen Rim

Artemis: i luoghi del possibile allunaggio
Artemis: i luoghi del possibile allunaggio

Perché l'uomo torna sulla Luna?

Il governo americano ha deciso qualche anno fa di tornare pianificare missioni lunari per molteplici ragioni.

  • Opportunità nell'ambito della ricerca scientifica: ai tempi delle missioni Apollo gli astronauti si limitarono a rilevare campioni di suolo ed esplorare piccole porzioni di regioni lunari, poiché non si disponeva di una tecnologia tale da permettere grandi esperimenti sulla luna, come invece accade da anni, per esempio, sulla Stazione Spaziale Internazionale.
  • Opportunità economiche e tecnologiche: come già accaduto in passato, gli sforzi impiegati per portare a termine le missioni spaziali consentono alle imprese coinvolte di sviluppare tecnologie che poi finiscono per migliorare la vita dell'intera società. Basti pensare che gli smartphone moderni sono il frutto di ricerche e strumenti messi a punto proprio per le prime missioni lunari.
  • Ispirazione e progetti futuri: con questa nuova impresa la NASA mira anche a "ispirare le nuove generazioni" nel segno della scienza e della fiducia nel progresso. Non solo: se Artemis otterrà i risultati sperati, in un futuro non così lontano la luna potrebbe anche fungere da base per le missioni che porteranno l'uomo su Marte!
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