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Scoperto un bruco che va ghiotto per la plastica!

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Scoperto un bruco che va ghiotto per la plastica!
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I ricercatori di Cambridge stanno studiando le caratteristiche che permettono alla larva della tarma della cera di digerire il polietilene, uno dei composti plastici più comuni. Ad accorgersi del bruco mangia plastica è stata una scienziata italiana: abbiamo trovato un modo ecologico di ripulire il pianeta dalla plastica abbandonata?

La lotta all'inquinamento e allo smaltimento di rifiuti plastici potrebbe aver trovato un inaspettato alleato.

Nello studio pubblicato sulla rivista Current Biology infatti, i ricercatori dell'Università di Cambridge hanno annunciato la scoperta di un bruco in grado di mangiare e digerire il polietilene, una delle "plastiche" più utilizzate, che in natura impiegherebbe più di 400 anni a bio-degradarsi.

 

Il bruco in questione è la larva della Galleria Mellonella, meglio conosciuta come "tarma della cera" o "camola del miele", in virtù della sua abitudine a cibarsi degli alveari.

Secondo gli scienziati proprio la dieta a base di cera e miele sarebbe alla base della capacità di assimilare la plastica: la cera d'api infatti è un agglomerato di molte molecole differenti legate in modo simile alla struttura molecolare del polietilene. L'organismo del bruco potrebbe aver dunque sviluppato un enzima capace di "digerire" tutti questi composti.

Una scoperta "italiana"

Il team di Cambridge che sta studiando approfonditamente le caratteristiche fisiche della larva "pappa-plastica" però non è il primo responsabile della scoperta.

Ad accorgersi della particolare voracità del bruco è stata infatti una ricercatrice italiana, Federica Bertocchini la quale ha notato come durante la pulizie dei suoi alveari (il suo hobby è l'apicoltura) il sacchetto contenente le fastidiose larve si fosse rapidamente riempito di fori.

 

In realtà la Dott.ssa Bertocchini sarebbe una biologa dello sviluppo (studia gli embrioni), ma lo strano fenomeno non è passato inosservato e dopo pochi giorni la stessa scienziata si è messa in contatto con Paolo Bombelli e Christopher Howe, del dipartimento di Biochimica di Cambridge,  con i quali è cominciato il percorso di ricerca.

 

Ora i processi chimici dietro l'incredibile digestione del bruco sono al vaglio degli esperti. L'obiettivo? Scovare e provare a replicare l'enzima capace di degradare la plastica!

 

GUARDA IL VIDEO CHE MOSTRA IL PASTO A BASE DI PLASTICA DELLA GALLERIA MELLONELLA