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La scienza salverà le banane?

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Le banane sono molto buone ma poco resistenti alle malattie. E così, come alcune specie animali, alcune varietà di questo dolce frutto corrono il rischio di sparire per sempre. Scopri con Focus Junior le origini di questa debolezza e cosa può fare la scienza per risolvere il problema!

Come può un frutto come la banana, tanto coltivato, amato e diffuso, rischiare di scomparire? Ebbene le piante, così come le persone e gli animali, possono ammalarsi e morire e le vaste piantagioni di banani sono particolarmente esposte ad un tale rischio.

Perché?

Quel frutto dolce e privo di semi che tanto ci piace, è figlio di generazioni di innesti e selezioni da parte dell'uomo che gli hanno dato la forma e il sapore che oggi tutti conosciamo. Questa varietà di banana "scelta" è detta Cavendish.

Reuters.com

Essendo senza semi però, i banani Cavendish delle cultivar (le grandi piantagioni di banani appunto) non sono in grado di riprodursi senza l'aiuto dell'uomo, il quale, alla fine di ogni ciclo di raccolta, deve abbattere l'albero da frutto e ripiantarne uno o due rami, i cosiddetti sucker, in modo da perpetrare il cerchio di coltura.

 

Il fatto di non riprodursi da soli però impedisce a questi banani da coltivazione di sviluppare nel corso delle generazioni adeguati sistemi di difesa da malattie e funghi nocivi.

Questo comporta che, nonostante i numerosi trattamenti cui le piante sono sottoposte ogni giorno da parte dei coltivatori, il rischio di una catastrofe è sempre dietro l'angolo.

Il precedente

Tra gli anni '50 e '60, la varietà di banane detta Gros Micheal o "Big Mike" era quella più commercializzata e apprezzata, quando un tipo di fungo molto aggressivo, il Fusarium, iniziò ad infestarne le cultivar, portando così nel giro di pochi anni alla completa scomparsa delle banane "Big Mike". 

Reuters.com

Le Cavendish allora, sebbene meno dolci, occuparono il vuoto lasciato dallo sfortunato predecessore, ma nonostante questa varietà fosse resistita al Fusarium, altri funghi o malattie potrebbero decretarne la rapida fine.

Cosa può fare la scienza?

Dal momento che in passato i trattamenti chimici si sono rivelati inutili, la soluzione migliore sarebbe quella di rendere le piante resistenti alle minacce esterne.

Per aiutare tale processo, gli scienziati dovrebbero intervenire direttamente sui geni delle piante.

 

Si è notato infatti che alcune varietà di banani selvatici (i quali, a differenza di quelli coltivati, hanno ancora i semi) mostrano migliori reazioni agli agenti nocivi e quindi potrebbero nascondere la soluzione per rafforzare le difese dei banani Cavendish.

 

Forza ricercatori, salvate le banane!