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Mestruazioni: cosa sono e perché non bisogna vergognarsene

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Mestruazioni: cosa sono e perché non bisogna vergognarsene
Shutterstock

Nessun imbarazzo, parliamo di ciclo mestruale, un tema che non deve interessare solo le ragazze

Le mestruazioni riguardano più della metà della popolazione mondiale (e tutte le femmine dei mammiferi), sono alla base della riproduzione, muovono molti soldi (pensa alle aziende che producono assorbenti), creano movimenti politici (come quello che chiede di abbassare le tasse sui prodotti per l’igiene femminile) e culturali (per combattere pregiudizi e disinformazione). Insomma sono un argomento importantissimo. Ecco perché, anche se sei un maschio, farai meglio a leggere bene questo articolo.

IL CICLO MESTRUALE

Partiamo dal nome: si chiamano mestruazioni, ma spesso le avrai sentite chiamare in qualche altro modo: dal classico “le mie cose” o “ciclo” al più discreto “sono indisposta”, fino ai fantasiosi “è arrivato il marchese”, “sono arrivate le zie”... Insomma, pare si faccia fatica a chiamarle col loro nome. Perché? Forse perché è una parola difficile, ma anche perché un po’ imbarazza.

Eppure nominarle non dovrebbe creare disagio. Le mestruazioni sono un normalissimo processo fisiologico che regola il corpo delle ragazze e delle donne e sono segno di buona salute e di fertilità: avvertono che il corpo è pronto per ospitare un bambino (ma questo non vuol dire essere pronte a diventare madri!).

IL CICLO DEL CICLO: COME AVVENGONO LE MESTRUAZIONI

 

Mestruazioni
Lo schema del ciclo mestruale
Credits: GettyImages/Stockphoto

Ogni mese un piccolo uovo chiamato ovulo (1) scivola in un canale, la tuba (2) che lo porta dalle ovaie all’utero. Nel frattempo l’utero si prepara all’ovulo rivestendosi di una mucosa ricca di sangue (2), per essere morbido e accogliente. Se l’ovulo non viene fecondato da uno spermatozoo (e quindi non si avvia una gravidanza), questa mucosa non serve più e viene fatta uscire dal corpo (4): sono le mestruazioni.

Il primo flusso mestruale si chiama menarca e generalmente arriva tra i 9 e i 16 anni.

CREDENZE E DICERIE DA IGNORARE

Dato che consistono in una piccola perdita di sangue, in passato, prima che la scienza spiegasse come funziona l’apparato riproduttivo, potevano spaventare un po': come mai le donne sanguinano? Sono pericolose? Fino a non troppo tempo fa circolavano persino fake news.

Per esempio si diceva che quando una donna sanguina le torte non lievitano. D’altronde gli uomini primitivi pensavano che i fulmini fossero punizioni divine! Per fortuna molte false credenze sono tramontate e, oggi, se sei una ragazza devi solo organizzarti: scegliere il tipo di assorbente più adatto a te (ne esistono anche di ecologici) e tenerne sempre una scorta in cartella.

In realtà, purtroppo, nel mondo ci sono ancora Paesi in cui le mestruazioni sono un tabù e spesso durante il ciclo le ragazze saltano la scuola perché non hanno assorbenti o bagni a disposizione. Questo problema a cui magari se ne aggiungono altri (libri troppo cari, scuole lontane...) porta molte adolescenti all’abbandono scolastico. Per fortuna stanno nascendo progetti, come The Pad Project, per diffondere assorbenti economici e lavabili (quindi riutilizzabili) nei Paesi più svantaggiati.

SENTIRSI SOTTOSOPRA? È NORMALE

Nei giorni che precedono le mestruazioni può capitare di sentirsi giù di morale. Niente paura, capita a tutte: è la sindrome premestruale. Non è una malattia, solo una burrasca emotiva causata dagli ormoni a cui si può aggiungere qualche disturbo fisico come il mal di pancia. Che fare? Coccolati, prenditi cura di te, mangia cibi sani, preparati delle tisane, concediti un film sul divano... Ma soprattutto: sii orgogliosa di te stessa e del funzionamento meraviglioso del tuo corpo.

SOLIDARIETÀ MESTRUALE

In India, uno dei Paesi in cui molte ragazze abbandonano la scuola all’arrivo delle mestruazioni, un gruppo di donne si è attivato per produrre assorbenti biodegradabili a basso costo, grazie a un macchinario inventato da un imprenditore locale. Questa avventura è raccontata nel documentario prodotto da Netflix Period. End of sentence di Rayka Zehtabchi, che nel 2019 ha vinto l’Oscar come miglior cortometraggio.