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La felicità? Adesso si può vedere anche se non state ridendo!

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Un team di ricercatori dell’Università di Pisa e dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Rovereto ha pubblicato lo studio che dimostra, per la prima volta, in che modo si attiva il cervello umano quando viene stimolato dalla serotonina, la cosiddetta molecola della felicità. Leggi questa incredibile storia!

La scienza italiana ha compiuto una scoperta molto interessante. Un team di ricercatori ha “filmato”, per la prima volta, come si attiva il cervello quando viene stimolato dalla serotonina, una sostanza che, semplificando, è spesso chiamata la “molecola della felicità”.

 

«Il funzionamento del cervello si basa su un’estesa rete di comunicazione tra neuroni (le cellule cerebrali, ndr) di regioni diverse», spiega il capo del team, Alessandro Gozzi. «Capire con quali regioni cerebrali comunica uno specifico gruppo di neuroni è di fondamentale importanza, soprattutto se quei neuroni sono coinvolti in disturbi neurologici e psichiatrici».

In pratica, Gozzi vuol dire che questo studio permetterà di capire meglio – e in prospettiva di curare – malattie quali ansia, depressione e autismo.

Lo studio dei ricercatori italiani ha verificato e “filmato” il comportamento dei neuroni che producono un ormone (un messaggero chimico) chiamato serotonina. E ha dimostrato che quei neuroni attivano tutte le zone del cervello ma non nello stesso momento: lo vediamo nella foto all'inizio di questo articolo. Le prime zone a essere interessate sono, ad esempio, l’ippocampo (una parte del cervello importante per la memoria a lungo termine) e la corteccia cerebrale (la parte più esterna del cervello dei vertebrati). Queste due aree del cervello regolano le emozioni.

 

La scoperta è stata possibile grazie a un sistema innovativo nato dalla combinazione di due tecniche esistenti. In pratica, somministrando un farmaco, i ricercatori hanno attivato i neuroni che producono serotonina; poi, attraverso un esame chiamato “risonanza magnetica funzionale”, hanno “filmato” le regioni cerebrali che si accendevano.

Lo studio è frutto della collaborazione tra il gruppo di ricerca guidato dal dottor Alessandro Gozzi del Center for Neuroscience and Cognitive System dell’Istituto Italiano di Tecnologia (CNCS – IIT) di Rovereto e quello del professore Massimo Pasqualetti del Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa. Ed è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Cell Reports.

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