Donna Moderna
FocusJunior.it > Scienza > Natura > Corpo umano > Il viaggio del cibo nel corpo umano: la digestione

Il viaggio del cibo nel corpo umano: la digestione

Stampa

Un giorno (circa): tanto dura il viaggio del tuo piatto preferito dalla bocca al mucchietto che vedi nel wc! Anche se sembra impossibile, la sostanza puzzolente che finisce nel wc è la stessa (trasformata dal corpo) che il giorno prima hai mangiato con tanto appetito!

Immagina di avere davanti a te il cibo che prediligi, per esempio un trancio della tua pizza preferita. Già il profumino ti fa venire l’acquolina in bocca e, in un attimo, l’hai divorata! Ora puoi tornare tranquillamente alle tue attività quotidiane: un riposino prima di metterti davanti al computer o sui libri, una partita ai videogiochi... ti sei già dimenticato della pizza ma lei, invece, ha appena iniziato il suo viaggio che la porterà, nel giro di poche ore, ad attraversare tutto il tuo corpo in una specie di “esperimento scientifico” permanente che la trasformerà... in un materiale del tutto diverso da quello iniziale!

ENERGIA SOLIDA

Non appena entra in bocca, il cibo inizia infatti un “percorso avventura” attraverso il corpo, durante il quale si trasforma completamente, fino a diventare irriconoscibile. Durante il tragitto perde tutti i suoi nutrienti (vitamine, proteine, sali minerali, zuccheri, grassi) e una parte dell’acqua da cui è composto, che vengono utilizzati dal corpo sotto forma di energia.

Questo processo si chiama digestione: inizia in bocca, ancora prima che il cibo venga introdotto (quando, solo sentendo il profumo della pizza, ti viene l’acquolina, cioè aumenti la produzione di saliva) e impegna il tuo corpo per 12-16 ore, a seconda di cosa hai mangiato e di quanto tempo ci metti a elaborarlo.

UN'OPERAZIONE, TANTI PROTAGONISTI

Per arrivare a questo risultato l’organismo usa tante energie e mette all’opera tanti “protagonisti” in varie zone. A cominciare dalla bocca: qui, con l’azione dei denti, la tua pizza subisce la prima trasformazione. Viene sminuzzata in piccoli pezzi, che vengono spinti dalla lingua verso il fondo del palato. Questa poltiglia viene poi “attaccata” dalla saliva, un liquido prodotto dalle ghiandole salivari per aiutare il transito dei cibi: contiene enzimi che cominciano a trasformarli.

GIÙ PER IL TUBO

Il resto del viaggio del cibo è un percorso all’interno di organi (esofago, stomaco, intestino), ognuno con un suo compito preciso, che sono controllati da una muscolatura completamente autonoma, che il cervello non può comandare.  Infatti, non ci rendiamo nemmeno conto di tutti i movimenti compiuti dall’esofago per far scendere la pizza (che nel frattempo è diventata una massa semi-liquida) verso il basso, né dei “rimbalzi” che avvengono nello stomaco per favorire la riduzione del cibo in particelle sempre più piccole (fino a 0,2 millimetri).

TRANSITO MOVIMENTATO
Se senti rumori strani, invece, è “colpa” dell’intestino tenue, l’organo più importante della digestione, dove la pizza (che ormai è diventata un liquido, simile al latte) arriva dopo la sosta nello stomaco.

Le pareti dell’intestino (morbide e vellutate perché rivestite dai villi, piccole protuberanze simili a dita) sono in continuo movimento per far transitare il cibo e assorbire le sostanze nutritive, che passano poi direttamente nel sangue. L’interno del tenue, comunque, è pulitissimo: non appena finisce il suo compito, infatti, espelle rapidamente tutti i residui mandandoli all’intestino crasso. I rumori strani sono dovuti proprio a questa fase di “pulizia”.

MISSIONE COMPIUTA

Nell’ultimo tratto di intestino, il crasso, i batteri (che compongono la flora intestinale) recuperano gli ultimi residui di acqua e di sostanze non digerite, poi nel colon gli scarti finali si ricompattano e si preparano all’espulsione.

Il wc sarà quindi il punto di arrivo del lungo viaggio dalla pizza alla... puzza!