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Emozioni: cosa sono, a cosa servono e come si gestiscono

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Rabbia, gioia, vergogna, paura, invidia e gelosia. Scopriamo i loro segreti

Probabilmente in questo momento d'emergenza capita a tutti: vi arrabbiate, e non vorreste. Siete tristi, e non sapete nemmeno bene perché. Avete paura, e pensate di essere dei fifoni. Oppure, essendo ottimisti per natura,  scoppiate di gioia e vorreste dirlo a tutti, ma poi avete l’impressione che agli altri non interessi molto. Eh, sì, avere a che fare con le proprie emozioni è davvero un lavoro faticoso, sopratutto da quando questo cavolo di coronavirus è arrivato a stravolgerci la quotidianità: sembra sempre che ci sia qualcosa che non va.

Non dovreste arrabbiarvi, ma sapete che vi succede. Non vorreste essere tristi, ma sapete che non potete farci niente e che a volte capita. Vorreste essere più felici, ma la gioia non si può mica comprare! E a rendere tutto più difficile c’è anche il fatto che nessuno sembra mai capirvi davvero. Anzi, a volte credete di non capirvi più nemmeno voi.

Se è questo ciò che vi succede, state tranquilli: siete perfettamente normali.

L'UTILITÀ DI CIÒ CHE PROVIAMO

Anche se non si studiano a scuola, le emozioni sono importanti, anzi importantissime. Senza di loro, infatti, la vita sarebbe noiosissima. Solo che ci tocca imparare a conoscerle da soli, perché nessuno ce le insegna. E poi per noi uomini moderni, così logici e razionali, sembrano una cosa un po’ pericolosa, da tenere soprattutto a bada.

Eppure, alcune cose sulle emozioni ormai si conoscono bene. Noi le abbiamo indagate con l’aiuto di due esperti, che sono amici fin da quando erano ragazzi: la psicologa Emanuela Iacchìa e Alberto Pellai, un medico che ha scritto molti libri sulle emozioni. Alberto dice che le emozioni sono “come una bussola per capire che cosa succede fuori e dentro di noi”. Senza di loro, non sapremmo mai come stiamo davvero. Per questo, bisogna parlarne, imparare a riconoscerle e capire che ci servono a qualcosa.

PAURA

Prendete per esempio la paura. Non è una sensazione piacevole. Nessuno vorrebbe avere paura. Però serve tantissimo. Serviva ai nostri antenati nella foresta o nella savana per sfuggire al leone appena udivano il suo ruggito o al serpente quando lo vedevano strisciare e facevano un salto.
Proprio come facciamo noi adesso se sentiamo qualcosa sotto i nostri piedi: è molto difficile che sia un serpente ma il riflesso della paura è rimasto e, istintivamente, il nostro cervello si mette in allarme. E si urla, perché così si avvertono anche gli altri del pericolo.

Insomma, senza la paura i nostri antenati non sarebbero sopravvissuti. L’importante è imparare che, oggi, alcune cose si possono affrontare, senza averne paura.

GIOIA

Quando si supera una difficoltà o si ottiene qualcosa, spesso scatta l’emozione più bella di tutte: la gioia. A volte la chiamiamo felicità, a volte allegria, ma sappiamo bene che cos’è. La faccia di chi è felice si riconosce subito.

La gioia ci fa sentire bene e non vorremmo che se ne andasse mai. Invece sfugge di continuo. Come si fa a ritrovarla? Molti psicologi dicono che se si sorride spesso è più facile sentirsi felici e certamente è vero. Un’altra tecnica, consigliata da Emanuela Iacchìa, è tenere da parte le cose che ci hanno resi felici o che ci ricordano i momenti di felicità: il biglietto della partita allo stadio o le candeline del compleanno.

Il nostro cervello impara le emozioni e, a volte, basta poco per tirarle fuori dal cassetto.

TRISTEZZA

La tristezza sembra il contrario della gioia e, in effetti, tutti pensano che si debba essere felici e non tristi. Però anche la tristezza serve, eccome.

un modo per chiedere aiuto agli altri, per dire loro di starci vicini perché ci sta capitando qualcosa di brutto. Se non fossimo tristi, gli altri non se ne accorgerebbero e penserebbero che tutto va bene anche quando non è così. Una persona triste va consolata e non distratta dicendole di non pensare più a quello che lo rende triste. La tristezza a volte non è facile da riconoscere.

C’è chi non vuole esprimerla, magari perché è un maschio e pensa che sia una “cosa da femmine”. Non è così: tutti siamo tristi, maschi e femmine, e tutti abbiamo bisogno di essere consolati, non c’è niente di strano o di male.

RABBIA

Un’emozione facilissima da riconoscere è invece la rabbia, l’emozione più esplosiva che ci sia! Sembra proprio uno scoppio, una bomba. La rabbia ci serviva molto quando eravamo uomini preistorici e dovevamo combattere contro gli animali o contro qualche nemico. Ma adesso a che ci serve? Per esempio, serve a capire quali sono le cose che ci danno fastidio.

Però noi non dobbiamo più lottare o combattere come gli uomini preistorici: la rabbia è una grande energia che va usata bene. E se proprio dobbiamo arrabbiarci, suggerisce Emanuela Iacchìa, facciamolo almeno per combattere le ingiustizie! Anche quando abbiamo la sensazione di avere subito un torto, infatti, proviamo rabbia.

VEROGNA

Se la rabbia è evidente, la vergogna vorremmo sempre tenerla nascosta. Peccato che il viso tutto rosso e gli occhi lucidi dicano chiaramente che cosa ci sta capitando. Infatti è meglio parlarne che nasconderla. Forse abbiamo fatto qualcosa di sbagliato, e allora questa emozione aiuta a capire che avremmo dovuto comportarci diversamente.

Altre volte, però, vergognarsi è sbagliato. Se siamo bassi in mezzo a compagni alti, non è colpa nostra. Spiega Pellai: «Se sei bianco e vai in Africa è inutile vergognarti. Sei diverso, non sei migliore o peggiore. Quando provi vergogna perché ti senti diverso, allora è meglio non darle retta. E non cercare di essere uguale agli altri».

INVIDIA E GELOSIA

Ed ecco l’emozione peggiore di tutte: l’invidia. Essere invidiosi non sembra mai una bella cosa. Eppure anche questa può essere utile. Se sei invidioso di chi sa suonare la chitarra, puoi sempre cercare di imparare anche tu, ad esempio.

Anche la gelosia sembra brutta, ma non lo è. La gelosia è normale: è la paura di perdere l’affetto di qualcuno a cui si vuole bene. L’idea di perdere l’attenzione dei genitori quando nasce un fratellino non è così sciocca: chi ti assicura che non succederà? E se il tuo amico o la tua amica del cuore parlano con qualcun altro, non potrebbero davvero preferire lui? Il problema non è la gelosia, ma quello che può farti fare di sbagliato.

Come per tutte le emozioni, il segreto è parlarne con chi ti vuole bene.

Da Focus Junior n°158

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