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Da dove arriva l’energia che fa funzionare il nostro corpo?

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Lo sappiamo: l'energia che ci serve per vivere arriva dal cibo che ci nutre. Ma in che modo... pane e cioccolato diventano energia per il corpo e per la mente? Te lo dice Focus Junior!

Per assicurare il corretto funzionamento del nostro corpo dobbiamo rifornirci di energia più volte al giorno, mangiando. Però dobbiamo fare attenzione a non introdurre più calorie del necessario (la caloria è un'unità di misura dell'energia), cioè a non mangiare troppo.

Il fabbisogno giornaliero di calorie dipende dal peso, dal sesso e dall’attività fisica di ciascuno. Per esempio: un ragazzo di 10 anni che studia e fa moderata attività fisica ha bisogno di circa 730 calorie al giorno. A una ragazza della stessa età e con lo stesso stile di vita servono circa 680 calorie. A una donna di corporatura normale che svolge un lavoro non da ufficio servono circa 2.100 calorie al giorno. Un uomo, nelle stesse condizioni, ha bisogno di circa 2.600 calorie al giorno.

Il cibo di cui ci nutriamo serve, fondamentalmente, a produrre Atp (abbreviazione di adenosina trifosfato), una molecola capace di far funzionare, con l'energia che contiene, tutti i processi che tengono in vita le cellule del nostro organismo.

 

L’energia che mette in moto i muscoli, fa funzionare gli organi, accende i neuroni e tiene vitali le cellule arriva, in ultima analisi, dagli zuccheri, dai grassi e dalle proteine che introduciamo con i cibi.

Ma affinché un pezzo di pane diventi energia non è sufficiente che venga ingoiato, masticato e digerito. Deve essere spezzato in molecole abbastanza piccole da poter essere assorbite dalle cellule. Per il metabolismo energetico (è l'insieme delle trasformazioni chimiche che servono mantenere in vita le cellule degli organismi viventi) la più importante di queste molecole è il glucosio, un tipo di zucchero che il nostro organismo riesce a sfruttare in modo più efficiente rispetto a quanto fanno altri esseri viventi.

 

Alcuni batteri, per esempio, riescono a utilizzare solo il 4 per cento dell’energia potenzialmente contenuta in una molecola di glucosio, mentre noi ne utilizziamo il 30 per cento.