Donna Moderna
FocusJunior.it > Scienza > Natura > Corpo umano > Come funzionano l’orecchio e l’udito

Come funzionano l’orecchio e l’udito

Stampa

Ascoltare la tivù, o la mamma che ci chiama dal salotto, o un tuono che annuncia l’arrivo di un temporale. L’orecchio e l’udito ci permettono di orientarci nell’ambiente, di imparare la lezione di musica, di comunicare con gli altri o di metterci in guardia davanti a un pericolo. È uno dei sensi più complessi che abbiamo. Vediamo come funziona. 
 

Dei nostri cinque sensi, l’udito è il primo a formarsi, quando ancora siamo un feto di soli 3 mesi di vita. Il suo scopo è quello di trasformare gli stimoli acustici in sensazione uditiva (suono), prelevando i segnali sonori dall’ambiente esterno e trasformarli per inviarli al cervello, dove vengono decodificati e riconosciuti.
 

Per il nostro orecchio, ogni suono esterno ha la forma di un’onda sonora, esattamente come quelle che vediamo al mare o che provochiamo da soli muovendo le mani n una pozza d’acqua. 

Il complesso sistema di meccanismi preposto a questo scopo è l’apparato uditivo, che ci permette di percepire un’onda sonora come un suono definito, con precise caratteristiche di intensità, potenza e volume. 

 

Pinterest

Com’è fatto il nostro orecchio

L'orecchio è suddiviso in tre parti:

  1. L’orecchio esterno, che corrisponde al padiglione auricolare, e serve a raccogliere e orientare le onde sonore verso l’interno, svolgendo anche una funzione di protezione dell’orecchio medio. Non è per caso che il padiglione ha quella strana forma. Osservalo: quella specie di piccolo labirinto concentrico che termina con un buco, è fatto così proprio per raccogliere i suoni e indirizzarlo verso l’interno. 
  2. Poi c’è l’orecchio medio, costituito da una membrana chiamata timpano e dalla cassa timpanica. Il timpano, che assomiglia a un velo di chewing-gum, ha il compito di captare, amplificare e trasmettere le vibrazioni delle onde sonore all’orecchio interno.
    Oltre al timpano ci sono tre piccoli ossicini: il martello, l’incudine e la staffa. Questi, vibrando, trasmettono le onde sonore alla coclea (detta anche chiocciola, propria per la forma che ricorda quella delle chiocciole di mare o di terra). 
  3. La coclea è il cuore dell’orecchio interno, costituito da una serie di cavità scavate nell’osso temporale, ed è qui che l’energia uditiva viene elaborata e trasformata in impulsi elettrici poi inviati al cervello. 
    Lungo questa specie di spirale che è la coclea, ci sono delle minuscole cellule sensoriali dette cellule ciliate, che rilevano il movimento e lo trasformano in segnali chimici per il nervo uditivo.

Poi il nervo uditivo trasmette il messaggio al talamo e poi alla corteccia cerebrale, che è l’area del cervello che elabora e interpreta ciò che ascoltiamo.

L’udito negli animali 

Molti animali, come ad esempio i felini, hanno un udito molto più sviluppato del nostro, che gli permette di sentire un oggetto in avvicinamento a chilometri di distanza.

Un caso molto indicativo è quello dei pipistrelli, che pur essendo quasi ciechi “vedono” con le orecchie. 

Sicuramente li avrai notati, qualche volta nelle sere d’estate, con quel volo circolare intorno alle case. Per conoscere la distanza esatta dalle cose, i pipistrelli emettono onde sonore ad alta frequenza che “rimbalzano” sugli oggetti e ritornano a loro, permettendogli ad esempio di determinare la distanza di un ostacolo, per evitarlo, o di localizzare una preda.

 

 

Fonti: Enciclopedia Treccani e Prof. Sergio Albanese