Scienza

Intervista Giorgio Parisi, il fisico che ha vinto il premio Nobel

Noi di Focus Junior siamo abituati alle interviste impossibili… Nel corso degli anni ci è capitato di mettere sotto torchio cantanti, attrici, sportivi, giocatori professionisti e tik toker e chi più ne ha più ne metta.

Ma questa volta ci siamo davvero superati. Intanto per il numero di giornalisti in erba che abbiamo reclutato tutti in una volta: ben 1.600 focusine e focusini!

E poi perché l’intervistato è una delle menti più brillanti d’Italia, uno scienziato che con le sue scoperte ci ha aiutato a capire un po’ meglio come funziona il nostro universo… il professor Giorgio Parisi, 75 anni di Roma, che nel 2021 fa ha vinto addirittura il premio Nobel per la fisica, il più importante riconoscimento del mondo per le scienze e la letteratura!

Professore, buongiorno, sono e siamo tutti emozionatissimi… È davvero un onore per noi poter incontrare un grande scienziato.

“Ah, ma in realtà non sono l’unico scienziato davanti a voi in questo momento.

Anzi direi che siamo 1600 scienziati che parlano tra loro. Una grande educatrice italiana, Maria Montessori, diceva infatti che i bambini sono per loro natura scienziati, perché devono imparare a esplorare il mondo e questo li rende degli scienziati in miniatura. Perciò, come vedete, siamo tutti colleghi”.

Wow, è vero, e quindi siamo tutti scienziati, ma allora diciamo che lei ha un po’ più di esperienza… Ci racconta come ha cominciato, o meglio ancora, che bambino era lei, prof?

“Secondo mia madre, ho imparato a leggere quando avevo 3 anni, e sapevo riconoscere il numero del tram quando era ancora lontano… “Ecco arriva il numero 64 oppure arriva il numero 10”. Ma ovviamente non mi ricordo, invece ricordo che leggevo tanto. Mi piacevano i libri illustrati con tutti i pianeti, e poi la fantascienza. Alle elementari ho incominciato a leggere moltissimi romanzi di Verne e di Salgari, poi i romanzi stampati dalla casa editrice Urania…

Mi piacevano anche i libri di storia. In generale nella mia infanzia ci sono state molte letture adatte ai bambini della mia età o forse a volte di qualche anno di più”.

Studiava tanto, studia tanto ancora adesso?

“Una volta studiavo tantissimo, otto ore al giorno o qualcosa del genere, anche dopocena. Adesso un po’ meno. Però ho sempre fatto anche lunghe vacanze… non ho mai risparmiato sul tempo libero”.

E da piccolo le piaceva giocare?

“Oh, moltissimo. Mi piaceva il gioco del 15, che è una specie di cubo di Rubik più semplice… Avete presente, è quel gioco con delle tesserine di legno che possono scorrere, e bisogna mettere tutti i numeri in ordine da 1 a 15. Mi piacevano anche le costruzioni, all’epoca non c’erano ancora i Lego ma dei giochi simili… E poi dama e gli scacchi. All’ultimo piano del palazzo dove abitavo c’era un signore che era un giocatore di dama bravissimo, e mi batteva sempre. Ma a scacchi invece vincevo io…

D’altronde il mio maestro diceva che fare scienza è molto simile a fare un puzzle.

Un puzzle davvero difficile!”

Ci può dire chi era, questo maestro?

“Il fisico Nicola Cabibbo, è morto 14 anni fa e lo consideravo, oltre che un maestro, un po’ un fratello maggiore. Era una persona brillante, un fisico bravissimo che mi ha insegnato quanto è importante la curiosità per chi vuole fare ricerca. Diceva spesso: dobbiamo occuparci solo dei problemi che ci interessano, che ci divertono, altrimenti il nostro lavoro non ha senso”.

A proposito del suo lavoro, lei è diventato famoso per le ricerche sui sistemi complessi. Può spiegarci di cosa si tratta?

“In quasi tutte le città d’Italia, la sera, verso il tramonto, si vedono degli enormi stormi di uccelli che volteggiano e che poi scendono sugli alberi a dormire.

Questi voli servono essenzialmente a segnalare ai compagni che hanno trovato un buon rifugio per la notte, dove non c’è troppo vento (sono uccelli molto freddolosi).

La cosa che stupisce è che questi stormi contano migliaia di uccelli che si muovono in modo coordinato.

Come fanno a mettersi d’accordo? Perché non si scontrano tra loro? Gli stormi hanno sempre forme diverse o ci sono alcune forme fisse che si ripetono?

È quello che volevamo studiare, perciò per un po’ di tempo ci siamo messi lì con una serie di macchine fotografiche digitali per scattare foto agli stormi da angolazioni diverse, e poi abbiamo studiato il risultato alla ricerca dei modelli matematici…

Pensavamo che la forma “tipica” degli stormi fosse più o meno quella di una sfera, invece ci siamo accorti che gli stormi sono per lo più delle frittatine, cioè sono dei cerchi abbastanza schiacciati.

L’altra cosa interessante è che i membri dello stormo non badano alla distanza fra un uccello e l’altro per non scontrarsi, ma ognuno controlla la posizione dei vicini e si regola in base a quella. La distanza quindi varia, anche la posizione di ogni uccello all’interno dello stormo, quello che è davanti può trovarsi di lato e così via, ma il rapporto con i suoi vicini resta più o meno costante…”

Un’altra ricerca importante è quella che ha fatto sui vetri di spin. Sappiamo che sono dei magneti, cioè delle specie di calamite, ma per il resto confesso che non ci abbiamo capito granché… Può darci una spiegazione semplice?

Ci provo. Immagina di dover far sedere tutti gli alunni della tua classe attorno due tavoli… Tu ovviamente speri di finire al tavolo dove ci siano il più possibile tutti i tuoi amici, ma questo vale anche per tutti gli altri studenti… Come si fa a stabilire il metodo più efficiente?

La risposta non è affatto facile, e per provare a trovarla è stato necessario inventare un nuovo tipo di matematica, che per la verità non è ancora del tutto chiara. Ma alcune conclusioni siamo riusciti comunque a trovarle.

Tieni conto che queste ricerche sono molte lunghe, ho cominciato a lavorare sui vetri di spin nel 1979 e ci sono molte cose che ancora non ho capito… E ogni volta che imparo una cosa nuova, mi vengono in mente delle nuove domande”.

Quindi ci sono cose che ancora non si capiscono e, mi par di capire, delle volte anche lei commette errori…

“Gli errori si fanno molto spesso. È come quando si gioca a nascondino: devi cercare dove è il compagno nascosto, vai in una direzione e invece il compagno è da un’altra parte e ti fa tana.

Anche nella scienza uno va avanti, fa delle ipotesi poi cerca di dimostrarle e a volte scopre che si è sbagliato. Sembra che abbia perso tempo, in realtà non è così perché ha capito perlomeno che quella direzione non porta a niente e può muoversi adesso nelle direzioni più giuste.

La cosa importante è non aver paura di fare errori, e allo stesso tempo non bisogna innamorarsi delle proprie idee. Appena ti accorgi di aver sbagliato, devi dire “va bene, ho sbagliato” e non incaponirti… Se ci si accorge che una cosa non funziona, serve il coraggio di buttare tutto subito senza perdere più tempo”.

A proposito di errori, a me viene subito da pensare al cambiamento climatico, un gigantesco “errore” di tutta l’umanità che solo ora stiamo cominciando ad affrontare. Ci può dire cosa ne pensa, e cosa possiamo fare noi per fermarlo?

“La scienza oggi ha fatto grandi passi nel capire come cambia il clima, e nel mio piccolo sono fiero di aver contribuito allo studio delle grandi glaciazioni, per capire come avvengono.

È già dagli anni ’70 e ’80 che i climatologi hanno previsto quello che si sta verificando oggi, avevano ragione e oggi è sotto gli occhi di tutti.

Adesso per prima cosa dobbiamo imparare a fidarci della scienza, o meglio ancora dobbiamo capire perché della scienza bisogna fidarsi.

E poi voi, che siete giovani, dovete spiegare ai vostri genitori e nonni che volete in eredità un pianeta con un clima ragionevole.

E dobbiamo tutti imparare a consumare un po’ meno… Il 20% dell’energia che viene usata in Italia finisce in riscaldamento e aria condizionata, quindi abbassare i termosifoni d’inverno e alzare la temperatura del condizionatore in estate è già molto utile.

E poi, i mezzi pubblici inquinano meno dei mezzi privati, ma c’è bisogno che siano tanti ed efficienti, quindi bisogna convincere i comuni e le regioni a investire in questo senso”.

Come si è sentito quando le hanno annunciato che aveva vinto il Nobel?

“Ho visto una telefonata con il prefisso +46, un paese del Nord Europa, e all’inizio ho pensato “speriamo che non mi stiano facendo uno scherzo”. Perciò quando ho risposto ero tutto concentrato a capire se chi mi parlava stava ridendo oppure no, non mi sono davvero reso conto…  dopodiché sono stato travolto dagli eventi, ho dovuto fare 13 interviste nello stesso giorno, andare in posti diversi per i festeggiamenti e in televisione… Sono entrato in un frullatore al punto che non ho avuto neanche il tempo di emozionarmi”.

Professore, un’ultima domanda, più leggera. Ma oltre alla fisica, che cosa le piace fare?

“Oh, molte cose… Mi piace sciare e nuotare fin da quando ero ragazzo, mi piace andare a mangiare la pizza. E da una certa età in poi ho cominciato a fare balli di gruppo: soprattutto i balli greci, quelli che si fanno in cerchio con tante persone che si tengono per mano.

Accidenti, uno scienziato ballerino! Ma d’altronde, se bisogna essere curiosi di tutto, è giusto così!

L’incontro intervista si è tenuto il 6 febbraio 2024

(ha collaborato ai testi Davide Morosinotto)

This post was last modified on 22 marzo 2024 18:46

Share

Recent Posts

Se non credi in te, chi lo farà?

Lo psicopedagogista Stefano Rossi nel suo ultimo libro si rivolge direttamente ai ragazzi, per aiutarli…

24 aprile 2024

Maratona di Londra 2024: tra record e curiosità

Una corsa storica con costumi da urlo: La Maratona di Londra 2024 uno spettacolo di…

23 aprile 2024

Il 23 aprile è la Giornata Mondiale del Libro (e delle rose)!

Cosa c'entrano le rose con una giornata dedicata alla lettura? Scopriamo insieme le origini ed…

23 aprile 2024

Perché il 25 aprile è Festa della Liberazione d’Italia?

Il 25 aprile è la festa della Liberazione. Ma da che cosa? Perché facciamo festa?…

22 aprile 2024

Proteggiamo la nostra casa: il 22 aprile è la Giornata della Terra

Nella giornata dedicata alla causa ambientale, iniziative ed eventi sparsi per il mondo ci chiamano…

22 aprile 2024

Giornata della Terra 2024: tutto quello che devi sapere

Anche quest’anno Earth Day Italia celebra a Roma questa giornata. Da giovedì 18 a domenica…

22 aprile 2024
Loading