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Individuato l’odore della paura!

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Uno studio americano ha cercato nelle facoltà olfattive il meccanismo di percezione della paura. E ha scoperto che...

Quando siamo spaventati il nostro corpo reagisce a certi stimoli , per poter rispondere alla situazione di pericolo: la temperatura corporea si abbassa, si suda e il sangue fluisce verso le gambe (una reazione primordiale per preparare alla fuga!)

 

Ma cosa scatena davvero la paura?

Il team della dottoressa americana  Linda Buck  pensa che la risposta si trovi... nel nostro naso!
La dottoressa Buck, già  Premio Nobel  nel 2004 proprio per le sue ricerche sui recettori olfattivi, ha infatti condotto uno studio al  Fred Hutchinson Cancer Research Center , a Seattle, dove ha studiato il comportamento delle cavie da laboratorio a seconda degli stimoli che venivano loro sottoposti, traendone delle interessanti conclusioni.
Quando i topolini sentivano  l'odore  della lince rossa  (in particolare, della sua  pipì !), immediatamente mostravano una  reazione istintiva , che in natura avrebbe potuto salvare loro la vita.
La paura infatti innescava negli animaletti un  rapido rilascio di ormoni  che avvisava il cervello del pericolo e preparava il corpo a reagire (o meglio, a fuggire!).

 

Come comprendere appieno il processo chimico del terrore?

Per meglio comprendere il meccanismo, gli scienziati hanno  reso innocuo un virus , modificandolo in modo che  si legasse con gli ormoni  scatenati dalla paura.
Così facendo, quando la cavia fiutava  l'odore  del predatore e innescava la reazione allo stress che stava subendo, i ricercatori hanno potuto individuare in quale  zona della corteccia olfattiva  (cioè la parte del cervello dedicata alla percezione degli odori) il virus si legava con i neuroni, le cellule del cervello.
L'area localizzata è stata ribattezzata  amygdalo-piriform transition area,  più semplicemente  AmPir , e la Buck pensa che una simile struttura neurologica possa essere presente in tutti i mammiferi, e quindi anche  nell'uomo .
SARÀ DUNQUE VERO CHE QUALCUNO "FIUTA IL PERICOLO"?
FONTE: Sciencedaily.com
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Di Niccolò De Rosa