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Esperimenti | La mano sabbiosa

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Esperimenti | La mano sabbiosa

Per creare una mano modellabile tipo scheletro o zombie, perfette per il prossimo Halloween, basta togliere l’aria da un guanto pieno di sabbia. Perché non è magia, ma è tutta questione di attrito e pressione. Ecco come si fa.

Una mano di scheletro o tipo zombie: due idee perfette per il prossimo Halloween! Ma come fare? Focus Junior ti spiega come ottenere, in poche mosse, una perfetta mano... paurosa! E, con la collaborazione del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica Leonardo da Vinci di Milano, ti raccontiamo anche il principio fisico che rende possibile questo effetto.

Ecco il materiale occorrente
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Un guanto di lattice: ci sono quelli “da medico” che funzionano molto bene ma si rompono abbastanza facilmente e ci sono i guanti molto leggeri per lavare i piatti che sono più resistenti
- Un tubetto di gomma lungo circa 30 cm
- Sabbia
- Nastro adesivo
- Un pezzetto di tessuto a trama fitta: va benissimo un pezzetto di collant
- Una pompa aspirante: ci sono pompe per i canotti che possono sia gonfiare sia sgonfiare (aspirando l’aria) o si può usare una piccola pompa per estrarre l’aria dalle bottiglie di vino aperte (si trova al supermarket).

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Come funziona

Il guanto è molto elastico: le dita si allungano e si deformano facilmente, ma appena le si lascia andare tornano alla forma e alla lunghezza originaria. Con la sabbia la situazione non cambia molto: la forza elastica del lattice di cui è fatto il guanto è ben superiore all’inerzia della sabbia e alle piccole forze di attrito fra i suoi granelli (foto sotto). L’uso della pompa cambia la situazione. Aspirando l’aria diminuisce la pressione interna rispetto a quella esterna: ora l’aria esterna schiaccia il guanto e la sabbia. I granelli premono con forza l’uno sull’altro e l’attrito fra loro rende difficile lo scorrimento. Quando si tira una delle dita i granelli si spostano in una nuova posizione, ma quando si smette di tirare la forza elastica del lattice non riesce a vincere l’attrito fra i granelli: la sabbia non torna nella posizione iniziale.

Questo  esperimento è fatto in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano