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Un lungo sbadiglio è prova di intelligenza!

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Uno studio americano sostiene che lo sbadiglio è un segnale di intelligenza: la sua durata è connessa al numero di neuroni presenti nella corteccia cerebrale. Scopriamo questa interessante teoria!

Gli esseri umano sbadigliano più delle altre specie perché sono più intelligenti. Questa la teoria sostenuta da uno studio della University of New York at Oneonta e pubblicato su Biology Letters, che vede nello sbadiglio un segnale di "abbondanza neuronale".

Penso, quindi...Sbadiglio!

Lo sbadiglio è un fenomeno fisiologico ancora poco chiaro per la scienza anche se negli anni passati lo studioso Andrew C. Gallup aveva ipotizzato che tale azione non controllata agisse come una specie di termoregolatore per abbassare o alzare la temperatura corporea in base al clima esterno (ecco che sarebbe spiegato dunque perché d'estate, quando fa più caldo, si sbadigli di meno).

Proprio Gallup è stato uno degli autori principali della ricerca più recente, la quale ha messo in correlazione la lunghezza dello sbadiglio all'intelligenza di una specie.

Scommettiamo che guardando questa foto sbadiglierai anche tu?
Credits: Ipa-agency

Per testare questa teoria, gli scienziati hanno preso in considerazione 177 soggetti di 24 specie diverse (umani, pecore, cammelli, scimpanzé, elefanti, conigli ecc...) e ne hanno cronometrato i 205 sbadigli.

Gli esseri umani sono risultati essere la specie che sbadiglia più a lungo (una media di sette secondi), seguiti da elefanti (sei) e scimpanzé (cinque).

Più sbadigli a lungo, più sei intelligente!

Per gli autori dell'esperimento, ciò è da imputare ad una maggior complessità della struttura cerebrale: se infatti l'uomo non ha il cervello più grosso e pesante in natura, è però vero che possiede un più alto numero di neuroni all'interno della corteccia cerebrale, fatto che ne decreta la maggior intelligenza.

Una tale struttura quindi necessità di molto più tempo per raffreddarsi e regolare la circolazione, cosa che spiegherebbe pertanto lo sbadiglio più prolungato rispetto ad una pecora o a una scimmia.

FONTE: Biology Letters

 

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