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Quante cose si possono fare da sdraiati?

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Oggi lo stare sdraiati è sinonimo di pigrizia, ma stare orizzontali è il modo migliore per immaginare e fare tante altre cose...

Qualche anno fa lo scrittore Michele Serra dedicò agli “sdraiati” un libro, facendoli diventare il simbolo di una generazione di adolescenti pigra, svogliata, poco responsabile, priva di ideali e incapace di sognare. Del resto, sempre impegnati in mille attività, in costante movimento e in continua lotta contro la gravità, lo stare sdraiati è spesso visto come una perdita di tempo, durante la quale non si fa e non si produce niente. Ma è proprio vero?

SOGNARE

A ben guardare, è proprio da sdraiati che, assecondando invece di contrastare la forza di gravità, la nostra mente produce i sogni migliori. Non solo quelli che facciamo passando circa un terzo della nostra vita a dormire. Ma anche quelli a occhi aperti, distesi su un prato a guardare le nuvole o a contemplare il cielo stellato. Insomma, in orizzontale è più facile lasciarsi andare alle fantasticherie. Lo sanno bene gli psicoanalisti che, per far sentire i pazienti più liberi di esprimersi e di concentrarsi su se stessi, durante le sedute li fanno spesso sdraiare su un lettino.

LAVORARE

Ma anche da un punto di vista più concreto, sono molte le cose che si possono fare in orizzontale, oltre, naturalmente, a nascere, dormire, procreare e, ahinoi, morire.

Si crede, ad esempio, che Michelangelo abbia dipinto la Cappella Sistina da sdraiato. In realtà non è così: usò ponteggi di legno progettati da lui stesso ma dipinse in posizione eretta. Vero è, però, che molti artisti amavano questa posizione per realizzare le proprie opere: da Matisse, che dipingeva a letto fissando i pennelli ad alcuni bastoncini, a scrittori come Marcel Proust, Marc Twain o Truman Capote, che si definiva un "autore completa- mente orizzontale”.

Anche alcuni mestieri (meccanico, minatore...), sport (slittino...), o lo yoga in alcune posizioni, vanno praticati da sdraiati. Sono eccezioni ma, nel mondo del lavoro, in molte aziende si stanno riscoprendo le virtù dello stare sdraiati, magari per un pisolino, per ricaricare le energie. E c’è chi, come la Metronaps (www.metronaps.com) ha messo punto una poltrona hi-tech per riposarsi in ufficio.

RICEVERE

Al risveglio, per passare dalla posizione orizzontale a quella verticale, re Luigi XIV teneva impegnate decine di persone, obbligate a rendergli servigi di ogni sorta. Del resto, nelle corti europee, a quei tempi il letto non si usava solo per dormire: ne esisteva un altro, sontuoso e detto “di rappresentanza”, dove si ricevevano gli ospiti (potersi sedere sul letto era un onore) e si sbrigavano faccende di ogni genere.

E ancora oggi il luogo in cui si sta sdraiati ha per alcuni popoli significato simbolico: le amache in cui dorme una popolazione indigena dell’Amazzonia, ad esempio, sono appese ad altezze diverse secondo età, sesso e grado di parentela dei proprietari.

PROESTARE

Sdraiarsi può essere anche un gesto di protesta quando è compiuto, insieme ad altre persone che condividono le stesse idee, durante una manifestazione o un flash mob.

MANGIARE...E SCRIVERE

Tra gli antichi Greci e Romani anche mangiare era un’attività che si poteva fare da sdraiati, spaparanzati nel triclinium: il locale adibito a sala da pranzo in cui erano sistemati 3 letti per padroni di casa e ospiti. Infine da sdraiati (causa caduta su un piede di un tavolino di mar- mo che vi ha immobilizzato a letto) si può persino scrivere un articolo... sugli sdraiati!