Donna Moderna
FocusJunior.it > Scienza > Curiosità scientifiche > Perché abbiamo il colore della pelle diverso?

Perché abbiamo il colore della pelle diverso?

Stampa
Perché abbiamo il colore della pelle diverso?
Shutterstock

Anticamente il colore della pelle era lo stesso per tutti i nostri antenati: poi l'evoluzione e la diversa esposizione ai raggi solari hanno cambiato i pigmenti dei vari popoli

Nel mondo il colore della pelle umana si distribuisce su una tavolozza dalle innumerevoli sfumature: per arrivare a questa ricchezza di colori sono servite decine di migliaia di anni. Ma se i colori sono diversi, la storia evolutiva dalla quale hanno origine è la stessa.

ANTENATI COMUNI

Come sappiamo, la pelle più scura è vantaggiosa per chi vive nelle regioni assolateattorno all’equatore, mentre quella più chiara lo è per chi abita nelle regioni più fredde, meno assolate e più vicine ai poli. Semplice, no? Eppure, diversi milioni di anni fa, questa distinzione non esisteva. Ominidi come l’Australopiteco Lucy avevano la pelle ricoperta da una fitta peluria, non molto diversa da quella degli scimpanzé. Quando l’uomo prese a cacciare con andatura eretta negli spazi aperti e assolati della savana, si liberò dei peli in eccesso - un processo che facilitò la sudorazione e la dispersione del calore.

La pelle scoperta era però più esposta ai raggi solari ultravioletti, che in quantità elevate hanno la capacità di degradare i folati, vitamine che il corpo umano utilizza per produrre nuove cellule. Ecco il nocciolo del problema: per stare bene abbiamo bisogno sia di folati sia di un’altra vitamina, la D, indispensabile per la salute delle ossa. L’esposizione al Sole stimola la produzione di vitamina D, ma in dosi eccessive distrugge i folati: per produrre la prima e proteggere i secondi, abbiamo bisogno della giusta dose di Sole, né più, né di meno. Insomma, è tutta una questione di equilibrio!

DIVERSA LATITUDINE, DIVERSA ESPOSIZIONE, DIVERSA COLORAZIONE

Se l’intensità dei raggi che ci investono è determinata dalla posizione geografica in cui viviamo, la quantità di raggi che penetra nell’organismo dipende dalla concentrazione di melanina - un pigmento marrone scuro presente in maggiori quantità nella pelle di chi vive a latitudini tropicali, che protegge la pelle da quei raggi. Mentre di norma, la luce solare demolisce i folati, nelle pelle scura questa distruzione è ostacolata dalle elevate quantità di melanina. Ecco perché nelle aree molto calde e assolate la selezione naturale ha favorito una carnagione scura.

Con il tempo, l’uomo si spostò verso nord e verso sud, muovendosi dall’equatore verso località più vicine ai poli. Qui il problema principale non era più contrastare i raggi UV dannosi, ma produrre abbastanza vitamina D nonostante la poca esposizione solare: bisognava permettere che una certa quantità di raggi solari fosse assorbita dalla pelle (e quindi, occorreva meno melanina, che è un “filtro solare” naturale). Nelle regioni più settentrionali, la pelle è perciò più chiara.

Grazie a questi meccanismi, diverse popolazioni, a diverse latitudini e in diversi momenti storici hanno sviluppato diversi colori della pelle. Una differenza solo superficiale e nata dalle stesse, universali esigenze di adattamento. Chi si ferma a livello dell’apparenza e pensa che questa possa essere usata come motivo di discriminazione, è semplicemente razzista.

FONTE: Smithsonian - National Museum of Natural History