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Hai un deja-vu? È il cervello che sta facendo la scansione “antivirus”!

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Una ricerca dell'Università di Sant'Andrews, in Scozia, propone una nuova spiegazione a quella strana sensazione di trovarsi un un momento già vissuto: sarebbe il cervello che risolve un piccolo "bug"

Il déjà vu è la particolare sensazione di aver già vissuto il momento in corso e da anni gli scienziati si stanno arrovellando le meningi per comprenderne le cause: rielaborazione di sogni? Falsi ricordi? La soluzione, potrebbe essere giunta dalla Scozia.

 

Il Team di ricerca dell'Università di S.Andrew, supervisionati dal Dottor Akira O'Connor, ha infatti avanzato una teoria secondo la quale il déjà vu altro non sarebbe che un segnale inviato dal cervello per comunicare la scoperta di un errore.

 

Come in una specie di "Antivirus" dunque, il cervello passerebbe in rassegna i nostri ricordi e, una volta trovato un contrasto tra ciò di cui abbiamo realmente avuto esperienza e quello che invece pensiamo soltanto di aver già vissuto, ci avviserebbe mediante l'impressione di déjà vu.

L'esperimento

O'Connor e i suoi sono giunti a tali conclusioni al termine di ripetuti test su volontari sottoposti a risonanza magnetica: ai 21 volontari coinvolti è stata fatta ascoltare una lista di parole correlate (come cuscino, letto, notte), senza però che venisse espressa la parola che le accomunava (in questo vaso,sonno).

Dopo qualche minuto dal termine della seduta, le persone apparivano convinte di aver udito anche la parola mancante.

 

Per indurre la sensazione di déjà vu poi, i ricercatori hanno chiesto quindi ai volontari se avessero udito una parola che iniziasse con la "s". I soggetti hanno risposto di no, trovandosi pertanto ad escludere di aver udito anche la parola sonno. Allo stesso tempo, però, quella parola suonava senso familiare, così come familiari ci appaiano le situazioni di déjà vu.

Se il déjà vu indotto avesse avuto a che fare con la memoria infatti, gli scienziati si sarebbero aspettati di osservare l'attivazione delle aree cerebrali coinvolte nella gestione dei ricordi. Invece, si è osservata l'accensione delle aree frontali del cervello, deputate ai processi decisionali.  Da qui la teoria della "scansione anti-virus"!

 

Se fosse veramente così, il déjà vu potrebbe essere una prova del buon funzionamento del sistema di verifica dei nostri ricordi.

 

FONTE: Newscientist

 

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