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Terremoto | Un fenomeno spiegato dalla tettonica a zolle!

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Terremoto | Un fenomeno spiegato dalla tettonica a zolle!

Come nascono i terremoti? Perché alcune zone sono più a rischio di altre? Scoprilo con Focus Junior

L'Italia è un Paese sottoposto ad attività sismica. Significa che putroppo in queste zone i terremoti sono frequenti.

Stanotte, ad esempio, un terremoto di magnitudo 4,6 con epicentro 11 chilometri a est di Ravenna ha fatto tremare l'Emilia Romagna e il Veneto. Tanta paura ma danni lievi, per fortuna.

Tutti noi però abbiamo ancora negli occhi le immagini di Amatrice, rasa al suolo nell'estate del 2016 o di L'Aquila, messa in ginocchio nel 2009.

Ma perché si verificano i terremoti?

Dove tutto inizia: la teoria delle zolle

Per spiegare il fenomeno dei terremoti è necessario fare riferimento alla teoria della tettonica a zolle (o tettonica delle placche) elaborata nel 1912 dallo scienzato tedesco A. Wegener. Secondo questa teoria, la parte superiore della Terra è suddivisa in due strati con diverse proprietà.

Lo strato superiore, la litosfera, è rigido , spesso circa 100 km sotto ogni continente e 50 km sotto gli oceani. Lo strato sottostante, detto astenosfera, è "soffice, morbido" e si estende fino a 700 km di profondità.

Gli effetti di un terremoto possono essere devastanti | Pixabay

La litosfera poi è suddivisa in placche maggiori e secondarie, non stazionarie, ossia che non sono ferme in un punto, ma galleggiano spostandosi di circa 2-10 cm all'anno, scorrendo sulle rocce sottostanti della astenosfera. 
È grazie a questi movimenti che si sono creati i continenti!
I terremoti avvengono in maggior numero proprio dove una placca si incontra con l'altra, queste infatti sono aree tettonicamente attive, ossia dove le placche si muovono più o meno lentamente sfregando o cozzando le une rispetto alle altre. Raramente i terremoti avvengono lontano dalle zone di confine tra placche.

Il movimento delle placche è così suddiviso: se i confini di due placche sono convergenti si parla di "trenches" (fosse), se sono divergenti si parla di "ridges" (dorsali), se i confini si muovono orizzontalmente l'uno rispetto all'altro si parla di "transforms" (trasformi). 

Tettonica a zolle
Quando le zolle convergono, si verifica il fenomeno di "subduzione": una zolla cioè "s'infila" sotto un'altra.
Credits: Shutterstock

In generale il movimento delle placche è lento, costante e impercettibile, tuttavia in alcuni momenti e in alcune aree, a causa delle forze interne, delle pressioni, tensioni e attriti tra le masse rocciose questo movimento avviene in maniera improvvisa e repentina sviluppando così un terremoto, la cui potenza viene calcolata usando una scala di misura convenzionale.

Al mondo ce ne sono due: la scala Mercalli e la scala Richter, così chiamate dai nomi degli scienziati che le hanno elaborate.

Ecco qui sotto un video che spiega la teoria della tettonica a zolle

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Il terremoti che colpiscono il nostro Paese dipendono dunque dal movimento delle placche. In particolare, l'Italia si trova proprio sul margine di due grandi placche: quella africana e quella euroasiatica.

Il movimento di queste due zone terrestri provoca accumulo di energia e a volte, la sua improvvisa liberazione sotto forma di terremoti. Pensate: dal 1900 a oggi, nel nostro Paese si sono verificati più di 30 terremoti molto forti. E centinaia e centinaia di scosse minori.