Donna Moderna
FocusJunior.it > Scienza > Ambiente > Terremoti > Terremoto | Un fenomeno spiegato dalla tettonica a zolle!

Terremoto | Un fenomeno spiegato dalla tettonica a zolle!

Stampa

Come nascono i terremoti? Perché alcune zone sono più a rischio di altre? Scoprilo con Focus Junior

Il Messico (come l'Italia) è un Paese sottoposto a una grande attività sismica. Significa che in queste zone i terremoti sono frequenti, purtroppo.

La sera del 21 agosto 2017, ad esempio, la scossa che ha colpito l'isola di Ischia ce ne ha dato una nuova e non desiderata dimostrazione, anche se la violenza di quell'episodio impallidisce di fronte alla catastrofe che nelle scorse ore si è abbattuta sul Messico: interi palazzi crollati, quartieri distrutti, più di duecento morti.

Perché accade tutto ciò?

Per spiegare il fenomeno dei terremoti è necessario fare riferimento alla teoria della tettonica a zolle (o tettonica delle placche) elaborata nel 1912 dallo scienzato tedesco A. Wegener. Secondo questa teoria, la parte superiore della Terra è suddivisa in due strati con diverse proprietà . Lo strato superiore, la litosfera, è rigido , spesso circa 100 km sotto ogni continente e 50 km sotto gli oceani. Lo strato sottostante, detto astenosfera, è "soffice, morbido" e si estende fino a 700 km di profondità.

pixabay

La litosfera poi è suddivisa in placche maggiori e secondarie, non stazionarie, ossia che non sono ferme in un punto, ma galleggiano spostandosi di circa 2-10 cm all'anno, scorrendo sulle rocce sottostanti della astenosfera. E' grazie a questi movimenti che si sono creati i continenti!

I terremoti avvengono in maggior numero proprio dove una placca si incontra con l'altra, queste infatti sono aree tettonicamente attive, ossia dove le placche si muovono più o meno lentamente sfregando o cozzando le une rispetto alle altre. Raramente i terremoti avvengono lontano dalle zone di confine tra placche.

 

Il movimento delle placche è così suddiviso: se i confini di due placche sono convergenti si parla di "trenches" (fosse), se sono divergenti si parla di "ridges" (dorsali), se i confini si muovono orizzontalmente l'uno rispetto all'altro si parla di "transforms" (trasformi). 

pixabay

In generale il movimento delle placche è lento, costante e impercettibile, tuttavia in alcuni momenti e in alcune aree, a causa delle forze interne, delle pressioni, tensioni e attriti tra le masse rocciose questo movimento avviene in maniera improvvisa e repentina sviluppando così un terremoto, la cui potenza viene calcolata usando una scala di misura convenzionale. Al mondo ce ne sono due: la scala Mercalli e la Scala Richter, così chiamate dai nomi degli scienziati che le hanno elaborate.

 

Ecco qui sotto un video che spiega la teoria della tettonica a zolle

GUARDA IL VIDEO, CLICCA PLAY


Il terremoti che colpiscono il nostro Paese dipendono dunque dal movimento delle placche. In particolare, l'Italia si trova proprio sul margine di due grandi placche: quella africana e quella euroasiatica. Lo stesso discorso si può fare per il Messico.

Il movimento di queste due zone terrestri provoca accumulo di energia e a volte, la sua improvvisa liberazione sotto forma di terremoti. Pensate: dal 1900 a oggi, nel nostro Paese si sono verificati più di 30 terremoti molto forti . E centinaia di piccoli.