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Terremoto nel cuore d’Italia: ecco cosa è successo

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Una forte scossa sismica nella notte tra il 23 e il 24 agosto ha raso al suolo i paesi di Amatrice a Accumoli, con gravi danni a edifici e persone. Ecco cosa è accaduto nel sottosuolo

Milioni di italiani si sono trovati sbalzati dal letto quando, intorno alle 3.30 del mattino del 24 agosto, la terra ha tremato. Una scossa potente, potentissima, seguita da altre piccole ondate di assestamento.

 

L'epicentro è stato rilevato nella zona dei Monti Reatini, territorio dove in pochi chilometri si incontrano i confini di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo.

Tutto il Centro Italia ha avvertito il sisma che ha quasi raso al suolo i paesi di Amatrice e Accumoli. Molte le vittime e i danni.

Cosa è successo?

Ai piedi dei Monti della Laga, che si snodano tra la provincia laziale di Rieti e il territorio abruzzese, alle ore 3.36 del mattino e a soli 4 km di profondità, una frattura nel sottosuolo chiamata faglia si è mossa, abbassando una consistente porzione di terreno e provocando onde sismiche di magnitudo 6 sulla Scala Richter (il massimo teorizzato è 10!).

La zona dei Monti della Laga è infatti composta da rocce che i geologi chiamano di origine “torbiditica”, la cui età è di circa 6-7 milioni di anni. Tale "successione torbiditica" è composta generalmente da arenarie, materiali paragonabili alla sabbia o all'argille, e dunque molto friabili.

 

Queste rocce sono l'accumulo dei resti di vere frane sottomarine che seguivano i movimenti di contrazione e sollevamento del Gran sasso.

Il materiale residuo dunque andava a riempire un bacino di mare molto profondo che continuava a sprofondare, generando strati di suolo dove ora sorgono i monti e i paesi interessati dal sisma.

Ulteriori movimenti nel corso di 2/3 milioni di anni successivi, contribuirono a creare una frattura sotterranea, una faglia appunto, che da allora rende la zona soggetta a scosse e assestamenti, sebbene il terremoto del 24 agosti sia il più intenso mai registrato in quello spazio.