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Messico, due forti terremoti in pochi giorni. Perché?

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Messico, due forti terremoti in pochi giorni. Perché?
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Il devastante terremoto del 19 settembre era stato preceduto da una scossa ancora più forte dodici giorni prima a più di 600 km di distanza. C'è una correlazione? Come mai la zona è tanto sismica? Scopri di più con Focus Junior

Negli ultimi giorni tutto il mondo sta osservando con sgomento il terribile evolversi della situazione in Messico, dove il 19 settembre un terremoto di magnitudo 7.1 ha colpito il cuore del paese, radendo al suolo una buona parte di Città del Messico, la capitale che ora conta a centinaia i morti e i feriti.

 

Dodici giorni prima però, al largo della costa si era già verificato un fenomeno sismico ben più violento (30 volte più potente, secondo gli esperti), i cui effetti però sono stati molto meno catastrofici.

Esiste una connessione tra le due scosse?

I geologi tendono ad escludere un rapporto diretto tra i due episodi, benché entrambe siano avvenuti sulla stessa placca.

 

I terremoti infatti sono causati dal movimento di grosse placche (fenomeno spiegato dalla cosiddetta Teoria della Tettonica a Zolle) che compongono la superficie della crosta terrestre.

Il Messico infatti si trova proprio a ridosso della Placca di Cocos (quella che nella foto di copertina costeggia tutto il lato occidentale del paese) e ciò lo rende un paese molto sismico, poiché maggiormente esposto alle onde causati dagli spostamenti della placca, la quale si muove per subduzione: la placca infatti si sposta sotto la placca nordamericana .

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Il 7 settembre è successo proprio questo: una faglia (ossia una frattura nella roccia) si è mossa per 100 km, scatenando un sisma di magnitudo 8.1. Un evento impressionante, ma comunque troppo lontano dal luogo del secondo terremoto per esserne la causa scatenante.

 

L'ipocentro del terremoto che ha devastato Città del Messico (vale a dire il vero punto in profondità dove avviene la spaccatura, che in questo caso si è verificata a ben 57 chilometri di profondità) è stato registrato a 650 km di distanza!

Ecco perché gli studiosi non pensano che i due sismi siano correlati da un filo diretto, anche se è possibile che il primo abbia "accelerato" la venuta del secondo. La geologia  è infatti una scienza che ha ancora ampi orizzonti da approfondire e le risposte non sono sempre certe.

Perché, ad esempio, il secondo sisma si è verificato al centro della placca, e non al bordo, dove invece è più probabile che si generi uno scontro capace di originare potenti cosse

Domande cui solo lo studio dei geologi potrà fare luce!

FONTE: Focus, Corriere