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Giornata mondiale della Biodiversità: salviamo la frutta!

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Giornata mondiale della Biodiversità: salviamo la frutta!
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In occasione della giornata dedicata alla protezione degli equilibri naturali nel nostro pianeta l'associazione Coldiretti ha lanciato l'allarme secondo il quale in Italia starebbero scomparendo tre varietà di frutta su quattro!

Siamo alla frutta. E tra poco mancherà anche quella!

In occasione della Giornata Mondiale della Biodiversità, l'evento che ogni 22 maggio ci ricorda l'importanza di tutelare le differenti specie e ambienti del pianeta, gli esperti del settore hanno dipinto un quadro tutt'altro che rassicurante.

 

Secondo la Coldiretti, associazione che rappresenta le realtà agricole del nostro Paese, in Italia sarebbero spariti 3 frutti su 4.

 

«In Italia nel secolo scorso si contavano 8.000 varietà di frutta, mentre oggi si arriva a poco meno di 2.000 e di queste ben 1.500 sono considerate a rischio di scomparsa»

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Le cause? Inquinamento e cambiamenti climatici, ma soprattutto un'economia che punta sulla quantità piuttosto che sulla qualità e che porta a coltivare specie estranee al territorio per poter vendere sempre più prodotti. Questo toglie spazio e risorse alle specie autoctone (ossia "native" della zona, che esistono da sempre in un luogo), le quali si vedono sempre più sostituite da frutta e verdura provenienti dai grandi Paesi esteri.

Ecco perché serve proteggere la diversità dei vari ambienti!

Non solo frutta

Il problema però non riguarda solo ciliegie o pomodori. Secondo gli esperti infatti tra il 1970 ed il 2000 la varietà di specie animali e vegetali nel mondo è diminuita del 40% e oltre la metà del pianeta è stata modificata irreparabilmente per ospitare le attività umane.

In Italia poi, su oltre 2800 specie prese in considerazione ben 596 sono a rischio di estinzione (il 20%).

 

Riduzione della natura incontaminata, caccia selvaggia, emissioni inquinanti di mare, aria e suolo, lenta scomparsa delle coste: le tematiche da affrontare sono tante e gli scienziati e gli enti ambientalisti chiedono seri cambiamenti da parte delle grandi potenze mondiali.