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Storia di Ulisse, un gattino da salvare

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I focusini Isabella e Vito ci raccontano la  storia del piccolo Ulisse, micio di Altamura

Isabella e Vito sono due focusini di Altamura , paese in provincia di Bari. Ci hanno scritto la loro esperienza con il piccolo Ulisse , un micetto orfano e trovatello. Noi ve la proponiamo perché ci piace condividere con tutti voi la grande esperienza di solidarietà dei nostri due lettori. Anche se, vi avvisiamo subito , non è una storia a lieto fine. Ecco cosa ci hanno scritto .
Caro Focus Junior,
quest' estate abbiamo vissuto un' esperienza che ha coinvolto tutta la nostra famiglia e dato che su Focus Junior numero 128 avete dedicato un articolo al pronto soccorso degli animali abbiamo deciso di raccontarvela. Agli inizi di agosto, in campagna, abbiamo sentito dei miagolii molto forti (che sembravano strida) provenienti da uno strano buco nel muro . Li facevano due piccoli gattini dal pelo rosso e bianco che avevano pochissimi giorni di vita. In un primo momento abbiamo deciso di aspettare che la madre tornasse, ma dato che ciò non avveniva, mia madre, mia sorella ed io abbiamo deciso di prendercene cura.

 

Anche se non avevamo un ciuccetto abbiamo provato a dare loro il latte attraverso un'improvvisata cannuccia. Quella stessa notte però uno di loro, il più piccolo , morì, e pregammo che il sopravvissuto non facesse la sua stessa fine. Per questo decidemmo di portarlo a casa . Seguendo i consigli di un sito ufficiale dedicato ai trovatelli, ce ne siamo presi cura . Abbiamo comprato il ciuccetto e il latte che almeno in parte poteva sostituire quello materno e dopo vari sforzi, Ulisse (questo era il nome che gli demmo) imparò a ciucciare. Era emozionante tenerlo in mano . Finalmente quel cucciolo sentiva il nostro calore. Più che miagolare, sembrava facesse "qua qua qua" perché (pensavamo) in campagna aveva sentito il verso delle anatre di nostro zio . Capimmo veramente come ci si prende cura di un neonato, anche svegliandoci più volte la notte .

 

Dopo qualche giorno di amorevoli cure, le  sue orecchie si drizzarono e riuscimmo ad aprirli con dell' acqua  sterilizzata i suoi occhi. Quei suoi occhioni neri ci fissavano come per  dirci "Grazie!". Alcune settimane più tardi , il piccolo ha cominciato ad  avere alcuni problemi (come ad esempio scariche di diarrea, ecc), e i  veterinari a cui ci siamo rivolti già ci preannunciavano che le possibilità  che vivesse erano scarse, anzi nulle. I primi giorni di settembre, Ulisse  cominciò a non dare segni di vita, a non rispondere ai nostri richiami e a  non voler più mangiare .

 

Decidemmo di portarlo  all'ospedaletto veterinario degli animali, a Bari . Qui alcune infermiere se  ne sono prese cura per un giorno, ma quando telefonavamo per sapere  notizie, ci dicevano sempre che la situazione era stazionaria. Poi alle  14:30 del 2 settembre arriva la telefonata che non volevamo arrivasse mai : "E' morto". Tutti i nostri sogni e desideri, in cui lo vedevamo  crescere e diventare un abile gatto, svanirono. Quella stessa sera lo  riportammo nella campagna , proprio dove sua madre decise di non prendersene  cura, per dargli un posto in cui potesse riposare in pace. Ammiriamo  moltissimo coloro che ogni giorno si prendono cura di animali orfani o  feriti e vogliamo che questa storia non venga dimenticata.....
Grazie da Vito e Isabella

 

E allora, cari focusini, qual è la morale di questa storia ? Ce n'è più di una. Una è che la natura fa il suo corso , sempre. Perciò, se mamma gatta ha abbandonato i due micetti, probabilmente è stato per dare più possibilità di agli altri della cucciolata .  Un'altra è che dobbiamo essere grati ad amici come Isabella e Vito , che hanno dedicato il loro tempo e il loro amore al piccolo Ulisse. Sono tante, in Italia , le persone che, allo stesso modo di Isabella e Vito si prendono cura degli animali randagi. Per esempio i volontari dell' Associazione randagi felici di Roma e Santa Marinella , che per finanziare il mantenimento delle colonie feline di cui si occupa si sono inventati il Mercamicio (mercatino-del-micio),  un'idea per la rivendita di oggetti che a qualcuno non servono più ma che, invece, possono avere una nuova vita nella casa di qualcun altro. E che, nello stesso tempo, possono  aiutare i volontari a curare e nutrire i mici randagi grazie ai denari ricavati dalla vendita.

 

Come la pensate, cari focusini? Dite la vostra!