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Tragedia di Corinaldo: si poteva evitare?

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Tragedia di Corinaldo: si poteva evitare?
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Il disastro accaduto il 7 dicembre alla discoteca La Lanterna Azzurra di Corinaldo (Ancona), dove avrebbe dovuto esibirsi il trapper Sfera Ebbasta, proietta ombre sul modo in cui vengono gestiti i luoghi del divertimento dei ragazzi

Mentre il Paese intero si stringe intorno alle famiglie delle vittime e spera nel miglioramento dei sette ragazzi che ancora versano in gravi condizioni, prosegue la ricerca della verità dietro all'insensata tragedia consumatasi al "concerto" di Sfera Ebbasta.

Una bravata finita male? Un tentativo di furto? Un guasto all'impianto del locale? Gli inquirenti stanno battendo tutte le piste, ma per ora l'unica cosa certa è che quella maledetta sera qualcosa non ha funzionato e che sei persone hanno perso la vita solo per essere andati ad assistere all'esibizione del loro idolo.

Quello che sappiamo

La sera tra il 7 e l'8 dicembre alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo (in provincia di Ancona), un gran numero di fan del trapper Sfera Ebbasta - perlopiù giovani e giovanissimi - era in attesa dell'arrivo del cantante.

L'esibizione di Sfera Ebbasta, secondo quando riportato sui biglietti, era prevista per le ore 22.00, ma a mezzanotte inoltrata il trapper non era ancora arrivato in discoteca. A un certo punto centinaia di ragazzi si sono accalcati verso l'uscita perché improvvisamente si è levata una nube urticante. La folla ha cercato di raggiungere l'esterno, fermandosi su una rampa-ponticello di cemento.

Quante persone erano presenti in discoteca? Il numero non è ancora chiaro.
Credits: Shutterstock

Il fuggi-fuggi generale è risultato incontrollabile. Secondo i filmati diffusi in rete e il questore di Ancona Oreste Capocasa, una delle ringhiere della rampa ha ceduto e così decine di ragazzi sono caduti di sotto. Nella calca sono rimasti schiacciati fatalmente cinque ragazzi tra i 14 e i 16 anni (Asia Nasoni, Daniele Pongetti, Emma Fabini, Benedetta Vitali e Mattia Orlandi) e una mamma, Eleonora Gerolimini, che si era recata al concerto per accompagnare la figlia di 11 anni.

Oltre 100 i feriti, di cui sette molto gravi. Le condizioni di quattro dei sette ragazzi ricoverati in gravi condizioni sono migliorate; una ragazza di 15 anni, ieri, è uscita ieri dal coma e oggi altri quattro feriti hanno ripreso a respirare autonomamente.

Le indagini e le responsabilità

Le indagini sono in corso e la responsabilità di questa sciagura sono ancora da accertare. Le ipotesi al vaglio delle Forze dell'ordine sono diverse: si è parlato di un ragazzo col cappuccio che avrebbe usato uno spray urticante all'interno della discoteca o di una gang che avrebbe usato lo spray per derubare, di troppe persone presenti nel locale rispetto a quanto previsto dalle norme sulla sicurezza. All'esame anche l'orario di inizio dell'esibizione dichiarato sul biglietto e non rispettato.  

Il ragazzo con il cappuccio o la gang

 

Quanti erano presenti in discoteca?

Molto confusa finora la questione riguardante le responsabilità dei gestori della Locanda Azzurra. Le voci che parlavano di 1.400 biglietti venduti sono state smentite dai Carabinieri. «Sono 680 i biglietti venduti e quasi 500 quelli staccati - ha chiarito il comandante Cristian Carrozza - La capienza della sala del concerto è di 459 persone, due le sale aperte al piano terra, mentre quella interrata non era fruibile. La cifra diffusa ieri di circa 1.400 biglietti si basava sui numeri delle matrici».

Un dei tre gestori della discoteca inoltre ha dichiarato: «Non c'erano 1400 persone come dicono tutti. Assolutamente. Secondo me non arrivavano a mille, anzi calcolando quelli che erano fuori a fumare, dentro ce n'erano poco più di 800 - si è difeso Marco Cecchini in un'intervista al QN - È un locale che ha contenuto molta più gente. Era sicurissimo. Tra l'altro ho consegnato ai carabinieri i blocchetti dei biglietti venduti e quelli invenduti».

Dichiarazioni del buttafuori su repubblica

Ad ascoltare i racconti raccolti da diverse testate giornalistiche però, pare che non tutti siano entrati con un biglietto stampato per il concerto. Qualcuno ha guadagnato l'accesso al locale semplicemente prenotando un tavolo per la discoteca.

Diversi testimoni hanno infatti dichiarato di essere entrati senza biglietto, ma solo con un braccialetto o un cartoncino avuto in cambio dei soldi dati ai PR (cioè giovani che invitano alle feste o eventi in discoteca). 

L'orario di inizio

Altro elemento da non sottovalutare è stata l'attesa di molte ore, rispetto all'orario annunciato, dell'esibizione del cantante.

Il Live di Sfera sarebbe dovuto iniziare alle 22.00, ma a mezzanotte il trapper era ancora a Rimini - a più di un'ora di macchina  - a cantare sul palco dell'Altromondo.

Come mai questo ritardo facilmente pronosticabile non è stato comunicato in alcun modo? Il social media manager della Thaurus, agenzia di promoting di Sfera Ebbasta ha declinato ogni responsabilità scaricandola sui gestori del locale di Corinaldo, e ha bollato come bugiardi coloro i quali hanno affermato che il rapper non sarebbe mai arrivato.

Non è infatti inusuale - dicono dallo staff di Sfera - che un artista partecipi a due eventi nel corso della stessa serata.

Ma di sicuro la poca chiarezza nel comunicare la tipologia dell'evento - più un dj-set con comparsata dell'artista che un vero e proprio concerto -  ha contribuito a creare i presupposti per una situazione che poi è degenerata.

I precedenti

Non è il primo concerto in cui si spruzza gas urticante e si scatena il panico. Era già successo a...

Possibile che il responsabile dei controlli all'ingresso non potesse evitare l'introduzione delle bombolette di spray urticante? Perché gli organizzatori dei concerti non pretendono controlli più severi? Come dimostra la tragedia di Corinaldo, gli appelli dei rapper dal palco si sono rivelati inutili.

La giusta rabbia dei ragazzi

https://www.corriere.it/cronache/18_dicembre_09/ancona-generazione-lanterna-azzurra-cosi-social-ragazzi-sfogano-rabbia-la-tragedia-5f3b9f64-fc02-11e8-b5c8-9e33310709fc.shtml

 

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