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Tra magia e religione: il mondo degli sciamani

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Chi sono gli sciamani? Soprattutto, esistono ancora? Per scoprirlo lo scrittore Davide Morosinotto è andato in Perù. E ne ha incontrato uno.

Oggi sono quasi scomparsi, ma un tempo quasi ogni villaggio ne aveva uno. Erano uomini e donne misteriosi a metà tra il mago, il medico e il sacerdote. Si chiamavano sciamani, e prima dello sviluppo della scienza moderna era a loro che ci si rivolgeva per chiedere consiglio, ad esempio sui giorni più propizi per andare a caccia o su dove trovare la selvaggina migliore.

Ma gli sciamani potevano anche predire il futuro, e i malati ci andavano sperando di essere guariti. In un recente viaggio in Perù sono andato a conoscere un vero sciamano: il signor Mariano, un indio di etnia murui che vive a Santa Clotilde, un piccolo villaggio in Amazzonia.

IL VIAGGIO 

Arrivarci non è stato facile. Il primo passo è stato arrivare a Lima, che è la capitale del Perù. Da lì ho dovuto prendere un secondo aereo per Iquitos, città che sorge nel mezzo della giungla, sulle rive del fiume più lungo del mondo: il leggendario rio delle Amazzoni.

È proprio sul fiume che si è svolta l’ultima parte del viaggio. Con l’aiuto di una guida, sono salito su una canoa a motore che mi ha portato a Santa Clotilde. La foresta intorno al villaggio si chiama “secondaria” perché contaminata dalle attività umane, ci sono piccole radure coltivate e capanne. È molto diversa dalla “foresta primaria”, dove nessun uomo ha mai messo piede!

L'UOMO CHE VIAGGIA NEI SOGNI

Finalmente in una capanna fra gli alberi incontro Mariano. È un signore piccolino e molto magro, sorridente, con un bel paio di baffi bianchi. Indossa dei jeans strappati. Vive in una capanna senza acqua corrente né elettricità, e dorme su un’amaca che dondola vicino all’ingresso. Mariano non sa leggere, eppure nella zona è uno sciamano famoso.

Quello che lo rende tale è la capacità di andare in trance, uno stato mentale particolare in cui, mi racconta, la sua anima esce dal corpo ed entra in un’altra dimensione che è simile a un sogno. In quella dimensione dice di poter parlare con gli spiriti e vedere con gli occhi degli animali della giungla. In particolare l’anaconda, il grande serpente: Mariano ci racconta che una volta ne aveva anche una “da compagnia”, che viveva con lui come noi teniamo in casa un gattino.

Mariano è un grande conoscitore della foresta, e in particolare delle piante medicinali: sono tantissime e secondo lui ce n’è una per ogni rimedio. Anche per chi non crede agli spiriti, come i ricercatori scientifici, queste conoscenze sono molto interessanti… perché l’Amazzonia è ancora ricca di specie sconosciute tutte da studiare. Ed è anche un luogo meraviglioso abitato da gente simpatica e gentile. Come Mariano!

Davide Morosinotto è un giornalista e scrittore italiano,autore di numerosi romanzi per ragazzi, tra cui “Il rinomato catalogo Walker & Dawn”. Il suo ultimo libro "Il fiore perduto dello sciamano di K", è stato ispirato proprio dal viaggio di Davide in Perù.

LO SAPEVI CHE...?

  • La parola “sciamano” è di origine siberiana, ma gli sciamani si trovano un po’ in tutto il mondo (tranne l’Africa). La cosa sorprendente è che i riti degli sciamani si assomigliano moltissimo in tutte le culture, anche se lontane e diverse fra loro come la Cina e il Sud America. Una differenza invece è che per certi popoli gli sciamani sono soltanto uomini, mentre per altri… solo donne. Lo sciamanesimo è una delle “religioni” più antiche dell’umanità. Sono stati trovati resti di sciamani risalenti al 5000 avanti Cristo!
  • Quando lo sciamano entra in trance, racconta che il il suo corpo rimane nel nostro mondo mentre l’anima si allontana per viaggiare nella dimensione degli spiriti. Secondo gli sciamani si tratta di un luogo molto pericoloso, perciò per sopravvivere hanno bisogno di aiuto. Questo viene dagli spiriti degli animali, che accompagnano lo sciamano e lo guidano nel suo viaggio. Per alcune culture ogni persona, anche se non lo sa, viene accompagnata dallo spirito di un animale guida che le farebbe da “angelo custode”.
  • In quasi tutte le culture, il lavoro dello sciamano richiede un certo orecchio musicale. Suonare e ballare è molto importante, perché è un modo per ingraziarsi gli spiriti inoltre perché muoversi a ritmo è un modo che certi sciamani usano per entrare in trance. In molti popoli lo sciamano deve costruirsi un tamburo che diventa il suo oggetto magico più prezioso. Infatti si crede che se per caso il tamburo di uno sciamano dovesse rompersi… lo sciamano stesso morirà!
  • Nei villaggi tribali, lo sciamano era una figura molto importante. Come il capo della tribù proteggeva il suo popolo da tutti i pericoli concreti (ad esempio, i nemici dei villaggi), lo sciamano proteggeva da quelli che non possiamo vedere. Come la paura del futuro. Di solito quindi lo sciamano era la persona a cui si chiedeva di fare le… previsioni del tempo, o di rassicurare i guerrieri sul successo della prossima caccia. Tutte cose che in tempi passati erano indispensabili per la sopravvivenza.
  • La foresta amazzonica è il polmone verde del nostro pianeta. E’ grande più di cinque milioni di chilometri quadrati ed è il regno della biodiversità: secondo il WWF ospita 80.000 specie diverse di piante, la maggior parte delle quali ancora sconosciute. Gli sciamani amazzonici sono sempre stati grandi erboristi, per questo la loro cultura è preziosa. Come lo è la foresta! Le ultime stime dicono che in Brasile si disbosca l’equivalente di due campi da calcio ogni minuto. Un disastro ecologico che va assolutamente fermato.