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Spray al peperoncino: di che cosa si tratta e l’allarme ai concerti

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Spray al peperoncino: di che cosa si tratta e l’allarme ai concerti
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Ancora non si è sicuri sulle cause della tragedia di Corinaldo, certamente lo spray urticante è stato spruzzato. E non è la prima volta. Perché lo fanno e di che cosa si tratta.

"Vorrei solo che TUTTI QUANTI vi fermaste a pensare a quanto può essere pericoloso e stupido usare lo spray al peperoncino in discoteca" così scrive il trapper Sfera Ebbasta nel messaggio di cordoglio subito dopo la strage.

Le responsabilità della tragedia sono ancora da accertare. Ma sta di fatto che l'uso di questo spray durante i concerti non è una novità.

"Credo che una delle prime volte sia stato al concerto di Marra e Guè a Torino, nel 2016"  spiega Paola Zukar, personalità  del rap italiano e manager di Fabri Fibra e Marracash al magazine Rolling Stone. "Quella volta erano arrivati addirittura i pompieri per capire se era gas nervino, perché all’epoca c’era un po’ di allarme attentati terroristici. Noi da quell’episodio in poi avevamo preso delle misure preventive con i vari locali. Avevamo chiesto video sorveglianza, perquisizioni. Addirittura annunci dagli altoparlanti prima del concerto per scoraggiare chiunque volesse spruzzare spray tra il pubblico".

Da allora a oggi si sono registrati  diversi  episodi di spray urticante spruzzato in contesti affollati da ragazzini e in particolare durante i concerti dei rapper. Nel 2017 a Modena era stato interrotto un concerto di Sfera proprio a causa del fuggi fuggi dovuto all'aria irrespirabile. In altri concerti di trapper come Ghali, Gué Pequeno, Achille Lauro e ancora Sfera, invece, si era riusciti a contenere il panico ed evitare danni più seri.

Ma sappiamo di cosa si tratta?

Ecco le risposte ad alcune domande che ci siamo fatti:

Perché hanno inventato lo spray urticante?
Questo dispositivo  è nato in Germania: serviva per allontanare i cani che attaccavano i postini nelle
campagne.

Che cosa contiene?
L'effetto urticante è dato dalla capsaicina un estratto proveniente dalla Cayenna (la pianta del peperoncino).

Se inalato gli effetti sono forte irritazione alla bocca e agli occhi provocando una  forte lacrimazione.

E' legale?
In Italia è stato a lungo considerato un'arma propria quindi era necessario avere una licenza.

Dal 12 maggio del 2011, il ministero dell'Interno ha liberalizzato l'acquisto, la detenzione e il porto in pubblico. Bisogna almeno avere 16 anni e la gittata dello spray non può superare i tre metri.

Inoltre deve contenere solo una miscela a base di Oleoresin Capsicum (Oc), derivato dal peperoncino di Cayenna: sono vietate altre sostanze infiammabili, corrosive, tossiche, cancerogene o aggressivi chimici. Ogni confezione non può superare la quantità di 20 ml e l'Oc non può essere superiore al 10%, con una concentrazione massima pari al 2,5% (in pratica deve essere in piccole dosi).

E deve essere usato solo come strumento di autodifesa. Usarlo per altri scopi è reato.

E negli altri Paesi?
In Belgio, Danimarca, Gran Bretagna, Irlanda, Islanda, Norvegia, Olanda e Ungheria lo spray  è considerato un'arma e il trasporto è consentito esclusivamente alla polizia.
In Finlandia e Svezia è addirittura paragonato ad armi da fuoco. Invece in Germania gli spray per la difesa dagli animali sono legali e utilizzabili da chiunque, non essendo considerati armi.
A Hong Kong è proibito e a usarlo si rischiano fino a 14 anni di carcere. In Australia, India, Israele, Lettonia, Polonia, Russia, Slovacchia, Spagna e Sud Africa gli spray  si possono portare solo  per autodifesa.
Negli Usa, infine, ogni Stato regolamenta in modo autonomo l'uso del gas Oc: in genere, il possesso e il trasporto sono consentiti al di sopra dei 18 anni.

Perché viene spruzzato durante i concerti?
In molti casi probabilmente non c'è altro che la follia di fare una bravata senza immaginare i rischi che  un atto del genere può comportare. 

In altre situazioni, invece, l'ipotesi è che questo spray sia utilizzato a scopo di furto: un diversivo per rubare dalle tasche e dalle borse del pubblico. Su questo sta  indagando la Procura di Torino, titolare delle indagini su Piazza San Carlo (durante la partita Juventus-Real Madrid si era diffuso il panico tra la folla provocando un morto e diversi feriti). Gli investigatori hanno già arrestato alcuni dei componenti di una banda specializzata nello scatenare il panico durante gli eventi pubblici  per borseggiare il pubblico.

 

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