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Simon dei "Blue"

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Simon dei "Blue"

Simon dei "Blue"
intervistato al telefono da Chiara ed Elena

Noi ovviamente ci saremo a uno dei 6 concerti che fanno in giugno in Italia. E abbiamo il nuovo album, 4everBlue. E avevamo chiesto a Focus Junior di intervistarli! E avvenuto davvero, al telefono con Simon, il ragazzo di colore del gruppo: prima ci ha tirato il bidone, poi l’indomani ha rimandato di un’ora, poi di mezz’ora... poi il telefono della redazione ha squillato e lui ha detto: “Ciao”.
Be’, Chiara è rimasta quasi muta e io dovevo sbrigarmi a fargli le domande perché altrimenti mia mamma, Sally, me le rubava e le faceva lei.
Chi è che ha deciso di dare il nome “Blue” alla band?
Beh… in realtà, proprio io ho proposto questo nome ai ragazzi come prima possibilità, ma non è piaciuto né a Duncan, né a Lee e neppure ad Antony, ma quando la “Virgin Records” ha suggerito lo stesso nome, tutti quanti abbiamo pensato che fosse un segno del destino… così è nato il nostro gruppo.
Ti piace ancora il nome?
Ora mi piace ancora di più, con tutta la fortuna che ci ha portato fin ora!
Come hai conosciuto Duncan, Lee & Antony?
Io e Lee ci conoscemmo a un’audizione per un’altra ‘boy-band’. Conobbi anche Antony e Duncan, ma solamente di vista. Io e Lee invece diventammo molto amici, io andai a vivere da lui, a Londra. Una bellissima mattina, almeno così ricordo, Duncan chiamò Lee per vedere se volesse far parte di una boy-band assieme a lui ed Antony, così entrai a farne parte pure io.  
Hai sempre voluto diventare cantante?
Volevo diventare un modello professionista: nel 1998, ero “qualcuno” in una rivista inglese, chiamata “Pride Magazine”. In realtà, il mio sogno era di diventare un calciatore, e lo ero, prima di farmi male a un ginocchio.
Abiti ancora con uno degli altri ragazzi?
No, mi sono trovato un’abitazione stupenda nella loro stessa zona.
Vi vedete spesso tra di voi?  
A dire il vero, ho appena telefonato a Duncan, che si trova a Monaco e sta lavorando. Ho parlato con Lee un po’ di giorni fa, e lui si trova a New York. Mentre Antony non lo sento da un po’ di tempo.
Quali dei posti che hai visitato in tour ti sono piaciuti di più, e che in un futuro potrebbero diventare “casa tua”?
Be’… devo dire che non c’è nessun posto come casa mia, ma se dovessi trasferirmi, andrei per un clima più caldo, per esempio la Spagna o l’Italia.  
Allora ti piace l’Italia...  
Certo!! Mi è sempre piaciuta, e ho avuto molte ragazze italiane!
Stai imparando l’italiano?
Ci sto provando, ma non chiedetemi di parlare: sono un po’ negato!  
Come sta andando il tuo disco da solista?
Credo che questo farà conoscere alla gente il vero Simon: siccome di solito sono presentato come ‘il lunatico della band’, quello che non sa divertirsi, mentre è totalmente l’opposto. Sono sempre stata una persona cauta, quindi, una volta finito sotto i riflettori, è venuta fuori la mia timidezza, che è spesso è sembrata come arroganza. Ma non è così.
Pensi di andare avanti facendo il solista?  
NO NO NO! Noi siamo artisti, cantanti di gruppo, fare un album da solista era un sogno di tutti e quattro, ma siamo tutti d’accordo a riunirci, una volta terminati i nostri progetti da solisti. Siamo tutti appassionati dal nostro lavoro, è il nostro ruolo nella società, dibbiamo continuare a stare insieme se vogliamo avere i soldi, almeno per pagare le bollette!
Pensi di continuare con i Blue per molto tempo?
Io credo che con i fan che ci siamo ritrovati, riusciremo a resistere, almeno finché non passiamo di moda.
Qual è stato il tuo momento più imbarazzante, durante la tua carriera in Blue?
Sicuramente, quando, all’inizio della carriera, siamo stati ospiti di un famoso show televisivo inglese: lì, hanno tirato fuori le foto che avevo dovuto fare come modello. Credetemi, non era il massimo...  
Quali sono le tue canzoni preferite da ogni album, e quali delle canzoni che hai scritto credi sia la migliore?
Tutte le nostre canzoni sono bellissime, è per questo motivo che le mettiamo negli album. Ogni giorno ne ho una preferita, dipende dal mio umore al momento.
Preferisci cantare in italiano o spagnolo?
Mi piacciono entrambi, ma di sicuro preferisco molto di più l’accento italiano.
Dove saresti ora se non fossi entrato a far parte dei Blue?  
Sarei in un gruppo “più Blue”… Non sono sicuro se sarei comunque diventato un cantante ma... modello, calciatore o cantante, sono un tipo dalle mille facce, qualsiasi cosa voglia fare, la faccio e basta.
Credi di meritare la tua fama, o di essere stato molto fortunato?
Sicuramente sono stato benedetto. Dall’età di 8 anni, sapevo che mi sarei ritrovato a fare un lavoro del genere. Anche quando, prima dei 20 anni, incontravo molte difficoltà, e mia madre si preoccupava per me e aveva paura dei miei risultati scolastici (perdevo molte lezioni per seguire le mie ambizioni), ecco, anche allora ero molto determinato.
Dammi un aggettivo per ognuno dei membri dei Blue:  
Lee = pazzo. Antony = burlone. Duncan = sicuro di sé, papà della band. Io = il timidone… 

 

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