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Si può fare musica con qualsiasi cosa: basta saper suonare

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Si può fare musica con qualsiasi cosa: basta saper suonare

Col formaggio, con la zucca ma anche con motori, bici rotte, bidet... Si può fare musica con tutto... Basta saper suonare!

Col formaggio, con la zucca ma anche con motori, bici rotte, bidet... Si può fare musica con tutto... Basta saper suonare!

Come fa nei suoi concerti spaziali il musicista Christian Marclay suona strumenti alternativi di utilizzo quotidiano. 
Qualsiasi oggetto infatti può diventare uno strumento. Basta osservarlo bene e “classificarlo”: a corda, a percussione o a fiato? Fate un po’ di prove con gli amici!

 

I tamburi di questa batteria per esempio sono fatti con formaggio inglese.

 

 

Se invece preferisci la chitarra, ti sarà semplice provare quella fatta con le scatole di sigari. Il modo di suonare è lo stesso degli strumenti classici (a corda come il violino o a fiato come il flauto) ma il suono che ne esce è decisamente più strano.

 

 

Riciclo.

Il flautista argentino Hugo Dominguez sperimenta materiali di riciclo per creare suoni e frequenze nuove: nelle sue mani, un’asse del wc, un bidet o le pentole diventano strumenti musicali, che rivende o utilizza nella sua orchestra. Sta anche lavorando a una chitarra in metallo che amplificherebbe i suoni al pari delle chitarre elettriche. Altri musicisti costruiscono e suonano strumenti fatti con parti del computer: mouse, tastiere, scanner... O anche pezzi di auto da rottamare, come ha fatto il compositore Bill Milbrodt: invece di buttare la sua amata Honda del 1982, l’ha trasformata in chitarra.

 

L’otomatone ?giapponese suona Despacito di Luìs Fonsi

 

Aaron Wendel invece ha usato pezzi di vecchi mobili e grondaie per costruire un organo-bolla: l’aria viene spinta nelle canne da due palloncini posti ai lati che si sgonfiano suonando i tasti.
Fulmini. Anche l’elettricità può creare melodie, se si usa lo Zeusophone: funziona grazie all’energia elettrica generata da transistor ad alta frequenza collegati a due bobine di ferro. In pratica emette scariche elettriche simili a fulmini a una frequenza di 900 hertz, che vibrano nell’aria producendo strani effetti sonori.

 

Mare e vento

Anche l’aria e l’acqua possono “suonare”. A Zadar, in Croazia, hanno costruito il Sea organ, una specie di organo che funziona con le onde del mare, che fluiscono attraverso canne installate sott’acqua, diffondendo la musica per tutto il lungomare. Le arpe eoliche, invece, catturano il vento, che ne fa vibrare le corde: esistono fin dall’antica Grecia e ce n’è una particolare in Sud Carolina (Usa) lunga quasi tre metri, con 10 corde collegate a piccoli recettori elettronici che trasformano le vibrazioni in musica.

 

Stalattiti

Nelle caverne di Luray, in Virginia (Usa), c’è il Grande Organo delle stalattiti. è stato ideato dall’ingegnere Leland W. Sprinkel, durante una visita alla grotta: in quell’occasione la guida percosse una stalattite con una martelletto di gomma, per farne sentire il suono. Sprinkel ci ha messo tre anni a costrui re l’organo che adesso fa suonare le stalattiti in un’area di 3.500 metri quadri: i tasti fanno scattare piccoli tubi di gomma al posto delle canne dell’organo, che colpiscono le stalattiti, generando note diverse.

 


 

La strada che suona
In Giappone,
 sulle pendici del monte Fujii, ci sono tratti di strada che “cantano” grazie a solchi calibrati sull’asfalto: ma solo se vai alla giusta velocità.