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Saremo tutti robot? I segreti della tecnologia con Massimo Temporelli

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Saremo tutti robot? I segreti della tecnologia con Massimo Temporelli
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Qual è stata la più grande invenzione umana? Qual è il futuro della robotica? E in che modo il progresso può salvare il nostro pianeta? Lo abbiamo chiesto ad un vero esperto

Se ne parla tanto e spesso, anche perché ormai ha "invaso" ogni aspetto della vita quotidiana. Ma che cos'è davvero la tecnologia? In che modo le grandi invenzioni hanno contribuito all'evoluzione dell'essere umano?

Per rispondere a questi importantissime (e affascinanti) domande ci siamo rivolte ad un vero esperto: Massimo Temporelli, fisico e storico della tecnologia, che ha recentemente partecipato alla pubblicazione di Saremo tutti Robot? (di Federico Taddia e Pierdomenico Baccalario, Il Castoro), il libro per ragazzi che, come tutti i titoli della collana Le 15 domande. Enciclopedia per ragazzi, vuole avvicinare i giovani ai grandi segreti del sapere e del mondo che ci circonda.

«La Storia è scandita dalle grandi invenzioni tecnologiche, però quando la studiamo ce lo dimentichiamo - ci ha spiegato Temporelli - Si parla sempre di popoli, guerre o grandi imperatori, ma le scoperte tecnologiche hanno davvero cambiato il corso degli eventi. Già Homo Sapiens era un essere tecnologico, evolutosi grazie alla capacità di costruirsi strumenti per migliorare la propria vita».

Ma ecco cosa ci ha raccontato il nostro esperto!

Intervista a Massimo Temporelli

Ciao Massimo, iniziamo con una domanda molto affascinante: qual è secondo te la più grande invenzione di sempre?
Potrei nominare macchine mirabolanti e invenzioni futuristiche, ma dico l'agricoltura. Governare la Natura. Un ettaro di terreno coltivato dà da mangiare a centinaia di persone, se fossimo raccoglitori la stessa terra sfamerebbe al massimo una persona e un ragazzino. Con l'agricoltura poi è nato il futuro, perché abbiamo iniziato ad interrogarci sul domani: questo semino crescerà? Pioverà abbastanza per far crescere la coltivazione? La tecnologia dunque ci fa passare sì dal naturale all'artificiale, ma migliora innegabilmente la nostra vita.

Puoi raccontarci l'invenzione con la storia più pazzesca?
Un aneddoto che ci mostra come per fare grandi scoperte non servano solo approfondite competenze tecniche, ma anche soft skills come l'intuizione e l'intraprendenza, è quello che riguarda Bertha Ringer, moglie di Karl Benz, l'inventore dell'automobile. Bertha non era ingegnere come il marito, ma ebbe il coraggio di prendere il prototipo del marito e percorrere per la prima volta nella storia un lungo tratto di strada in auto – più di 200 km - per andare a trovare la madre. Oltre al coraggio stupisce anche l'ingegno con cui riforniva l'auto. All'epoca infatti non esistevano le farmacie, ma Bertha si fermava nelle farmacie per acquistare il petrolio per alimentare il motore. Con il suo gesto audace Bertha ci ha catapultato in una nuova era dei trasporti!

Ma allora come nasce un'invenzione?
Ci sono tanti modi. I designer dicono che “dove si annidano le parolacce, lì nasce un'invenzione”, come a dire che sono i problemi a ispirare le idee per migliorarci la vita. Al di là della causa però, è importante la collettività: non si inventa niente da soli. Andare nei luoghi dove si parla di scienza aiuta a far circolare idee. Poi serve naturalmente la capacità individuale per mettere insieme tutte le cose e tirarne fuori qualcosa di concreto e innovativo.

Temporelli e tecnologia
Massimo Temporelli in una foto di repertorio.
Credits: Getty Images

In che modo la tecnologia può aiutare il pianeta?
Potremmo naturalmente smettere di botto di usare il riscaldamento, l'elettricità, le auto e gli smartphone, ma non penso che sia la strada giusta. Serve però inserire il concetto di sostenibilità all'interno della progettazione e della produzione delle nuove tecnologia. Prima non si badava all'impatto ambientale di un oggetto, bastava che fosse utile: adesso però siamo consapevoli del problema e stiamo invertendo la tendenza. Dunque si renderanno più efficienti le tecnologie già esistenti e si inventeranno nuovi strumenti che terranno conto dell'ambiente. Gli oggetti intelligenti, ad esempio, aiutano a ridurre i consumi: se la casa si accorge che la famiglia è via, può spegnere automaticamente il riscaldamento o chiudere il rubinetto.

C'è però una certa diffidenza nell'affidarsi troppo alla tecnologia. In che modo si può (o si deve) superare questa paura?
Il timore è sacrosanto. L'idea di salire su un aereo senza pilota spaventa anche me. L'unica arma contro la paura è guardare al passato. Quando arrivò il gas nelle case, la gente aveva paura di incendiare il palazzo. Dobbiamo capire che nel corso della storia Homo Sapiens continua a perdere delle competenze a causa della tecnologia, ma ne acquisisce sempre altre. Oggi non tutti sanno accendere un fuoco a mani nude, però possiamo comunicare in tempo reale a migliaia di chilometri di distanza. Noi stiamo dunque delegando alla tecnologia le operazioni più meccaniche, lasciando però all'uomo le attività più importanti: immaginazione, creatività, problem solving, tutto questo rimarrà nostro e anzi, avremmo più tempo e possibilità di valorizzare la nostra mente e il nostro spirito. Il tempo poi ci aiuterà ad abituarci al fatto di avere come amici un' Intelligenza Artificiale o che un auto possa venirci a prendersi senza che nessuno la guidi.

Si parla anche di robot che proveranno emozioni...
Noi non esistiamo da sempre come specie e non esisteremo per sempre. Magari i robot sono destinati ad essere le nuove forme di vita che supereranno persino la nostra autocoscienza.

I robot sanno di essere robot?
Ad oggi no, l'autocoscienza nella macchine non esiste ancora, ma forse un giorno ci saranno robot in grado di capire cos'è, perché si trova lì e si farà un'idea del mondo. D'altro canto però noi umani siamo sicuri al 100% di sapere chi siamo...

Come ha fatto lo smartphone a diventare un oggetto così imprescindibile?
Citando lo zio di Spider-Man, “da grandi poteri derivano grande responsabilità”. Lo smartphone ci dà tanti poteri, ci permette di incontrare tante persone in modi diversi. E anche questa è umanità, è socialità, anche se non si ritrova al bar davanti una bibita. Certo, dobbiamo imparare a non abusare di questa tecnologia, ma fa parte dell'evoluzione del nostro mondo. Non ha senso demonizzare

Puoi dare consiglio ai ragazzi per utilizzare la tecnologia in modo consapevole?
Mettete le mani sugli oggetti, smontate i vostri smartphone (o guardate tutorial), imparate a programmare, insomma fate cose pratiche per capire come funzionano le cose. Bisogna conoscere l'artificiale per saperlo usare. Poi va sempre ricordato che ciò che facciamo con la tecnologia – con i social, ad esempio – influenza il mondo reale e non c'è nulla di astratto.

Quale sarà la grande invenzione che rivoluzionerà il futuro dell'uomo?
Magari proprio l'evoluzione dell'Intelligenza Artificiale fino all'ottenimento dell'autocoscienza. Va da sé che se questo dovesse accadere l'I.A. dovrebbe essere libera, anche perché sarebbe lei stessa a non volere essere ingabbiata. Questo risolverebbe un sacco di problemi.