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Portare il velo: usanze e storia

ll velo è un pezzo di stoffa più o meno leggero o colorato che tante donne  in tutto il mondo utilizzano per coprirsi il capo. Il loro utilizzo risponde a diverse esigenze, da quelle religiose a quelle semplicemente estetiche a usanze tradizionali.

Per esempio, in tanti paesi dell’est Europa tante donne usano foulard colorati per proteggere la testa dal vento e in tanti paesi africani si portano i tradizionali turbanti, anche per tenere in ordine la capigliatura.

In tanti paesi di religione Islamica, le donne si coprono con lo l’hijab, un tipo di velo nero che si avvolge intorno alla testa e si ferma sul collo: in questo caso indossarlo ha una valenza religiosa.

Anche in occidente esistono veli legati alla religione, e che sono simboli di fedeltà, come i veli nuziali, indossati dalle spose o dalle suore. Quando vai in chiesa potresti anche vedere alcune signore indossare le mantiglie: sono i veli di pizzo o di seta che potresti vedere indossati durante la messa.

Tanti veli di forme e colori diverse

In alcune parti della Turchia e dell’Iran il velo è costituito da un panno, quasi sempre nero, che copre la testa e il petto. Una piega del panno può essere tirata su per coprire la bocca e il naso.

Nel Sinai e in Giordania si porta lo yashmak, un velo fermato da una fascia ingioiellata o decorata (un segno di ricchezza) che scende dalla fronte fino al naso.

Le origini dell’usanza di portare il velo

Nel 1400 aC, le donne ricche nell’antica Mesopotamia indossavano il velo come simbolo sociale ma è nella Grecia del 500 a.C. che si hanno le testimonianze maggiori dell’usanza di indossare il velo, con caratteristiche diverse a seconda delle città: ad esempio, a Sparta le ragazze non sposate venivano svelate mentre le loro madri si coprivano il capo. A Tebe le donne nascondevano il viso dietro un velo bianco trasparente con buchi per gli occhi.

Sotto l’Impero Romano, le donne indossavano invece la stola, un pezzo di stoffa gettato sopra il capo e incrociato sulla spalla sinistra, simile alla nostra stola. Questa modello di velo è simile a quello indossato dalle donne dell’India settentrionale e del Pakistan.

In generale, le giovani romane non si velavano fino al giorno del loro matrimonio, quando indossavano un velo chiamato  flammeum, anche per nascondere la sposa da chi volesse cercare di impedire i matrimoni.

Nella tradizione cristiana, fu fin da subito un simbolo di dignità e fedeltà: spesso, l’intento era quello di sottolineare alcune caratteristiche ritenute preziose in una donna, come la modestia.

Nel 19° secolo, invece, indossare un lungo e costoso velo divenne rapidamente il riconoscimento di uno status sociale.

Per quanto riguarda il velo indossato in tanti paesi di religione islamica, questa usanza esiste dal settimo secolo. Ce ne sono diversi tipi, come  l’hijab, il niqab, il burqa e il chador, dal meno al più coprente.

Obbligatorio o no?

Nel Corano, la sacra scrittura dell’Islam, i riferimenti all’indossare il velo non sono chiari. Il velo è spesso nominato nel suo senso metaforico, come il velo della morte, il velo che divide Dio dagli uomini.

Di sicuro, c’è un momento, in cui alle donne non è richiesto il velo, ed è durante il pellegrinaggio alla Mecca “la Casa di Dio” grazie allo stato di purezza di tutti i pellegrini.

Per saperne di più

Ti abbiamo incuriosito? Puoi guardare questa mostra: Voile et dévoilement

Oppure, puoi leggere La storia della bellezza

This post was last modified on 29 settembre 2022 14:14

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Published by
Ilaria Infante

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