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Peggiora l’inquinamento causato dall’incidente all’oleodotto in Liguria

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La pioggia di questa notte ha fatto cedere le dighe e il petrolio è arrivato in mare nei pressi di Genova. Riflettiamo sui pericoli dell'energia prodotta usando combustibili fossili.

Molti di voi, cari focusini, avrete letto del disastro accaduto la scorsa domenica a Busalla , in Liguria, dove la tubatura di un oleodotto ha ceduto inondando e inquinando tutta la zona con quasi 700mila litri di petrolio .
La situazione, che in un primo momento sembrava sotto controllo, è improvvisamente peggiorata questa notte a causa della pioggia: la diga che i tecnici della protezione civile hanno messo nelle acque del fiume Polcevera a Cornigliano, a chilometri di distanza dal punto in cui si è verificato il guasto all'oleodotto, ha ceduto e l'acqua mista a petrolio sta raggiungendo il mare e la riviera del Ponente ligure

 

I tecnici, al lavoro per chiudere la falla non sanno ancora quanto petrolio finirà in mare , oltre a quello che si è già appiccicato sulle rive e sugli animali del fiume. Migliaia di tonnellate di sassi e terra già ricoperti e intrisi di petrolio dovranno essere raccolti e portati via .
Come vedete, cari focusini, un incidente a prima vista minore sta mettendo a dura prova tutto l'ecosistema e le persone che abitano nelle zone inquinate dal petrolio

 

Una ragione in più per riflettere sullo stile di vita della nostra società, ancora quasi completamente basato sull' energia prodotta con combustibili fossili anziché con le energie rinnovabili .

Come si vede, i combustibili fossili quali il petrolio e il carbone sono pericolosi non solo quando vengono usati (sono tra i maggiori responsabili dell'effetto serra) ma anche prima di esserlo, quando vengono trasportati e immagazzinati.

 

Dì la tua: è giusto continuare a usare il petrolio come fonte di energia?