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Perché St3pNy è stato accusato di evasione fiscale?

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Perché St3pNy è stato accusato di evasione fiscale?
Ipa-Agency

Cerchiamo di capire che cosa è successo allo youtuber facendo riferimento alle fonti primarie della notizia, analizzando i fatti

Lo conoscete tutti. E probabilmente lo amate alla follia. St3pNy è una star sul web. Il suo canale, dove pubblica video che lo riprendono mentre gioca a Fortnite, è il secondo in Italia per numero di visualizzazioni. Gli iscritti superano i 3,7 milioni e i follower su Instagram i 2 milioni. Inoltre, fa parte dei Mates, il collettivo di youtuber più seguito nel nostro Paese. «Oggi sono diventato famoso, ma con la F maiuscola» ha commentato amaramente Stefano Lepri, ovvero St3pNy, in un video pubblicato sul suo canale il 29 maggio scorso. 

Che cosa è successo?

Quello è stato un giorno particolare per lui. Ha ricevuto un verbale dalla Guardia di Finanza, il corpo militare che si occupa di polizia tributaria, ovvero di accertare che tutti paghino le tasse. L'accusa, per ora soltanto ipotizzata, è di aver evaso un milione di euro. E la notizia è rimbalzata su tutti i giornali, sul web, in tv. «Sparare un milione di euro nel titolo fa molto figo -ha detto Stefano- ma la situazione è ben diversa. Diversamente da quanto scrivono i giornali, io da onesto cittadino le tasse le ho pagate in buona fede, altrimenti in questo momento sarei dall'altra parte del mondo col sedere su una Ferrari a lanciare banconote qua e là». Tutta colpa dei giornalisti che, come si dice, hanno “sbattuto il mostro in prima pagina”? Cerchiamo di capirlo insieme, applicando le regole che quelli di voi che sono venuti a visitare Focus Junior hanno sperimentato nei nostri laboratori di giornalismo.

La fonte della notizia

Prima di tutto, andiamo alla fonte. Cioè, all'origine della notizia. In questo caso, si tratta del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Firenze, che il 28 maggio scorso ha emesso un comunicato stampa, ovvero una nota per informare i giornalisti. Che cosa c'era scritto esattamente sul comunicato? I finanzieri del Comando provinciale di Firenze hanno individuato uno youtuber italiano che professionalmente svolgeva la sua attività su portali Internet completamente in nero, con un’evasione di imposte di oltre 1 milione di euro in 5 anni di attività”. È un linguaggio difficile, vero? Cerchiamo di tradurre.

La professione youtuber come si inquadra

Secondo i finanzieri, St3pNy è un libero professionista: cioè svolge la sua attività tutti i giorni ricavandone un guadagno. E questo è indubbiamente vero: i video vengono pubblicati sul suo canale ogni giorno, non si tratta di un'attività occasionale. E secondo la Finanza era un'attività in nero. Che cosa vuole dire? Significa che i soldi guadagnati vengono completamente nascosti al Fisco. Si dichiara di non aver guadagnato nulla anche se non è vero, così da non pagare le tasse.

Niente IVA

Proseguiamo con la lettura del comunicato stampa: “Tra il 2013 ed il 2018 ha omesso di dichiarare ricavi per oltre 600 mila euro e di versare IVA per oltre 400 mila euro”. Qui dovete avere un poco di pazienza e di seguirci nei meandri della “scienza tributaria”! Dunque: i 600mila euro sono quelli che St3pNy avrebbe, secondo la contestazione, nascosto completamente al Fisco non dichiarandoli, 400mila euro invece sono l'IVA non pagata. L'IVA è l'imposta sul valore aggiunto che viene applicata a ogni fase di produzione o scambio di beni e servizi. Ad esempio, quando acquistate una maglietta, il 22 per cento del prezzo che avete pagato è l'IVA e va allo Stato. Secondo la Guardia di Finanza, St3pNy ha sì dichiarato parte dei suoi guadagni, ma lo ha fatto in maniera sbagliata.

Diritto d'autore

St3pNy ha considerato la propria attività alla pari di quella di un giornalista o uno scrittore o un regista: i suoi video sarebbero una “cessione di diritti d'autore” che lo Stato tassa in maniera agevolata attraverso la cosiddetta “ritenuta d'acconto”. Per poter utilizzare questa tassazione più lieve però, occorre che l'attività sia occasionale, cioè svolta di tanto in tanto, non tutti i giorni. E sappiamo che questo non è il caso di St3pNy.

Niente pubblicità per i giornalisti, ma gli youtuber la inseriscono

Inoltre, quello che Stefano fa sul web è ben lontano dal giornalismo: non è tanto una differenza di contenuti, che pure è importante dal momento che i giornalisti scrivono articoli o pubblicano video per informare, mentre St3pNy lo fa per intrattenere e divertire. La differenza più profonda è questa: St3pNy inserisce della pubblicità nei suoi video e viene pagato per questo. Un giornalista non può mai fare pubblicità, in nessuna forma. Dunque, Stefano non avrebbe potuto dichiarare i suoi guadagni nella forma di “cessione di diritti d'autore”. Avrebbe dovuto, secondo la Guarda di Finanza, considerarli il ricavo di un'attività lavorativa professionale, sulla quale si paga l'IVA, che è più alta della ritenuta d'acconto. Insomma, per i finanzieri fiorentini Stefano in questo modo avrebbe “risparmiato” 400mila euro di tasse che invece erano dovute.

La versione di St3pny: si tratta di un errore o una furbata?

Secondo Stefano, si tratta di un errore e non di una furbata. Ecco come lo spiega nel suo video di difesa: «Non è che non ho pagato le tasse. Le ho pagate con un metodo che loro non ritengono opportuno. Se poi ci sarà da pagare una multa lo farò senza problemi, sono io il primo a volersi regolarizzare». È vero, Stefano è giovane , ha soltanto 25 anni, e magari può essere stato indotto in errore, ma la legge non ammette l'ignoranza, soprattutto nel caso dello youtuber che presumibilmente deve essersi rivolto a un professionista del settore, un commercialista, per la sua attività evitando un improbabile quanto dannoso fai da te.

Mancano regole chiare

Su un punto il giovane youtuber ha le sue ragioni: per il momento infatti l'attività di St3pNy e degli altri come lui non è inquadrata in nessun modo dallo Stato. "Spero che la categoria degli youtuber venga regolamentata - dice Stefano nel suo video difensivo - per far sì che altre persone che fanno il mio stesso mestiere non si ritrovino in queste situazioni". Tanto più che youtuber e influencer sono ormai una vera potenza economica.

Nessuna spiegazione sul guadagno in nero

Questo ragionamento, però, riguarda soltanto una parte del suo guadagno, quella parte per la quale secondo la Guardia di Finanza deve pagare ancora 400mila euro di IVA. Ma i 600mila euro in nero? Quelli non dichiarati? Su questo punto nei due video difensivi pubblicati da Stefano sul suo canale non si dice neppure una parola. E si tratta, invece, dell'accusa più grave.

Pagare le tasse è importante

Pagare le tasse infatti, sebbene non sia affatto piacevole, è fondamentale per la vita di tutti noi. Grazie alle tasse abbiamo ospedali che ci curano quando ci ammaliamo, scuole dove imparare, strade, ponti, ferrovie per poterci muovere, e così via. Noi abbiamo provato a parlare con Stefano, a chiedergli la sua versione. Ma l'ufficio stampa della sua agenzia Web Star Channel, ha negato un colloquio diretto. Il tenente colonnello della Guardia di Finanza Benedetto Labianca, ci ha confermato che il controllo fiscale si St3pNy ha portato alla valutazione di un'evasione complessiva per un milione di euro. Sarà ora l'Agenzia delle Entrate a decidere la “sorte” di Stefano e cioè notificargli un avviso di accertamento.

I titoli dei giornali clickbait?

Resta il fatto che il titolo che più o meno tutti i mezzi di informazione hanno utilizzato per dare la notizia Youtuber evade un milione di euro non è in alcun modo scorretto. Stefano si è lamentato del fatto che si tratta di un titolo clickbait, cioè “acchiappaclick”, suggerendo che farlo passare per un'evasore fiscale sia scorretto. Ma quei 600mila euro non dichiarati, sommati ai 400mila di IVA non versata, fanno giusto un milione di euro e si tratta, almeno per la prima delle due cifre, di evasione fiscale a tutti gli effetti, sempre se verrà confermata dalla successiva verifica dell'Agenzia delle entrate.

Quanto guadagnano gli youtuber

Secondo Social Blade, un sito di analisi statistiche sui social media, il guadagno di Stefano Lepri potrebbe oscillare tra gli 85mila e 1,4 milioni di euro all'anno (cioè da circa 7mila euro a circa116mila euro al mese). Impossibile essere più precisi, tuttavia si tratta di cifre davvero consistenti, provate a paragonarle allo stipendio dei vostri genitori...

Responsabilità anche sul Web

Questi ragazzi sono dei veri e propri imprenditori e come tali devono imparare ad assumersi responsabilità. La prima è fare chiarezza sulla pubblicità. Perché i guadagni ipotizzati da Social Blade sono soltanto una parte di quelli reali: si tratta dei soldi che arrivano direttamente dalla piattaforma, Google, che paga un tot per ogni visualizzazione del messaggio pubblicitario abbinato ai video pubblicati. E questi, ha ragione Stefano, sono soldi tracciati, impossibile nasconderli. Ma non sono gli unici.

Pubblicità semi nascosta

Youtuber e influencer ricevono compensi direttamente dalle aziende per post o video sponsorizzati. Oppure per indossare una maglietta di una certa marca mentre giocano. O per tenere la bomboletta di lacca di un'altra marca sulla mensola dello specchio mentre si pettinano e così via. Se non è proprio pubblicità occulta, certo non è evidente e chiaramente marcata e differenziata dai contenuti così come viene richiesto, ad esempio, ai giornali o alla televisione. Spesso sono proprio gli influencer a chiedere di cercare di nascondere un poco il loro coinvolgimento pubblicitario, per non far arrabbiare i loro follower che potrebbero trasformarsi in hater in men che non si dica. Ma voi ragazzi che guardate i loro video e seguite i loro post, dovete essere consapevoli del fatto che i vostri idoli sono pagati profumatamente per fare pubblicità a questo o quell'altro: è un vostro diritto.

 

 

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