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Perché Giorgio Parisi ha vinto il Nobel per la Fisica?

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Perché Giorgio Parisi ha vinto il Nobel per la Fisica?
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Il romano Giorgio Parisi è stato appena annunciato come vincitore del Nobel per la Fisica 2021 insieme ai colleghi Syukuro Manabe e Klaus Hasselmann. I loro studi stanno contribuendo anche all'analisi della questione climatica

Romano, 73 annid'età e una lunghissima carriera accademica: stiamo parlando di Giorgio Parisi, fresco vincitore del Premio Nobel 2021 per la Fisica insieme al giapponese Syukuro Manabe (90 anni) e al tedesco Klaus Hasselmann (89). Un coronamento mica male per una vita dedicata allo studio e alla ricerca, soprattutto in un campo, la Fisica teorica, dove gli italiani non hanno sempre ottenuto il merito che avrebbero meritato.

Ma perché Parisi è stato insignito del Nobel? Andiamo subito a scoprirlo

PREMIO NOBEL A GIORGIO PARISI: LA MOTIVAZIONE

Leggendo la spiegazione ufficiale rilasciata dall'Accademia delle Scienze di Stoccolma (dove il Nobel viene assegnato), Parisi è stato premiato insieme ai due colleghi «per i contributi innovativi alla comprensione dei sistemi fisici complessi» e, in particolare, per «per la scoperta dell'interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici da scala atomica a scala planetaria».

Manabe e Hasselman invece sono stati insigniti per aver aiutato alla «modellazione fisica del clima terrestre, quantificando la variabilità e prevedendo in modo affidabile il riscaldamento globale».

Ok, ma che significa tutto questo?

Nobel italiani
Giorgio Parisi (terza foto a destra), Nobel per la Fisica nel 2021.
Credits: Getty Images

BREVE PREMESSA

La Fisica è una materia molto complessa e che, per sua natura, s'interseca con tantissime altre discipline: dopotutto è proprio la fisica che "detta" le regole dei fenomeni che compongono il nostro universo.

Uno dei concetti chiave di questa intricatissima branca scientifica è il proprio il campo dei sistemi fisici complessi, ossia una complicata struttura dinamica composta da sottoinsiemi che interagiscono tra loro.  Il concetto è decisamente arduo da spiegare e viene trattato attraverso lo sviluppo di modelli matematici, ma qui basta sapere che si tratta di una delle "chiavi" per comprendere meglio molti aspetti della realtà che ci circonda e il nostro Parisi si è occupato di ciò per decenni.

LA SPIEGAZIONE

Ma dunque perché Giorgio Parisi ha vinto il Nobel? Perché questo in campo così vasto dominato da tanti fenomeni apparentemente casuali, l'accademico romano ha scoperto la presenza di certe strutture complesse in grado di dare ordine e coerenza a materiali e fenomeni che fino ad ora venivano reputati . Con le sue ricerche, in pratica, Parisi è riuscito a trovare una regola al disordine apparente, una specie di "libretto d'istruzioni" per decifrare aspetti nascosti della realtà che ci circonda.

Tutto ciò è molto importante perché tali fenomeni fisici trovano applicazioni in tantissimi ambiti (biologia, medicina, matematica ecc..) e quindi comprenderli aiuta a capire meglio molte altre cose, una su tutte, la questione climatica.

Già, perché il lavoro di Parisi interessa così tanti ambiti che, indirettamente, arriva a riguardare anche lo studio dell'evoluzione del clima terrestre (composizione dell'atmosfera, modelli meteorologici ecc...) e la dimostrazione scientifica del riscaldamento globale, anche se questo aspetto è stato maggiormente approfondito dagli altri due premiati, il climatologo Manabe e l'oceanografo Hasselmann. Il primo ha infatti dimostrato come l’aumento dei livelli di anidride carbonica nell’atmosfera comporti anche un aumento delle temperature sulla superficie della Terra, mentre il secondo ha elaborato un modello per le previsioni dei cambiamenti climatici.

Non è un caso dunque che proprio nel discorso di ringraziamento immediatamente successivo alla notizia della vittoria lo stesso Parisi abbia lanciato un appello forte e chiaro: «è che per la generazione futura si debba agire ora e molto rapidamente». Parola di Premio Nobel.