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Paranoia Airlines il nuovo disco di Fedez decolla dall’aeroporto di Milano Linate

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L'album esce il 25 gennaio, ma Fedez ha scelto lo scalo di Milano Linate per raccontarlo in anteprima e svelarci tante curiosità sul disco e sulla sua vita

Eccoci, siamo arrivati puntualissimi in aeroporto, sull'invito che ci ha mandato l'ufficio stampa di Fedez c'è scritto di presentarci al check-in. Ma... dobbiamo partire? No, restiamo a Milano e dopo aver passato tutti i filtri dell'aeroporto, ci rechiamo in una sala dove si terrà la conferenza stampa del cantante. Ci siamo, dopo una breve presentazione di Andrea Rosi, presidente di Sony Music Italy, entra Fedez e prende la parola.
Federico Lucia, in arte Fedez, confessa di essere un po' teso perché non ha mai fatto una conferenza stampa tutto da solo e, dice, che seguirà una scaletta per non divagare e non annoiarci troppo.

E inizia così la sua conferenza:
Dopo questi ultimi anni iper-produttivi, sentivo l’esigenza di mettermi in studio e sperimentare da solo. Una volta terminate le canzoni, non volevo far impolverare questo disco per logiche di mercato. Questo disco è un lavoro introspettivo. Per me è stato terapeutico, una volta finito il disco mi sono sentito consapevole e ho capito come affrontare molti lati d'ombra della mia persona. Un modo per esorcizzare delle paure e lasciarsele alle spalle.

 

Perché hai scelto il titolo Paranoia Airlines?

Questo titolo deriva dal periodo che ho vissuto nell' ultimo anno e mezzo. Nel disco vengono affrontate tutte le mie ansie e paure, dall'ipocondria alla paura di morire. Adesso però credo che sia arrivato il momento di superare tutto questo.

Quali sono i rimedi alle paranoie?

Il mio più grande problema è stato pensare al passato o troppo al futuro, non mi sono goduto il momento e il presente. Vorrei riuscire a godermi i momenti belli del presente.

 

Come sono nate le collaborazioni presenti nell'album?
Sono nate spontaneamente in una jam session in studio. Il caso di LP è stato strano: ero in studio con Michele Canova, è venuto un manager con LP, le ho fatto ascoltare un mio brano e mi ha chiesto se avesse potuto scrivere un ritornello. Ovviamente glielo ho lasciato fare.

Inizierai un tour?

Da marzo tornerò nei palazzetti. Da solista non avevo mai cantato nei palazzetti, questo è il mio primo tour nei palazzetti... Anche se sembrerà strano...

Perché nell'album non c'è la collaborazione con Dua Lipa?

Avrebbe fatto piacere anche a me. Con Dua Lipa c'è l'intenzione di lavorare insieme, in questo momento ha dei progetti imminenti importanti, si sarebbero incavallati con questo disco. Comunque mi ha promesso che collaboreremo presto insieme, io ci spero, ma magari mi ha preso per il c@@o".

Com'è stato collaborare con Emis Killa?

Con lui è stato bello e strano. Ci conosciamo da quando avevamo 13 anni, abbiamo frequentato la stessa compagnia, siamo cresciuti in un centro nevralgico per la cultura hip-hop milanese.Qquando avevo 18 anni eravamo sotto la stessa etichetta amatoriale, io me ne andai perché non mi consideravano, invece lui esplose con il suo mix tape. Successivamente abbiamo perso i rapporti, poi ci siamo riavvicinati sentendoci al telefono, ma non ci vedevamo da anni. Il nostro rapporto si è sempre contraddistinto con una sana competizione: ci siamo supportati e invidiati per diverse cose... Rivedersi è stato strano perché abbiamo tirato le somme della nostra vita. Poi incontrarsi dopo essere diventati genitori entrambi è stato strano...

Perché la scelta di mettere in palio una cena con un fan?

Tutto nasce dalla volontà di ringraziare i fan per tutto quello che mi hanno dato e la volontà di regalare loro un'esperienza diversa. Oggi la musica e lo streaming sono l'80% del mercato, il disco fisico deve assumere una dignità completamente diversa. Questa scelta secondo me, è un passo avanti per vivere l'incontro con i fan da una prospettiva diversa.

Tuo figlio ti ha cambiato la carriera?

Spero di non dovermi appoggiare a mio figlio per cambiare la carriera. Ha influito sull'esistenza e la rivalutazione delle priorità.

Che cosa rappresentano i social per te? Non ti sembra di esporti troppo?

Per me quella non è esposizione. Il mio personaggio coincide con la mia persona e io vivo la mia vita.Pubblicare la mia vita sui social non mi costa fatica e non pubblico cose che non mi piace fare, sono figlio dei miei tempi e questo atteggiamento è spontaneo. Vivo la mia vita come i miei coetanei.

Quanto è presente Chiara Ferragni in questo disco?

Quando ho iniziato a scrivere lei era incinta, era ferma a letto per problemi di salute e non ho voluto tediarla, avevamo altri problemi nella testa. Ma dopo la nascita di Leone mi ha dato tanti pareri, ha influito e mi ha aiutato tantissimo. Siamo uno l'antitesi dell'altra: io vedo il bicchiere mezzo vuoto e lei sempre mezzo pieno. Ho scritto per lei una canzone quando le ho chiesto di sposarmi. In questo album non c'è una canzone dichiaratamente fatta per lei.

Andresti a Sanremo a promuovere il disco?

Mi cago sotto. Io ci andrei anche... Ho accompagnato Lorenzo Fragola qualche anno fa e mi sono immaginato su quel palco, credo chenon ce la farei. Uno dei miei punti deboli è cantare in televisione, mi cago sotto e ho paura, perché è un contesto diverso rispetto al concerto. Avere la telecamera puntata addosso... Lo farei, ma la vivrei molto male... ma per me, non per il contesto Sanremo.

C'è qualcosa che non rifaresti?

Mi pento di tante cose. Il mio personaggio coincide con la mia persona e mi ha portato a far vedere lati sbagliati e fragili di me. Spesso ho detto troppo rispetto a quello che dovevo dire e spesso sono stato frainteso. A volte non riesco a essere chiaro e a trasmettere il messaggio che voglio dare.

L'amore per Chiara e Leone ti aiutano?

Tanto. Quando ci siamo conosciuti venivamo da due mondi diversi, siamo due persone che dal nulla si sono creati un futuro. Ci siamo confrontati spesso, il nostro vivere insieme ha portato a tanti cambiamenti per entrambi. Da un punto di vista pragmatico ed esistenziale ci siamo aiutati molto e abbiamo preso il buono ognuno dall'altro.

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